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Corriere di Gela | Crocetta rimette in gioco la palla. Chiama Tuccio e lo convince
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notizia del 02/07/2011 messa in rete alle 13:29:41

Crocetta rimette in gioco la palla. Chiama Tuccio e lo convince

Proprio così. Alla fine, Angelo Tuccio spiazza tutti. In assenza di calcio giocato, il suo è il più bel dribbling estivo, con tanto di finta mozzafiato nella tarda mattinata di ieri ed il goal – su assist di Rosario Crocetta – che irrompe a sorpresa in pieno recupero di una partita, quella per la sopravvivenza per l'appunto, che ha tenuto un'intera città calcistica in sospeso fino all'ultimo secondo utile. Nella serata di giovedì 30 giugno 2011, allo scadere del termini regolamentari, Tuccio guadagna i supplementari: lo fa, contraddicendo il comunicato diramato alle ore 13,00 e presentando la domanda d'iscrizione con a corollario, a quanto ci è dato sapere nel momento in cui scriviamo, il pagamento della relativa tassa di 32.000 euro.

Un'iscrizione a questo punto ancora monca ma il Gela c’è.

Ci riferiamo ad alcuni altri adempimenti che dovrebbero essere assolti nella decina di giorni a seguire, con eventuali punti di penalizzazione (uno, o forse due) al prossimo start. Quindi,: il Gela Calcio targato Angelo Tuccio, respira ancora.

Una giornata frenetica. A rincuorare il patron biancazzurro sarebbe stato, dunque, l'ex sindaco ed attuale europarlamentare gelese Crocetta che, a braccetto con il primo cittadino Angelo Fasulo, si è impegnato a aiutare la proprietà del club relativamente alle incombenze da espletare nei prossimi, non meno caldi, giorni. Il tutto a conclusione di una giornata iniziata con l'incontro nella prima mattinata tra Tuccio e Fasulo, alla presenza del presidente della provincia e deputato regionale gelese Pino Federico. L'ennesimo incontro infruttuoso, tanto che alle ore 13:00 il comunicato stampa sottoscritto dello stesso presidente Tuccio recitava: “nessuna domanda di iscrizione potrà essere presentata in Lega”, a causa della totale assenza di interlocutori con “il benché minimo interesse a rilevare e/o aiutare e/o sostenere la Società per iscriverla al prossimo campionato”. A confermarlo indirettamente, ribadendolo a Palazzo di Città ai tifosi che avevano chiesto nel frattempo audizione al primo cittadino, è giusto Angelo Fasulo: “questa amministrazione ha fatto quanto poteva, se non di più, passando in rassegna l'intero tessuto produttivo cittadino e non, raccogliendo diverse disponibilità che non andavano però oltre le sponsorizzazioni, peraltro esecitabili esclusivamente ad avvenuta iscrizione al prossimo campionato”. L'esperienza del calcio gelese nel professionismo sembrava insomma finita. Una morte che si consumava nell'indifferenza, alla fine di una lenta, quanto inesorabile, agonia cominciata alla fine dell'anno solare passato.

SOS di aiuto. Ci riferiamo, ovviamente, alla conferenza stampa indetta durante la scorsa sosta natalizia, in cui il presidente Angelo Tuccio lanciò l'allarme e con esso un'ancora di salvataggio per salvare economicamente la società. In quell'occasione vennero sbattute all'opinione pubblica cifre disarmanti, come i 180 abbonati allo sportello, ossia la metà delle tessere vendute l'anno prima nella categoria inferiore, lo stadio mezzo vuoto nel match casalingo contro il Viareggio, dopo il pienone contro il Foggia di Zeman ed alla vigilia di un incontro il cui esito positivo nel risultato poteva consegnare addirittura la testa della classifica. Ma oltre alla tifoseria, anche sul versante degli sponsor, la parte produttiva della città non aveva dato le risposte attese, mostrando pari se non maggiore freddezza. Insomma i conti non tornavano ed innanzi al non entusiamo, a dir poco acclarato, verso il progetto dell'ex serie C1, il ridimensionamento economico era una strada obbligata da percorrere per evitare di andare incontro ad un sicuro fallimento economico. Furono liberati tutti giocatori della prima squadra. Si dimise Provenza.

