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Corriere di Gela | Crocetta, primo giorno da sindaco
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notizia del 16/03/2003 messa in rete alle 12:48:46

Crocetta, primo giorno da sindaco

E' stato il giorno del trionfo, quello di mercoledì 12 marzo. Rosario Crocetta, (nella foto con il segretario nazionale dei Comunisti italiani, on. Oliviero Di Liberto) il neo sindaco proclamato dal tribunale amministrativo regionale, si è alzato di buon mattino ed a pochi passi da casa sua, nel quartiere Scavone, ha preso l'autobus per recarsi al Municipio a compiere il suo primo atto da primo cittadino. Sulla linea Scavone piazza San Francesco c'erano poche persone che al vederlo, lui che può godere della macchina di ordinanza con tanto di computer a bordo, telefoni cellulari ed altre pastrocchie tecniche, è rimasta letteralmente stupita. Crocetta si è avvicinata a loro ed ha chiesto informazioni sulla funzionalità o meno degli autobus e di altre problematiche. Il sindaco dei poveri e degli umili (così ama definirsi) era già al lavoro con questa improvvisa ricognizione su un servizio pubblico che dovrebbe essere utilizzato a suo giudizio da tutti i cittadini risparmiando non solo del denaro, ma anche inquinando meno. Anche questo modo di pensare fa parte di quel suo progetto per Gela, che ha voluto titolare "Il nuovo rinascimento". Subito dopo essere andato al Municipio per gli adempimenti di rito, assieme ad un seguito di amici che lo accompagnava e che gli ha fatto l'incontro, tra cui l'on. Morinello, seduta stante ha deciso che in serata avrebbe voluto la giunta al completo al suo fianco. Subito dopo si è recato al Petrolchimico per solidarizzare con gli operai in lotta per la sopravvivenza del proprio posto di lavoro. E' stata anche la giornata della sua riconciliazione con la chiesa ufficiale dalla quale aveva divorziato proprio nei giorni in cui si votava perchè quella chiesa fece votare Scaglione e non un gay come lui.

Giornata speciale perchè gli ha telefonato il vescovo di Piazza Armerina Monsignor Michele Pennisi che è andato a salutare all'Hotel Sileno in gesto di fratellanza e di credente. Così come era stato duro in una sua dicharazione con cui accomunò mafia e preti, altrettanto dirompente è stata la sua dichiarazione di mercoledì quando ha affermato che governerà affianco alla chiesa ed assieme ai cittadini. Tutta la mattinata Crocetta come un turbine si affanna a raggiungere più aree possibili della città. Vuole parlare con tutti, vuol far sapere che intende dare subito attuazione al suo programma che per nove mesi è stato congelato. Vuole comunicare la sua intenzione di governare con trasparenza assieme ai suoi cittadini che lo hanno votato ma anche assieme a coloro che non gli hanno dato il voto. Il Palazzo di città per Crocetta sarà una casa trasparente dove tutti potranno entrare e conversare col sindaco. Nel pomeriggio si preannunciano manifestazioni politiche, un incontro con la stampa alla presenza del segretario nazionale del Pdci Oliviero Di Liberto, oltre ai dirigenti provinciali e regionali ed infine il comizio in piazza per poi chiudere la giornata con i botti allestiti in Piazza Municipio. Un fatto inedito questo ma che è piaciuto tanto alla gente che nel momento in cui Crocetta ha lasciato il palco di Piazza Umberto per dirigersi in Piazza san Francesco è stato come fagocitato da un bagno di folla. Per compiere un tragitto di appena 200 metri se n'è andata via una buona ora tra abbracci, baci, strette di mano fotografie ricordo e tutto il resto. Un trionfo, una festa di popolo. E’ fatto del resto così Crocetta, per le cose semplici ma che lasciano un segno ed un modo nuovo di far politica.

L'ha sempre chiamata la politica delle cose da fare e lui chiede di essere giudicato dai fatti. Quando era assessore lavorò sodo dimostrando fattività e spirito d'intraprendenza. Adesso che la strada è più dura ed in salita preannuncia che lavorerà non meno di 12 ore al giorno e se necessario anche 24 ore perchè ci sarà molto da fare. Già nel primo pomeriggio in piazza ed anche in alcuni balconi della piazza san Francesco e di Piazza Umberto a salutare la nascita della nuova sindacatura c’erano le bandiere rosse e quelle della pace. Proprio la bandiera della pace, Crocetta ha voluto che venisse accostata a quella della bandiera europea ed italiana affianco alla sua scrivania. E per simboleggiare il suo inno alla pace ha voluto che i suoi più stretti collaboratori come l’on. Morinello, Ignazio Di Dio, Enrico Ascia e lo stesso ex ministro della Giustizia Oliviero Di Liberto venissero fotografati con in mano la bandiera della pace.
Quando Di Liberto è arrivato a Gela, che i mass media hanno non a torto definito la roccaforte dei comunisti, è stato letteralmente assaltato da cronisti, fotografi, operatori televisivi e sottoposto ad un tiro incrociato di domande che poi sono continuate nel corso di una conferenza stampa nell’Ufficio del sindaco. Ad aprire il breefing è stato Crocetta che ha ringraziato tutti esponendo cosa intende fare nei primissimi giorni della sua presa in consegna delle chiavi della città e subito dopo la parola è passata ai giornalisti. Siamo i primi a porgli la stessa domanda che gli ponemmo non appena ha ascoltato la sentenza del presidente del Tar a Palermo. “Quali saranno le azioni prioritarie, a parte la formazione della giunta, che Crocetta terrà presenti nell’assolvimento del suo mandato popolare?” A Palermo le prime parole pronunciate furono: giustizia è stata fatta. A Palazzo di città ha così risposto: “Sono una persona che pensa che le priorità vadano decise con i cittadini. Stamattina proprio sull’autobus, una signora mi ha detto la prima cosa che avrei dovuto fare. Ed io voglio osservare proprio quella indicazione. Ecco cosa mi ha detto. Negli ultimi tempi la questione della pulizia a Gela non è stata più come nel passato. Si è avuto un certo decadimento e bisogna quindi partire da lì. Quindi convocherò l’impresa delle pulizie e l’altra questione che mi è stata indicata è quella di togliere i cassonetti dalla Piazza che deve essere il salotto della città. Questo più che un problema fisico è un problema simbolico”.

