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Corriere di Gela | Il consigliere Totò Gallo torna a chiedere chiarezza sui mutui accesi da Crocetta
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notizia del 16/01/2011 messa in rete alle 14:16:07
Il consigliere Totò Gallo torna a chiedere chiarezza sui mutui accesi da Crocetta

Seduta consiliare dagli esiti positivi, quella tenutasi mercoledì 12 gennaio scorso. Sono stati trattati tutti i punti all’ordine del giorno se si eccettuano gli ultimi due. Riguardo al sesto punto in cui l’amministrazione aveva predisposto un regolamento per “la monetizzazione delle aree a parcheggio degli interventi edilizi diretti”, l’assessore ha annunciato il ritiro dell’atto. Ha spiegato che la materia è stata oggetto di discussione ed approfondimento in giunta ed è scaturita l’idea di affrontare la materia con un metodo del tutto nuovo. Si è pensato di eliminare alcuni errori di fondo colmandoli e quindi il tutto è stato regolamentato in un nuovo atto che verrà presto sottoposto all’attenzione dell’organo consiliare. L’ultimo punto riguardava un programma costruttivo di edilizia economica e popolare da realizzare da parte della cooperativa edilizia XXI Giugno. Su proposta del consigliere Pd Peppe Arancio il consiglio all’unanimità ha deliberato di rinviarne la discussione e votazione ad altra data. Arancio ha motivato questa sua richiesta, condivisa da tutti, con la necessità che la materia andasse affrontata alla presenza di un dirigente tecnico che al momento non c’era. Pienamente legittimo riprendere l’argomento anche perché non si trattava di una semplice assegnazione d’area, ma di una serie di atti (approvazione programma costruttivo, prescrizioni ed obblighi per la cooperativa, ecc) per i quali ciascun consigliere prima dell’espressione del volto avrebbe dovuto avere piena cognizione. Per tal motivo la presenza di un tecnico in aula per la prossima convocazione, sarà di grande aiuto e un valido supporto per la definitiva approvazione dell’atto.

Due punti hanno riguardato il riconoscimento di due debiti fuori bilancio. Il primo per pagamento fatture e custodia e mantenimento cani randagi, alla ditta “Rica” di Caltanissetta; il secondo per trasporto salme profughi dell’11 settembre 2005, dovuti alla ditta “Servizio pompe funebri” di Emanuela Ventura. Infine il consiglio all’unanimità ha deliberato l’aggiornamento per l’anno 2011 del costo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione.

Un po’ movimentata la seduta di Question time tenuta il giorno precedente. A tenere banco sono stati i consiglieri Salvatore Gallo e Fabio Collorà. Il sindaco Fasulo personalmente presente, come è suo costume, ha risposto con tono e decisione ad ogni interrogazione, non risparmiando anche qualche tono folcloristico quando si è trattato di rispondere al consigliere Gallo del gruppo “Sicilia pensiero libero”. Al consigliere Fabrizio Cafà firmatario dell’interrogazione assieme al collega Di Stefano, ha fornito assicurazioni circa un immediato intervento, al più tardi la prossima settimana, del Comune per la pulizia del costone adiacente il porto rifugio.

Sfiorata la polemica durante il botta e risposta tra sindaco e il consigliere Gallo che gli chiedeva a quanto ammontassero i mutui rinegoziati, i motivi per i quali erano stati accesi e che tipo di danno economico avrebbero creato nei confronti della città. Per Fasulo si è trattato di una richiesta un po’ tardiva se si pensa che l’atto deliberativo di rinegoziazione è stato discusso ed approvato nella precedente seduta del 18 novembre scorso. Sarebbe bastato da parte del consigliere andare a leggersi l’atto da cui avrebbe potuto attingere ogni informazione. “E poi – ha risposto il sindaco – si tratta di atti che fanno capo a precedenti amministrazioni. Noi ci siamo limitati a rinegoziarli, visti i tagli operati alle entrate da regione e Stato, per avere a disposizione maggiori risorse da destinare ai servizi essenziali e indifferibili”. Gallo si è dichiarato insoddisfatto ed ha replicato al sindaco di smetterla di fare ancora campagna elettorale a distanza di sei mesi dalla sua chiusura.