Lo Spiraglio. L'emorragia fu tamponata in una cena informale tenutasi in un ristorante locale per iniziativa di alcuni giornalisti che fecero sedere sullo stesso tavolo il patron biancazzurro ed il primo cittadino. Si fece il punto della situazione e si raggiunse un'intesa che vedeva Tuccio proseguire con i pochi atleti della prima squadra rimasti, compresi quelli fuori rosa integrati, più tre giovani rinforzi, affidando la squadra ad un tecnico di esperienza che sapeva lavorare anche con i più giovani e che conosceva bene l'ambiente come Fofò Ammirata. Dal canto suo, il sindaco Fasulo si sarebbe mosso per coinvolgere quanti più imprenditori possibili per dare una mano alla famiglia Tuccio, assicurando di fare la propria parte sul piano amministrativo circa gli impegni pregressi e futuri del comune con la società biancazzurra.

Il mezzo miracolo. La squadra si salva con una settimana di anticipo battendo al "Presti" la Nocerina di Auteri, dominatrice del torneo. Dopo aver regalato la Terza serie professionistica a tavolino, non essendoci riuscito sul campo come invece a suo tempo aveva promesso, Tuccio diventa il presidente con cui, anche sul piano agonistico e sportivo, oltre che gestionale e societario, il calcio gelese tocca l'apice della sua storia, con una permanenza nella categoria al termine di un campionato difficilissimo, fatto di alti e bassi, ma con il secondo posto in classifica durante la fase positiva del cammino. Purtuttavia, ciò non è sufficiente: manco per festeggiare una sola settimana. Già all'indomani del raggiungimento dell'obiettivo minimo, diventato peraltro impensabile a metà torneo, la dirigenza biancazzurra torna ad alzare la soglia di attenzione, con debito anticipo rispetto alla fatidica soglia dell'iscrizione al campionato venturo.

L'epilogo a sorpresa. Agli inizi di giugno si è in un'autentica fase di stallo: sostanzialmente la situazione è quella di fine gennaio. Nessun imprenditore si era nel frattempo fatto avanti, uscendo allo scoperto in 5 mesi. La classe giornalistica ci prova con articoli, approfondimenti sulla carta stampata ed on line, talk-show televisivi. Un vero e proprio tam-tam mediatico. A metà mese, dopo aver fatto una prima conta ufficiale, il sindaco apre un tavolo permanente in municipio, ma nessuno bussa alla porta della sede del club in Via Venezia e quelli che entrano nella stanza del sindaco sono disposti a qualche sponsorizzazione. I deputati paiono infischiarsene alla grande. Il Consiglio comunale è immobilizzato, nell'estrema precarietà, in attesa del ricorso in secondo grado al Cga. La tifoseria si conferma alquanto tiepida: è forse l'assente più ingiustificato, salvo poi minacciare petizioni a pochi giorni dalla scadenza. Per dirla tutta, si arriva (come si temeva) puntualmente all'ultimo giorno senza nuovi soci: neanche ad affiancare i Tuccio, figuriamoci se a subentrare loro nella gestione. A quel punto la dirigenza biancazzurra è sembrata davvero ammainare la bandiera. Del resto, la nota stampa del primo pomeriggio con cui si faceva sapere quanto sopra descritto, aggiungendo di aver già onorato le spettanze fino al 30 giugno 2011 con tutti i tesserati e precisando che nei giorni immediatamente a seguire la società veniva “posta in liquidazione” con tanto di nomina di avvocati a difesa degli interessi societari “in tutte le sedi istituzionali”, non lasciava intendere altro. Ma mentre calava mestamente il sipario, ecco arrivare il colpo di scena e l'iscrizione in extremis. Decisiva la chiamata dell'ex sindaco nel tardo pomeriggio: “Ho ricevuto una telefonata dall’europarlamentare Crocetta – confessa Tuccio -, il quale mi ha chiesto di iscrivere la squadra, assicurandomi che assieme al sindaco in carica Fasulo avrebbe trovato una soluzione nei prossimi giorni per mettere a posto le cose. Ed io – ha concluso il presidente biancazzurro – non potevo dir di no e fare morire la squadra”. A seguire, ecco il commento a caldo del sindaco Fasulo: “ringrazio Tuccio per questo ennesimo gesto di attaccamento al Gela calcio e alla città. Quando ho saputo che non avrebbe iscritto la squadra mi sono molto amareggiato. Vedremo ora di sistemare le cose”. Al cuore, si sa, non si comanda. Specie quel portafoglio che rimane al momento lo stesso. Il titolo è salvo. La categoria, almeno per ora, pure. Per il resto, staremo a vedere


Autore : Filippo Guzzardi

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