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Corriere di Gela | Consiglio comunale su aeroporto e pace
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notizia del 16/02/2002 messa in rete alle 13:53:08

Consiglio comunale su aeroporto e pace

Tre sedute del Consiglio comunale: la prima, dedicata alla variante urbanistica per l’aeroporto federico II, l’altra sulla formulazione di un ordine del giorno contro la guerra Usa-Iraq e la terza su una questione legata ai beni archeologici.
Nel primo caso, l’atto è stato approvato con un emendamento proposto dal consigliere diessino D’Arma, che ha chiesto di inserire nella delibera la clausola sull’esclusiva destinazione delle aree interessate alla costruzione dell’aeroporto con la caduta dell’efficacia dell’atto qualora entro dieci anni non dovesse realizzarsi il progetto per il quale è stata votata la variante. Ciò – è stato detto – per evitare eventuali speculazioni sui terreni, ipotesi legittima.
Nella seduta di mercoledì 12 febbraio, l’organo consiliare ha dato mandato al sindaco di chiedere con la massima sollecitudine alla Soprintendenza di Caltanissetta la consegna di copia degli atti da cui risulti la perimetrazione dei siti archeologici della nostra città. In tal modo il Consiglio stesso ne potrà assentire e nel contempo sarà messo nelle condizioni di dare indicazioni e suggerimenti al redattore del Prg. Contestualmente è stato chiesto alla Regione l’emissione di un provvedimento che indichi il sito ove localizzare il parco archeologico di Gela. Infine sia l’esecutivo che il consiglio dovranno istituire una commissione tecnico-politica che avrà l’obbligo di seguire e vigilare l’iter formativo e conclusivo di questo processo. Una conferenza di servizi con la partecipazione di tecnici e funzionari della Soprin-tendenza si occuperà di tutte le occasioni di sviluppo culturale e turistico della città. Questo in sostanza il deliberato finale votato all’unanimità dai 21 consiglieri presenti.

Perché le arule e in particolare i nostri reperti archeologici di inestimabile valore fanno spesso il volo oltre oceano per essere mostrati al mondo, anziché renderli disponibili nella nostra città a chi coltiva questo interesse?
Questo il senso della mo-zione del consigliere della Margherita, Orazio Consi-glio, che si trascina di se-duta in seduta fin dal settembre dello scorso anno e che finalmente mercoledì scorso ne è arrivato il turno. La mozione di Orazio Consiglio è stata anche un po’ l’occasione per placare gli animi surriscaldatisi la giornata precedente.
Questa volta il dibattito è stato sereno. Vi ha partecipato anche l’assessore allo sviluppo economico Enzo Antonuccio il cui intervento sul problema turismo, parco archeologico e tutto il resto è stato molto apprezzato. Infatti nel suo articolato intervento ha concluso sostenendo la necessità di arrivare alla istituzione del Parco archeologico a Gela. Cosa, del resto, possibile solo attraverso la perimetrazione dei siti archeologici che non è dato sapere se la Soprintendenza lo abbia già fatto. Ma cosa è successo il giorno precedente quando si trattava di votare un documento di condanna della guerra da indirizzare al parlamento italiano? Lo abbiamo chiesto all’interessato, ossia all’avv. Consiglio comunale Paolo Cafà?
– Avvocato Cafà, vuole spiegarci perché quasi alla fine della seduta ha preferito ritirare la sua proposta deliberativa di condanna della guerra?
“Intanto ho puntualizzato che si tratta di una questione che non afferisce alle competenze del Consiglio comunale, ma che il Consiglio ne vuole parlare per un impulso di coscienza. Mi sono limitato ad indicare le posizioni di Francia e Germania che hanno assunto la posizione di forte distanza dagli Stati uniti, e ad esaltare la posizione della Chiesa allorché definisce la guerra un atto inopportuno ed inutile. Intanto non ho affermato da che parte fosse la ragione, pur avendo io una mia idea su chi sbaglia e chi indovina. Alla fine nel dispositivo ho chiesto al Consiglio comunale di fare voti affinché il Parlamento nazionale, in ossequio all’articolo 11 della Costituzione, dichiarasse la propria non adesione alla guerra in ogni forma ed in ogni modo e che si attivasse per la pace appellandosi attraverso gli strumenti della politica internazionale. Ebbene qualcuno del centro destra ha inteso chiosare questo tipo di indirizzo, proponendo un emendamento alla parte dispositiva finale. In sostanza si chiedeva di dare mandato al Consiglio comunale al Parlamento nazionale di attivarsi presso l’Onu per la pace. Di fronte a tale tipo di comportamento, ho preferito ritirare l’atto”.


Autore : Nello Lombardo

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