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Corriere di Gela | La corazzata Juve Stabia al Presti
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notizia del 18/12/2009 messa in rete alle 13:52:56

La corazzata Juve Stabia al Presti

Grazie a questo punticino conquistato ad Isola del Liri, il Gela muove la classifica e, soprattutto, realizza il secondo risultato utile dopo la vittoria sul Noicattaro che ha spezzato la lunga serie di sconfitte (quattro). Gli uomini di Provenza chiudono così il girone d'andata con 31 punti, quarti in classifica dietro Cisco Roma, Juve Stabia ed i campioni d'inverno del Catanzaro. Per spiegare il gap nei confronti delle tre che precedono il club biancazzurro, basta guardare alle loro batterie di attaccanti: la differenza è tutta lì e se si vuole colmarla c'è, volendo, un mercato da riparazione imminente. Tenuto conto di quanto successo in estate, obiettivamente, non si può non valutare positivamente la posizione in classifica del Gela al giro di boa.
Il mandato di Provenza è quello di raggiungere la salvezza in anticipo e di inaugurare un progetto a più largo respiro: questo ci è chiaro. Il 4-3-3 schierato da Provenza ha funzionato, in tutti i reparti fin tanto che la condizione atletica è stata ottimale. Ma con Cunzi assente, alla fase offensiva è venuta a mancare l'imprevedibilità dell'attaccante napoletano oltre le sue reti, e la manovra in avanti ha subito un'involuzione devastante. Per diverse partite gli attaccanti non sono quasi mai entrati in area di rigore avversaria. Molte partite sono state decise da conclusioni dalla distanza ed episodi favorevoli, grazie ad una difesa biancazzurra sugli scudi ed un centrocampo dove Zaminga ha fatto davvero gli straordinari fino a pagarne, ad un certo punto, lo scotto.
Se c'è una sconfitta che poteva essere evitata è quella di Vibo. In quell'occasione, dopo la scoppola subita contro il Catanzaro, Provenza doveva cambiare modulo ed alcuni interpreti, come ha fatto poi, con risultati confortanti, 7 giorni dopo. In quel momento abbiamo temuto di avere di fronte un altro allenatore poco coraggioso e troppo rispettoso della "sacralità" di alcune dinamiche e reticenze di un calcio di vecchio stampo che invece ingessano lo spogliatoio.
In una fase di appannamento generale, passare al 4-4-2 ha permesso di gestire meglio il match senza stressare ulteriormente la zona nevralgica del campo maggiormente sollecitata con il 4-3-3. Non si è trattato semplicemente di togliere un attaccante ed aggiungere un centrocampista. A contare non è tanto la disposizione tattica, quanto l'atteggiamento tattico che si accompagna e questo è dato dagli interpreti del modulo. Una cosa è un 4-3-3 con tre punte effettive, o almeno 2, altra cosa è il 4-3-3 con 1 punta e 2 mezzepunte adattate al ruolo di punta. Una cosa è il 4-4-2 con due mediani in mezzo, altra cosa è con 1 vero regista ed un interno dai piedi altrettanto buoni e che vede persino la porta. Una cosa è il 4-4-2 con due terzini adattati a esterni di centrocampo, altra cosa è che siano due ali vere e proprie, magari capaci di saltare l'avversario diretto e, soprattutto, abili a guadagnare il fondo. Una cosa è il 4-4-2 con due terzini che varcano al massimo 5 volte la soglia di centrocampo, altra cosa è con 2 terzini a cui magari devi ricordare almeno 5 volte a partita di tenere la posizione. Non si discute cioè la bravura, ma le caratteristiche dell'interprete: ed aver visto Rosamilia, giocare nel suo ruolo, crossare per Manca contro il Noicattaro e per Pasca contro la Vibonese, ci conforta nell'argomentare questa tesi.
Di certo, a migliorare dev'essere il controllo dei nervi. Le espulsioni di Geraldi, Memè ed Ambrosecchia rischiano seriamente di falsare la sfida contro la Juve Stabia che apre il girone di ritorno e chiude l'anno solare. In particolare, Ambrosecchia ha perso un'altra chance, forse l'ultima: gennaio ci dirà di più al riguardo. E per i giocatori, questa settimana ed il match di domenica possono risultare determinanti in vista delle scelte da operare, non solo sul fronte degli arrivi, ma anche su quello delle partenze. La Juve Stabia verrà a Gela per fare risultato. Squadra consapevole della propria forza, dimostrata quando il ritardo dalla vetta era più pesante, senza sfilacciarsi e proseguendo per la propria strada. Ciò che continua a non convincerci è perchè costruire uno squadrone ed affidarlo ad un debuttante sulla panchina come Rastelli. Secondo noi non è un caso il cammino altalenante in trasferta. Detto che entrambe non hanno mai vinto negli scontri diretti tra le prime quattro in classifica, Provenza dovrà inventarsi la difesa. La scelta piu difficile è sulla corsia sinistra del reparto arretrato gelese dove ci sarà da vedersela contro il pericolosissimo Capparella. Probabili gli uno contro uno che vedranno D'Aiello opposto a De Angelis e Di Muro opposto a Vicentin. Rosamilia potrebbe sfruttare la non impeccabile vena difensiva del terzino D'Ambrosio, ma è in mezzo che si gioca parte dell'equilibrio con la sfida tra la coppia Cammarota-Schiavon e la coppia Ruscio-Acoglanis. Potrebbe non farcela Manca.
Probabile formazione. Gela (4-4-2): Nordi; Lordi, D'Aiello, Di Muro, Scopelliti; Rosamilia, Schiavon, Cammarota, Vigna; Vianello, Pasca.


Autore : Filippo Guzzardi

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