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Corriere di Gela | Commercio in crisi, colpa delle banche e del lavoro nero
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notizia del 10/10/2010 messa in rete alle 13:54:51

Commercio in crisi, colpa delle banche e del lavoro nero

«L’attuale situazione del commercio in città è tutt’altro che rosea». L’ammissione giunge direttamente dalle parole di Rocco Pardo (nella foto), presidente della Confcommercio. «E’ evidente – aggiunge Pardo – che la crisi ha toccato in profondità il nostro settore, con effetti ancora più amplificati in un contesto economico poco dinamico come quello gelese».

Stando ai dati di Confcommercio, rispetto allo scorso anno le chiusure di esercizi commerciali sono aumentate di almeno il 12%.

Tra le maggiori cause del costante declino, secondo la disamina dell’organizzazione che raggruppa gli esercenti, la poca collaborazione prestata dal sistema bancario.

«Le banche tendono a chiudere i cordoni della borsa – dice Pardo – in un periodo, però, nel quale, al contrario, sarebbe opportuna una più intensa collaborazione».

Gli istituti di credito non anticipano e di conseguenza i fornitori sono sempre più restii a concedere deroghe nei pagamenti, soprattutto alle piccole aziende.

«Neanche la liberalizzazione nel rilascio delle licenze commerciali – ammette il presidente di Confcommercio – ha giovato al settore, anzi, il mercato è saturo e molte attività, anche di recente apertura, sono state chiuse». I parametri di controllo, con la competenza passata ai comuni, tendono a ridursi sempre più e la violazione delle regole aumenta.

«Quando i controllati crescono in maniera esponenziale-continua il rappresentante di Confcommercio – difficilmente le ispezioni possono essere frequenti, e allora la tendenza a violare le regole aumenta».

Nell’ultimo periodo, i lavoratori irregolari nel settore sono in forte aumento, a discapito della qualità dei servizi e della sicurezza.

Con la riduzione delle entrate e l’aumento della concorrenza, il vero obiettivo è l’attenuazione delle spese di gestione: e allora, il lavoro sommerso nelle cucine dei ristoranti, tra i tavoli di un bar o dietro la cassa di un qualsiasi negozio inizia a prendere piede.

«Anche quello dell’irregolarità dei contratti-ammette Pardo-è una questione che stiamo cercando di affrontare, se si agisce in maniera non conforme alle regole si rischia solo di non soddisfare i clienti».

La manodopera irregolare ha mille sfaccettature, dal giovane in cerca di un piccolo stipendio al migrante, spesso giunto dall’est Europa, che si vede costretto ad accettare condizioni che altri colleghi rifiuterebbero.

A Gela, il settore del commercio cerca una mano per risollevarsi: in assenza di veri flussi turistici e con una riduzione dei consumi ancora molto accentuata, le soluzioni non appaiono immediate. A rafforzare un clima poco favorevole, l’insicurezza generata da una microcriminalità difficile da stanare e bloccare.

«Il clima in città è cambiato negli ultimi anni – dice Pardo – difficilmente ci si piega a richieste estorsive, si tende alla denuncia, però non bisogna assolutamente trascurare i gruppi estranei ad ogni contesto criminale, minorenni e non solo, in grado di danneggiare attività commerciali per futili motivi».

Per questa ragione, Confcommercio attende risposte circa un progetto di videosorveglianza da avviare in collaborazione con le forze dell’ordine attive sul territorio.



Autore : Rosario Cauchi

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