Chiediamo anche ad Oliviero Di Liberto cosa significa per il Partito dei comunisti italiani avere un sindaco comunista in una città emblematica come Gela.
“Rispondo subito alla domanda – controbatte l’ex Ministro della Giustizia – Conosco abbastanza bene Gela e la conosco anche sotto il profilo dei suoi problemi. Ho ricordato di essere stato qui per un convegno organizzato quando ero ministro della Giustizia e avevo incontrato giudici ed avvocati del Palazzo di giustizia. Posso dire che Gela è un avamposto nel quale con un segnale in controtendenza, ed è un segnale nazionale importantissimo, ha vinto un sindaco comunista. Il che da una parte conferma una tradizione che anche recentemente ha portato il nostro partito allo straordinario risultato delle elezioni regionali con la elezione di Salvatore Morinello. Ma se da un lato conferma una tradizione dall’altro inverte una tendenza. La tendenza qui in Sicilia per le forze di centro sinistra a perdere. Io credo che questo sia un fatto di importanza nazionale perché è un campanello d’allarme. Il primo segnale del fatto che i cittadini stanno rialzando la testa e che gli oscuri patti che sono stati fatti e che l’enorme quantità di danaro speso per prendere il controllo di Gela, non sono sufficienti. Sono veramente orgoglioso di essere il segretario di questo partito”.
A questo punto il tempo incalza ed è necessario smobilitare e dirigersi in Piazza Umberto dove si svolgerà il comizio di ringraziamento. La piazza antistante la chiesa madre è gremita di folla come non mai, una folla che vi rimane sino a dopo le 22 quando a conclusione della grande giornata i fuochi d’artificio preannunciano la chiusura delle manifestazioni di gaudio per il nuovo rinascimento che sta per sorgere per Gela.
Il corteo con in testa il segretario regionale del Pdci, Totò Crocetta già senatore della Repubblica il Don Peppone dall’animo buono e sempre in pace con l’acqua santa, il segretario Di Liberto, naturalmente il codazzo degli amici personali del sindaco Rosario Crocetta, consiglieri del centro sinistra, gli onorevoli Morinello e Speziale, segretari regionali, provinciali e zonali del partito comunista. Accanto al sindaco col volto disteso e sereno, quasi ad avere ritrovato un figliol prodigo perduto, il presidente della provincia regionale Filippo Collura e il consigliere provinciale Aldo Romano, ma tanti altri che potrebbero sfuggirci. Erano veramente in troppi a far compagnia a Crocetta perché un giorno come questo rimarrà agli anali della storia della nostra città, un giorno che sicuramente segnerà una svolta non solo nel modo di governare ma nel dare risposte concrete ai cittadini che attendono da anni la soluzione degli annosi problemi noti e meno noti. I muri sono tempestati di manifesti di ringraziamento ma anche di buon lavoro al neo sindaco. Anche a terra pagine di giornali strappati dove un grosso titolo afferma “Saro Crocetta, il sindaco bizzarro che è riuscito a fare accostare Gela a Parigi e Berlino, città governate da sindaci gay”.

Quando si arriva a Piazza Umberto è già buio. Il palco da dove Rosario Crocetta parlerà è stracolmo di persone e di personalità politiche. A presentare il susseguirsi degli oratori è Biagio Pardo che spesse volte è costretto a correggersi perché gli viene suggerito prima di annunciare un tal politico che poi non arriva e poi deve sostituirlo con un altro. Ad aprire il comizio è il coordinatore della Margherita Peppe Di Dio che annuncia la fine di un incubo dopo che i cittadini hanno avuto la pazienza di attendere nove mesi, quasi un parto. E così uno dietro l’altro parlano il segretario regionale dei Ds Antonello Cracolici assieme a Vladimiro Crisafulli, Salvo Raiti eletto nella lista Di Pietro, Salvatore Morinello. “Ce l’abbiamo fatta – ha detto il parlamentare comunista a gran voce – dopo tante sofferenze e giustizia è stata fatta”. Anche l’onorevole Speziale, senza eccessivi trionfalismi si è appellato ad un impegno che tutti i partiti del centro sinistra dovranno assumersi per tenere alta la tensione soprattutto in un momento in cui si dovrà andare a votare per la Provincia. Ed a conclusione del suo lungo intervento esprime l’augurio di vedere riconfermato presidente per la seconda volta Filippo Collura. E’ stata anche la volta di Salvatore Crocetta, segretario regionale del Pdci, di Di Liberto e quindi del neo sindaco Rosario crocetta. Le manifestazioni comiziali si sono concluse con i fuochi d’artificio in Piazza San Francesco.


Autore : Nello Lombardo

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