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Corriere di Gela | Gela in piena crisi
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notizia del 30/11/2009 messa in rete alle 13:21:15

Gela in piena crisi

Il Gela esce pesantemente ridimensionato dalla sfida diretta contro la capolista Catanzaro, subendo una terza sconfitta di fila che svela definitivamente lo stato di crisi in atto da settimane. Chi scrive credeva in un risultato diametralmente opposto, facendo leva sull'atteggiamento tattico spregiudicato a cui non avrebbe rinunciato l'orgoglioso Auteri ed individuando una chiave di lettura, con tutta evidenza nella prospettiva che si rivelasse favorevole ai biancazzurri, negli uno contro uno tra i tre attaccanti del Gela ed i tre difensori del Catanzaro. Sappiamo tutti come è andata a finire. Il team giallorosso ha dimostrato tutto il suo valore e di meritare ampiamente il primato. Tutte le altre, compreso il Gela, no. Formidabile il potenziale offensivo dei calabri, pur senza il bomber Mosciaro, con il ritrovato Montella, la rivelazione Longoni ed il talentuoso Caputo che non hanno fornito punti di riferimento ai difensori gelesi. Geraldi è quello che ne ha sofferto più, tanto non capirci più nulla fino ad abbandonarsi alla scorrettezza punita dal direttore di gara con tanto di rosso diretto. Il centrale difensivo di Sciacca mancherà 4 turni: per lui, quindi, sosta anticipata e magari la possibilità di staccare un attimo la spina da un punto di vista mentale (sono già due le espulsioni) e recuperare, con il lavoro in settimana, una condizione atletica apparsa ai più decisamente sottotono.
Faremmo, però, un errore nel pensare che le 7 reti subite in 3 gare, dopo averne incassate solo 2 nelle precedenti 11 gare, siano solo ed esclusivamente dovute ad una condizione psico-fisica deficitaria del reparto arretrato. Tale situazione di precarietà investe, chi più chi meno, tutta la squadra. Il calo di forma lo temevamo e puntualmente s'è verificato. Nel calcio non s'inventa nulla e, a corto di preparazione in un ritiro estivo che definire mini è quasi un eufemismo, con una rosa che nel frattempo veniva allestita, paghi inevitabilmente dazio. Sarà pure un caso, ma l'impressione è che a reggere i ritmi per 90 minuti siano ancora solo coloro che hanno iniziato ad allenarsi prima del resto della truppa. Se poi ci metti che nel momento di appannamento incontri due squadre pensate per il salto di categoria, non sei neanche tanto fortunato. Ma, pur tenendo nella dovuta considerazione questa circostanza, riteniamo però che ci siano altri 2 aspetti che meritano un ulteriore approfondimento di analisi: il primo è di ordine mentale; il secondo è invece prettamente tattico.
Per quanto riguarda il primo punto e senza girarci troppo intorno, va assolutamente sottolineato che non è possibile prendere 4 goal su corner in 3 partite consecutive. Anzi, non è più tollerabile. E' palese che ad entrare in gioco è un fattore di concentrazione e tensione nervosa e gli uomini di Provenza devono darsi chiaramente una regolata in tal senso. Sul fatto che i tre episodi precedenti abbiano determinato i risultati negativi contro Cisco e Barletta non c'è neanche da discutere, ma a ben guardare anche il goal subito sugli sviluppi di un altro calcio d'angolo contro il Catanzaro è stato determinante, aprendo la serie che ha formalizzato poi la scoppola finale. Benché in inferiorità numerica, infatti, il Gela era riuscito a riequilibrare, comunque, il match. A risconvolgere tutto è stata l'ennesima disattenzione su palla inattiva – dove il gap di un uomo in campo è ridotto ai minimi termini per non dire che è sostanzialmente ininfluente – con subito dopo il colpo ad effetto di Longoni che ha sorpreso un Nordi, stavolta non impeccabile, ad infliggere il classico colpo di grazia. La gentile concessione a Montella per il poker ospite è l'immagine fedele di una squadra (non solo del suo reparto difensivo) oramai allo sbando.
Ciò offre lo spunto per affrontare il secondo aspetto, strettamente connesso al primo. Il crollo psico-fisico nell'ultima mezz'ora di partita è, invero, sotto gli occhi di tutti. Nella zona nevralgica del campo, Zaminga comincia seriamente a risentire dell'enorme carico che ha dovuto sopportare fino ad oggi. Ad aiutarlo in fase d'interdizione s'è prodigato uno Schiavon che non conoscevamo sotto questo profilo: vederlo concedersi al teckle, oltre che a giostrare in cabina di regia, ha accresciuto il rammarico per non averlo mai potuto osservare in questa veste la scorsa stagione. Fin quanto appurato finora, si può asserire che questi due, sul piano tattico, non sembrano avere validi cambi in panchina ed occorrerà intervenire in sede di mercato, conferendo più peso ad un reparto che dovrà tenere botta fino alla sosta, per quanto abbia già mostrato qualche difficoltà nel filtrare le avanzate avversarie. Rispetto al blasonato Gela della scorsa edizione, la personalità di questa squadra è derivata da un gioco che per l'agilità dei suoi interpreti, le distanze corte fra i reparti, il fraseggio nel breve e l'imprevedibilità in avanti di Evan Cunzi, ha sorpreso inizialmente tutti. Ma poi succede che chi ti consente di rendere la manovra offensiva la meno scontata possibile s'infortuna gravemente mentre, nel frattempo, gli altri crescono di forma e ti studiano a dovere. Il risultato è che il Gela non entra più in area di rigore avversaria: si possono contare con le dita di una mano le volte in cui c'è riuscito nelle settimane addietro. Per dirla tutta, anche sul piano tattico l'impasse è sotto gli occhi di tutti ed urge, anche sotto questo profilo, una repentina sterzata. Un Gela in evidente crisi di risultati e di gioco dovrà affrontare la trasferta di Vibo Valentia contro una Vibonese che dopo l'inizio piuttosto stentato, appare in crescita ed alquanto motivata a risalire la classifica.
La penultima posizione davanti solo all'Igea Virtus ed i 6 punti di distacco dalla quint'ultima piazza che vale la salvezza, sono uno stimolo in più per Riccobono e compagni che vorranno approfittare del momento difficile, prima di tutto psicologico, che la vice-capolista sta attraversando. Ad aspettare al varco la sua ex squadra c'è anche quel Omolade che lo scorso anno, benché in maniera un po' fortunosa, punì in quel di Barletta. Il nigeriano sarà impiegato dal tecnico siciliano Galfano specie se Camilluzzi non recupera. In dubbio anche la presenza del centrale difensivo Pascuccio. Nessun squalificato fra i rossoblu. Dal canto suo, Provenza dovrà fare a meno, per questo turno, anche di Vianello oltre al già citato Geraldi. A sostituire il primo, sarà verosimilmente uno tra Rosamilia o Vigna, mentre al posto del secondo sarà chiamato in causa Di Muro. Non sono previste grosse novità, in un'ipotesi di 4-3-3. Il discorso cambia se si optasse per un altro modulo - vedi ad esempio il 4-4-2 - ed in quel caso ci potrebbe essere spazio per altri, come ad esempio Manca o Rabbeni. Probabile formazione (4-3-3): Nordi; Scopelliti, Di Muro, D'Aiello, Memé; Zaminga, Schiavon, Cammarota; Rosamilia (Vigna), Pasca, Criniti.
Nella foto, Andrea Cammarota, con 4 reti capocannoniere con Cunzi


Autore : Filippo Guzzardi

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