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Corriere di Gela | Gela, da Davide a Golia
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notizia del 05/03/2011 messa in rete alle 13:23:25

Gela, da Davide a Golia

Un Gela tatticamente quadrato e ben disposto, nonché altamente motivato, esce dallo “Zaccheria” con un risulto utile contro ogni pronostico al cospetto del Foggia di Zeman: peraltro un pari per 2-2 che grida vendetta per quanto successo nel finale di gara. Ammirata ha preparato bene la partita, catechizzando i suoi a dovere durante la settimana. Nonostante le assenze anche dell'ultima ora, chi è sceso in campo, compreso quel Nazareno Scopelliti al debutto assoluto in stagione, è stato attento durante le ore di lezione settimanale, applicando poi la domenica pomeriggio i dettami impartiti dal tecnico palermitano. Foggia imbrigliato ed a cui viene concesso poco, come nel caso del goal del vantaggio. Ma se i rossoneri pensavano a quel punto di fare un sol boccone del Gela – durante la vigilia tratteggiato da quelle parti come una squadra in piena deriva e con una società alle spalle addirittura a picco - capitan Cardinale e compagni non solo non si sono disuniti, ma hanno persino ribaltato il punteggio, legittimandolo con un paio di occasioni clamorose capitate nei piedi di Docente.

Il gesto antisportivo messo in atto dai satanelli in zona cesarini, manifestamente testimoniato dalle immagini video, è frutto dell'esasperazione di chi non riusciva a venire a capo di una situazione che non pensava di dover affrontare contro un avverso dato allo sbando. Altro che perdite di tempo e meline a cui si richiamava un delirante comunicato stampa diramato dai dauni nella giornata di lunedì, laddove afferma: «un match in cui i calciatori del Gela non hanno fatto altro che spezzettare il gioco attraverso evidenti perdite di tempo e continue richieste di soccorso in barella, risolte sempre con "miracolose" guarigioni non appena accompagnati fuori dal rettangolo di gioco. Insomma, per tornare al concetto di fair play, con una condotta di gara tutt´altro che leale. Slealtà che è stata evidente anche nell'episodio incriminato. In quella specifica occasione, il Foggia non ha restituito palla all´avversario in quanto non si è trattato di un nobile atto di rispetto dei calciatori del Gela verso l´avversario a terra – visto che il giocatore rossonero in questione, Bartosz Salamon, si stava prontamente rialzando, come indicato anche dal calciatore incaricato della rimessa in gioco – ma dell´ennesimo palese tentativo, alla faccia del tanto richiamato fair play, di perder tempo per portare a casa il risultato favorevole».

Piccata, oltre che puntuale, la risposta del club biancazzurro: «la Società Gela Calcio aspettava da parte del Foggia un comunicato di condanna per l'ignobile gesto antisportivo messo in atto dagli stessi giocatori del Foggia. È con grande sbigottimento, invece, che apprendiamo attraverso un comunicato stampa emesso in data odierna dalla Società pugliese, la quale anziché chiedere scusa non solo al Gela Calcio, ma a tutti gli sportivi che hanno assistito all'episodio, ha pensato di stravolgere la verità dei fatti accusando i giocatori del Gela Calcio di antisportività. Fortunatamente le immagini della vicenda parlano chiaro e sono sotto gli occhi di tutti. Accettare una sconfitta è parte integrante della cultura sportiva, se non si trasmettono questi valori ai ragazzi non si raggiungerà mai un livello di civiltà di cui il calcio ha estremamente bisogno».

Insomma, in quest'occasione il Foggia non ci ha fatto una bella figura, condannandosi (ulteriormente) oltremodo da solo, in virtù un infelice comunicato stampa diffuso all'indomani, da parte dello stesso club di Casillo, che ha fatto il giro della penisola senza raccogliere il benché minimo consenso e registrando, per contro, una condanna generalizzata (per non dire unanime o quasi). Probabilmente, per questo motivo la società pugliese è tornata sull'argomento cercando di smorzare i toni con un secondo comunicato stampa in cui si è pensato di esprimere una posizione ufficiale. Parimenti, è da condannare la rissa susseguente “il fattaccio”, animata da entrambe le parti.

In definitiva, abbiamo assistito una brutta pagina di sport che non potevamo esimerci dal raccontare e che dev'essere al più presto cancellata, per tornare a guardare avanti in ottica salvezza: obiettivo non impossibile se consideriamo i risultati degli altri campi con tante squadre, dirette concorrenti nella lotta per la permanenza in categoria, che dimostrano di non essere messe tanto meglio del Gela, tanto da uscire fuori, con un semplice pareggio, dal gruppetto che apre e chiude la zona play-out. Va dato atto ad Ammirata il fair-play, quello vero, esibito nell'immediato post-partita nel glissare su un episodio che gli ha tolto, di fatto, 2 punti in più in classifica. E probabilmente non ha tutti i torti l'allenatore del Gela nell'asserire che a questa squadra manca davvero quell'episodio favorevole che può far girare la ruota, come si suol dire, trasformando la grinta dei più anziani e l'entusiasmo dei più giovani, in una maggiore, anzi, definitiva consapevolezza della propria forza, per giocarsela contro tutti fino alla fine.


Autore : Filippo Guzzardi

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