C’è da dire che il consigliere comunale Salvatore Gallo (Sicilia) aveva chiesto subito dopo le feste di fare chiarezza sui mutui accesi dall’amministrazione capeggiata dall’ex sindaco Rosario Crocetta. Lo aveva fatto con una interrogazione in Aula, indirizzata direttamente al presidente del consiglio Giuseppe Fava, a seguito della proposta (del 18 novenbre 2010) di rinegoziare i mutui accesi avvalendosi della cassa depositi e prestiti.

L’esponente del gruppo Sicilia, Salvatore Gallo, ha inoltrato la proposta all’attuale sindaco, Angelo Fasulo, sollecitando nel “un elenco dettagliato di tutti i mutui accesi dal Comune, specificando gli obiettivi finali per i quali sono stati attivati. La richiesta mira inoltra ad evidenziare gli importii iniziali richiesti, quelli finali comprensivi di interessi, il numero di rate e la durata degli stessi”. In realtà la richiesta è stata motivata dalla necessità di completare la proposta di negoziare i mutui attivati presentata a novembre e risultata priva di tutti i relativi allegati.

L’intervento che ha richiamato maggiormente l’attenzione è stato quello di Fabio Collorà che ha toccato due dolenti note: i loculi cimiteriali e la chiusura del dissalatore.

“E’ dal 2007 – ha detto Collorà – che le amministrazioni (Crocetta, il commissario straordinario ed ora Fasulo) requisiscono con ordinanze sindacali loculi a cittadini che sono ancora in vita per consentirne l’uso, anche se provvisorio, a chi è morto. Non appena il Comune avrà realizzato altri stock di loculi, provvederà ad assegnarli in via definitiva a chi aveva trovato posto in un loculo requisito”. La domanda che Collorà si è posto è stata: ma che fine hanno fatto le somme (1 milione di euro) incamerate dal Comune per i settecento loculi requisiti a far data dal 2007? Per Collorà si tratta di ordinanze illegittime in quanto a norma del regolamento mortuario sono previste in caso di morti per epidemie, guerre. Il sindaco ha risposto che l’amministrazione si è attivata per realizzare 600 loculi e la prescritta gara è programmata entro il mese di gennaio. Riguardo poi alle somme introitate dai cittadini, esiste una disposizione di vincolo e pertanto non si possono utilizzare. La maggiore nota dolente è stata quella del dissalatore. Tanto che Collorà si è lasciato più volte andare con teatralità gridando più volte “vergogna”. I dissalatori sono tutti fermi nonostante siano stati inaugurati da pochi anni. “Come è possibile – si è chiesto Collorà – che la Regione spende cinquanta milioni di fondi europei e poi decide di fermare i moduli. Con quei soldi si sarebbe potuta realizzare a Gela l’intera rete idrica”. Con dovizia di particolari il consigliere Pd ha ricordato la storia delle dighe, le iniziative di Crocetta per l’utilizzo dell’acqua del Ragoleto, le percentuali di acqua attinte dalla raffineria. Alla fine del suo intervento ha sostenuto l’idea che la Regione debba riavviare il modulo V bis e che si debba rivedere la percentuale di acqua che si attinge dal Ragoleto da parte della raffineria.

Anche il sindaco si è dichiarato preoccupato della situazione attuale per il rischio di esaurimento dell’acqua della diga. Si sta comunque muovendo a livello regionale per rimediare a quanto denunciato da Collorà. Si preannuncia una seduta monotematica allargata ai sindacati ed ai parlamentari, su proposta dello stesso Collorà.


Autore : Nello Lombardo

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