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Corriere di Gela | Crocetta ai gelesi: porto buone notizie
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notizia del 15/09/2013 messa in rete alle 14:13:24

Crocetta ai gelesi: porto buone notizie

Mordi e fuggi per un giorno. Così Rosario Crocetta martedì 10 settembre scorso è “tornato a casa” (è una sua ricorrente espressione quando viene a Gela) con un pacchetto di notizie tutte buone per il territorio.

Al suo seguito anche l’assessore regionale al territorio e ambiente Mariella Lo Bello e un funzionario tecnico della Regione. E’ una giornata molto importante, anche perché sancisce una volta per tutte la fine della guerra fredda con l’Eni e l’inizio di una “collaborazione” che per il territorio si traduce in finanziamenti regionali sulla diga foranea, sulla creazione di infrastrutture ed interventi sull’ambiente. Crocetta porta notizie tanto attese da sempre, di quelle che suonano bene per gli operai del diretto e dell’indotto, che si sta mettendo mano alla mantellata della diga foranea per ripristinare il porto isola ormai off limit da tempo immemorabile ai nostri operatori commerciali che finalmente potranno fruire della riapertura dei flussi commerciali e internazionali.

Siamo tutti all’ingresso del municipio. Attendiamo che arrivi con la macchina blindata e le scorte al suo seguito. C’è un ritardo di qualche ora sulla tabella di marcia, ma è sempre stato così per motivi di sicurezza. Stavolta, però, andiamo oltre l’ora, ma ecco la sorpresa: il presidente è già nella sala con tutti gli invitati, pronto a ricevere la stampa. Deve essere entrato da viale Mediterraneo per evitare l’incontro con i giovani anti- Muos che lo attendevano con tanto di striscione, seduti sulla gradinata della chiesa di San Francesco. C’è anche il sindaco Fasulo con indosso la fascia tricolore, come nei giorni delle grandi occasioni. Poche battute che sintetizzano il senso della visita di Crocetta a Gela e poi dà la parola al “sindaco di tutti i siciliani”.

Crocetta incontra la stampa nella stanza del sindaco. E’ un gran giorno anche perché questa volta porta fatti e cose concrete. Alcune le dice lui, altre le fa dire all’assessore Lo Bello. Finalmente la Vas (Valutazione ambientale strategica) è stata autorizzata e quindi il piano regolatore finalmente è cosa fatta. Massimo 150 giorni per l’esercizio del diritto alle osservazioni, deduzioni e altre cosucce burocratiche. Persino il pontile è da rivedere e migliorare rientrando tra le cose che vanno fatte subito onde renderlo fruibile, sicuro e funzionale. Ma bisognerà aspettare almeno tre anni.

Anche il porto rifugio avrà un trattamento speciale operando interventi sui fondali. Poi si lascia andare e quasi sognando parla di un riassetto dell’arenile e di un intervento di restauro della “Conchiglia” . E’ un vulcano Crocetta. Non tutti riusciamo a tenergli dietro, al punto che alcuni giornalisti, compreso il sottoscritto, chiediamo aiuto al collega accanto per una notizia incompleta trascritta sul taccuino.

«Sono presente oggi per testimoniare come il coraggio delle scelte di questo governo regionale – esordisce - esprima la necessità di un reale cambiamento di rotta rispetto al passato, ad iniziare dal ridurre nei fatti l'eterno gap tra il dire ed il fare velocizzando iter e tempi. Anche nella collaborazione con l'Eni, riguardo alla diga foranea, forniamo un esempio di inversione di tendenza: non più invasori, ma a servizio delle imprese, ai fini di uno sviluppo concreto e non solo a parole. E' mio piacere, infine, consegnare personalmente un atto al Sindaco di questa città che aspetta da tempo immemorabile l'approvazione di un Piano Regolatore Generale. Consegno al Sindaco Fasulo la Vas rilasciata dagli uffici regionali». Riusciamo appena in tempo ad immortalare con uno scatto le strette di mano dei protagonisti di questa memorabile giornata e la consegna del documento, perché la scena è brevissima in quanto il presidente si siede subito per continuare il suo “racconto”.

Ostenta gioia e contentezza Crocetta. Anzi lo dice esplicitamente e va subito al dunque, snocciolando cifre e interventi che associati ad altri in itinere possono significare il volano per mettere in moto un’economia bloccata in nome di uno sviluppo economico e sociale che per Gela non c’è stato mai, neppure ai tempi d’oro della fabbrica. Arriveranno freschi freschi 140 milioni di euro per un progetto complessivo già annunziato qualche mese addietro e confermato dal presidente della Raffineria Claudio Zacchigna. Ma questo è solo una parte del progetto che prevede 700 milioni di investimento e che dimostra la volontà dei vertici aziendali di scommettere su Gela e sulla Raffineria.

«E’ una situazione che mette in moto l’economia nel territorio – afferma il presidente della Regione – che fa lavorare imprese, dà lavoro a centinaia di lavoratori. Insieme al progetto dell’Agroverde che è partito, raggiungiamo un livello alto sul lavoro che significa anche sviluppo economico. I comuni diventano produttori di energia e che quindi risparmiano grosse somme sulle bollette, creano centinaia e centinai di posti di lavoro. Due grossi gruppi industriali investiranno per migliorare la qualità dell’aria ottimizzando i sistemi di produzione. Io apprezzo l’Eni per avere fatto una scelta che ci è costata mesi di trattative anche con qualche parola di troppo, come avviene sempre quando si fanno delle trattative, però alla fine si raggiunge un risultato di grande responsabilità. L’importante è essere riusciti a tranquillizzare il clima».

