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Corriere di Gela | L’Ulivo si fa in quattro ma il sindaco non ci sta
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notizia del 17/04/2004 messa in rete alle 14:00:52
L’Ulivo si fa in quattro ma il sindaco non ci sta

“Uniti nell’Ulivo” per l’Europa. Questo lo slogan o meglio il contrassegno della lista per le europee con cui quattro dei partiti del centro sinistra (Ds, Margherita, Sdi e Liberalsocialisti) – portavoce ufficiale l’on. Lillo Speziale – hanno convocato la stampa per dire come si presentano alla città per raccogliere consensi e per esporre un programma tutto condensato in 72 punti cardine. Ma se “uniti” è l’aggettivo aggregante che dovrebbe contraddistinguere la coalizione politica che abbraccia partiti di centro e di sinistra, così non è apparso sabato scorso quando all’hotel Sileno gli esponenti politici hanno iniziato ad esporre le linee attraverso le quali si muoveranno.
Intanto, all’indomani del documento sottoscritto dai quattro partiti (il triciclo nazionale in sede locale è diventato un quadriciclo, con l’aggiunta dei Liberalsocialisti), il sindaco Crocetta, stretto dalla morsa degli alleati ed il cui partito (Pdci) non ha aderito alla lista unica per le Europee, ha fatto sapere che per quanto riguarda gli assetti politici locali (leggasi rimpasto in giunta) lui si muoverà tenendo conto solo degli accordi presi in campagna elettorale. Come dire, del quadriciclo me ne infischio, almeno per quanto riguarda la ormai imminente nuova assegnazione degli assessorati.
Di fronte all’incalzare delle domande della stampa che spesso interrompeva il relatore Speziale più proteso a spiegare e giustificare la politica di respiro europeo anziché quella locale dove di unità se n’è vista poca, ne è venuto fuori un coacervo di posizioni che hanno finito col non convincere nessuno. Si parte male e anziché apparire tutti uniti, come vorrebbe Prodi che nella convention nazionale ha lanciato le proposte cardine che dovranno contraddistinguere la campagna elettorale europea, si parte in ordine sparso con diversi distinguo e con partiti che pur avendo sostenuto Crocetta nella sua incoronazione a sindaco di Gela, hanno operato praticamente ai margini dell’esecutivo e che per prevaricazione o arroganza di altri del centro sinistra verrebbero ancora tenuti fuori.
Insomma il malessere e la spaccatura di questo fronte di centro sinistra mai come quel sabato sono apparsi così stridenti e se Crocetta non metterà riparo ricorrendo al suo carisma dando visibilità e voce a tutti, si prevedono tempi duri ed a prevalere potrebbe essere l’azione del centro destra che sta cominciando a svegliarsi ed a mostrare i denti opponendo discorsi politici e di critica che non sono più sterile opposizione di un tempo.
Quel documento politico programmatico che Speziale si è apprestato ad illustrare alla stampa sarebbe servito da spunto per dire al sindaco: diamoci una mossa a risolvere la crisi. Ma quale crisi? Per Crocetta non c’è alcuna crisi, anzi fa sapere di essere fortemente seccato per le insistenze cui si ricorre da parte delle più forti componenti del centro sinistra dimenticandosi che non sono stati solo loro a contribuire alla sua elezione, ma altri gruppi politici e movimenti che hanno il diritto di dire la loro e di essere rappresentati in giunta. Intanto a presentare un corposo documento che sarebbe stato consegnato al sindaco ad inizio settimana per discutere degli assetti di giunta e di tutti gli atti politici in sospeso, c’erano i Ds con portavoce Lillo Speziale assieme ai compagni Giuseppe Arancio e il segretario Ds Antonio La Folaga; i socialisti dello Sdi col segretario Pietro Lenza ed il consigliere comunale Antonio Rinciani; la Margherita presente in forze con Nunzio Trentino, Peppe Di Dio, Angelo Fasulo e Carmelo Ferrara; i liberalsocialisti con Piero Lo Nigro e Rocco Cannizzaro.

Speziale ha introdotto i lavori presentando le ragioni della nascita della lista che sono tra gli altri, quelle di porsi in alternativa al polo che a suo giudizio sta stralciando la carta costituzionale e sta ponendo le basi per scardinare il Paese.
Per il leader Ds si sta operando in Italia una vera e propria anomalia nella politica e nella gestione della cosa pubblica con la presenza di Berlusconi al governo. “La lista “Uniti nell’Ulivo” - ha affermato Speziale – è una garanzia per l’Italia ed un riferimento per il Paese per battere il pericolosissimo governo di centro destra”. Ha denunciato come dall’avvento del berlusconismo, la Sicilia ha fatto registrare il più basso tasso di crescita economica ed un aumento del tasso di disoccupazione e dell’inflazione. Ha spiegato anche che la lista potrebbe essere una “precondizione di un partito che abbia progetti uniti”. “E’ la prima forza della città – ha continuato il parlamentare Ds – raggruppando il 30-35% dei partiti e potrebbe diventare un gruppo unico in Consiglio comunale aiutando la qualità della politica”. Quando i giornalisti chiedevano spiegazioni sui rapporti tra sindaco e parti politiche un po’ assenti, Speziale arrampicandosi sugli specchi cercava di spiegare che la battaglia del sindaco “è battaglia del centro sinistra sostenuta dall’Ulivo”.
Di fronte all’incalzare delle domande dei giornalisti, Speziale riusciva abilmente a girare attorno, ma era chiaro il suo imbarazzo e la reticenza nel rispondere, fino a quando è “scoppiato” Pietro Lenza segretario dello Sdi che con tutta la sua rabbia ha continuato a rimarcare l’immutata posizione dei socialisti ad avere una propria rappresentanza i giunta. Si aveva l’impressione di una tendenza a mettere da parte i reali problemi che attanagliano i partiti del centro sinistra e parlare di grandi temi come quello della costituzione di un ufficio di programmazione per intercettare le risorse finanziarie europee.
Poi alla fine Speziale ha finalmente detto come intende lui la futura giunta. Una giunta che abbia la capacità di durare nel tempo con un documento programmatico condiviso da tutti e costituisca la base di un confronto in Consiglio comunale. Dopo lo sfogo di Lenza e le spiegazioni di Speziale e di Lo Nigro, molti sono stati punti senza risposta e tutti riconducibili ai temi politico-amministrativi irrisolti: le dimissioni dalla giunta da parte dei parlamentari, come si andrà avanti nel lavoro amministrativo e con l’appoggio di quali partiti; il caso Orazio Consiglio. Sono cose che possono aspettare. O forse già nel bel mezzo della settimana se ne potrebbe sapere di più. Fretta? Sembra non essercene.


Autore : Nello Lombardo

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