Continua ancora informando che la Regione ha autorizzato la Vas per il Piano regolatore di Gela, che entro l’anno sarà sbloccato anche il porto commerciale nuovo e che si interverrà anche sulla circonvallazione che collega nei pressi di Vittoria la Caltanissetta-Gela-Palermo. «Noi siamo determinati ad andare avanti – incalza il presidente della Raffineria Claudio Zacchigna – abbiamo già iniziato a lavorare sbloccando una situazione che si protraeva da troppo tempo, a danno dello stesso territorio e posso affermare che si avranno delle positive ricadute immediate».

Poche parole, ma importanti e tali da far capire che la Raffineria ha scommesso su Gela dicendo apertamente di volere continuare a investire sul territorio con nuove strategie e sistemi produttivi alternativi che altrove si sono rivelati fondamentali per lo sviluppo del territorio. Gli aspetti tecnici li lascia all’amministratore delegato della Raffineria Bernardo Casa che così continua: «I lavori della diga riguardano tre fasi principali. La prima riguarda la demolizione delle infrastrutture danneggiate che prevediamo di completare entro la fine dell’anno; subito dopo partiremo col ripristino delle infrastrutture edili. Il relativo progetto è stato già presentato al Genio civile di Caltanissetta che ha dato l’ok. Poi ci sarà la fase che prevede il ripristino paraonde dei cassoni e il rimontaggio della parte superiore».

Con dovizia di particolari, anche sollecitato da alcune domande dei giornalisti, mostrando alcune planimetrie e disegni tecnici, l’amministratore delegato Casa illustra tutte le fasi di costruzione della diga foranea aggiungendo anche quali saranno gli interventi che verranno effettuati sui fondali dove c’è molto materiale che dovrà essere rimosso. «Posso aggiungere infine – conclude l’amministratore delegato Casa – che nei prossimi tre-quattro anni potremo avere i primi attracchi»

A conclusione della conferenza stampa si passa, quindi alle interviste per le televisioni, ma anche per gli approfondimenti che i colleghi della carta stampata e dei giornali on line vogliono fare. E qui è un tiro incrociato di domande al presidente: i dissapori e la polemica col segretario del Pd regionale Lupo, la questione No Muos. Non si sottrae alle domande e con disinvoltura risponde a tutte.

«Il partito democratico ha già degli assessori in giunta – si difende Crocetta – esprima lui una valutazione sui propri e ci dica quelli che vanno bene e quelli che vanno male. Cosa vuole che sia io ad esprimere un giudizio? Posso dire solo che hanno lavorato bene. Se loro ritengono che abbiano lavorato male, che lo dicano e che li cambiano. Abbiamo un presidente che è espressione del Pd, abbiamo degli assessori che sono espressione pure del Pd. Uno di questi, l’assessore Bianchi, è stato proprio suggerito da Lupo. Forse è andato male? Il giochetto è questo: dovrei sfiduciare gli assessori che lavorano bene e loro dovrebbero fare le proposte nuove che io non dovrei neppure valutare. Io credo che il segretario Lupo non voglia risolverla questa cirsi e che voglia andare ad uno scontro duro».

Riguardo al No Muos, nessuna difficoltà da parte di Crocetta a ricevere i ragazzi ed esternargli il suo “dolore” per la vicenda.

«Sono stato attaccato, beffeggiato e insultato – aggiunge il governatore con amarezza – io non ho autorizzato nessun Muos. Sono l’unico politico che ha tentato di imporsi al Muos. La legge è purtroppo a favore della marina degli Stati uniti e quindi abbiamo dovuto ritirare la revoca. “Dura lex sed lex”. Adesso sto facendo in modo di potenziare le strutture sanitarie su Niscemi, stiamo cercando di intervenire sul sistema di monitoraggio. Se vengono superati i limiti di emissione, che sia chiaro che chiuderemo. Non faremo sconti a nessuno».

Abbiamo chiesto al primo cittadino Angelo Fasulo cosa significano per lui e per il territorio questi nuovi progetti e che aria tira adesso sui rapporti con l’Eni. «Il rapporto con l’Eni è un rapporto sano – risponde – noi non creiamo contenziosi. Quando si lavora per creare infrastrutture, posti di lavoro, per le bonifiche ambientali e per nuove aspettative, si lavora insieme. Sappiamo che sul nostro territorio esiste una raffineria. Ne prendiamo atto però l’attenzione deve essere massima e la tutela del nostro territorio deve essere prioritaria». Oltre ad incontrare la stampa il governatore ha voluto incontrarsi con gli amministratori ed il consiglio comunale. Cosa che ha fatto recandosi nell’aula consiliare dove ad attenderlo c’era un nutrito numero di consiglieri comunali ed assessori, e nella parte riservata al pubblico, presenti uno sparuto numero di cittadini, numerosi giovani dell’associazione “No Muos” con uno striscione. Qui Crocetta ha redarguito un giovane niscemese che lo disturbava alzando la voce, invitandolo a starsene zitto e a non interromperlo. Subito dopo avrebbe incontrato una delegazione dell’associazione per un libero confronto.


Autore : Nello Lombardo

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