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Corriere di Gela | Giorni decisivi per il Gela
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notizia del 29/05/2011 messa in rete alle 12:48:59

Giorni decisivi per il Gela

Il campionato di Prima divisione Lega Pro, quantomeno quello regolare, per quanto riguarda il Gela Calcio è finito. Il club biancazzurro, alla sua seconda partecipazione assoluta nell’ex Serie C1, si è guadagnato la permanenza in categoria anche per la stagione successiva. Accadde anche la volta precedente, per poi retrocedere amministrativamente, pur salvando il calcio professionistico grazie al Lodo Petrucci. Anche stavolta, con l’estate alle porte, inizia puntualmente un altro campionato, qualcosa che nulla ha a che vedere con il calcio giocato, pur tenendo in apprensione, col fiato sospeso, tifosi e quanti in città si emozionano ancora per questo sport. Ci riferiamo all’incerta soluzione del cambio di gestione societaria. Perchè a quanto pare, i fratellio Tuccio stavolta sembrano davvero intenzionati ad andarsene. Dovrà occuparsene il sindaco, ma non solo. La classe politica dirigente, tutta quanta, non può chiamarsi fuori.

E prima che cali definitivamente il sipario sul campionato forse più tribolato del quinquennio di Angelo Tuccio, affidiamo alla valutazione dei lettori il nostro giudizio sul rendimento dei singoli giocatori.

Nordi: voto 8. Una squadra senza un vero portiere non è una squadra. Il Gela, nelle ultime 2 stagioni, ha avuto tra i pali uno che sa fare questo mestiere. Per 33 gare consecutive, Nordi è stato una garanzia. Gli unici voti leggermente negativi che lo riguardano, capitano all’apice della crisi di gioco e risultati al giro di boa.

Maraglino: voto 6. Chiuso da Nordi, ha esordito nell’ultima di campionato, a salvezza raggiunta, subendo 4 reti a Pisa. La sufficienza vale per aver saputo fare e stare nel gruppo.

Porcaro: voto 7. Arrivato insieme a Cardinale dal Potenza, ha dimostrato di poter tenere il campo a questi livelli. Apprezzabile la disponibilità ad adattarsi nel ruolo di terzino destro, in quella che s’è rivelata la linea difensiva vincente nel finale di torneo.

Cossentino: voto 7. Dei tre giovani arrivati, è quello che s’è messo maggiormente in luce. Ha la struttura e la mentalità del difensore centrale moderno. Il suo futuro dipenderà da lui.

Cardinale: voto 7,5. Uomo e professionista serio. Nel pieno della sua maturazione, è stato un vero capitano tanto nei momenti bui quanto nei momenti di gioia. Ha dimostrato un forte attaccamento alla maglia.

Petrassi: voto 7. Generoso nei limiti, ha ceduto solo nella gara interna contro il “suo” Cosenza. Ha risposto come si conviene quando Ammirata gli ha chiesto, per il bene comune, di spostarsi a sinistra.

Piva: voto 6,5. Ha iniziato la stagione alla grande per poi subire una flessione nel proseguo del cammino. È stato l’ultimo ad andarsene a gennaio e magari si sarà un po’ pentito. A Terni sarà costretto a fare gli straordinari (play out) per la salvezza.

Aliperta: voto 6,5. Ha dato il suo contributo alla causa, ma deve lavorare ancora se vuole ambire a questa categoria. Classico fluidificante, rimane inguaiato nell’equivoco da cui prima o poi dovrà uscire: meglio esterno basso o alto?

Puccio: voto 6,5. Molto meglio da esterno basso che da centrale difensivo. Giocatore di prospettiva. Italiano: voto 6,5. Gelese doc, sta acquisendo sicurezza in un ruolo di centrale a cui, in certi spezzoni, è sembrato davvero predestinato.

Crivello: voto 6. S’è visto solo nella partita conclusiva. Arrivato in gennaio, per lui valgono le stesse considerazioni fatte per Maraglino.

Scopelliti: voto 7. Reintegrato in rosa con Zaminga, è stato fondamentale per la salvezza. Grazie all’intesa con Ammirata, il suo irrompere in campionato è stato a dir poco salutare, oltre che sorprendente considerata l’età.

Giardina: voto 6,5. Dopo la brutta esperienza a Cosenza, diverse vicissitudini a livello atletico non gli hanno consentito una crescita di forma desiderata. Il giocatore, qualitativamente, non si discute a questi livelli.

Piano: voto 6,5. Che Noicattaro fosse stretta a questo centrocampista lo si era già capito. Per come sa stare tatticamente in campo, qualunque allenatore non disdegnerebbe averlo in rosa. Unica pecca nel suo modo di giocare è il fallo sistematico. Un costo da pagare per le sue caratteristiche. Ottima prima parte di stagione, in cui ha conteso il posto da titolare a gente come D’Amico, Giardine e Cruciani.

Avantaggiato: voto 6,5. Tra i centrocampisti, per molti versi, è quello che ha più margini di crescita. E’ venuto fuori alla distanza, ma senza la rivoluzione di gennaio ed il cambio nella gestione tecnica, sarebbe rimasto chiuso dai suoi colleghi di reparto. Come dire, non tutti i mali vengono per nuocere, almeno per lui.

Zaminga: voto 7. Quando è stato reintegrato, a differenza di Scopelliti ha giocato nel suo ruolo. Ammirata lo conosce bene ed anche Zaminga conosce bene e sa quello che vuole il tecnico. Cruciani: voto 6,5. Impiegato nella zona che più predilige, nel girone d’andata abbiamo visto il miglior Cruciani. Peccato per la precipitosa decisione nell’abbandonare Gela, senza avere una squadra nel mirino, tanto da dover poi espatriare all’estero.

Stamilla: voto 6,5. Altro gelese doc. Su di lui c’erano enormi aspettative. Al debutto assoluto nella prima squadra della sua città natale, Stamilla ha fatto vedere sprazzi di cadetteria. Se ne’è andato a Gennaio al L’Aquila, dove con Franciel si giocherà ai play off il ritorno in Prima divisione. D’Amico: voto 6,5. Giocatore che sa il fatto suo, forse l’acquisto più ambizioso. Ha fatto una scelta di vita nell’andarsene poco prima che scoppiasse la bufera. Scelta sul piano sportivo infelice, visto come è finita a Cava.

Bigazzi: voto 7. Il miglior giovane nel girone d’andata. Ha alternato buone giocate ad altre meno buone. E’ forse quello con più prospettiva di carriera anche in categorie superiori perché è capace di saltare l’uomo. Con una vena realizzativa diversa, sarebbe già da altri palcoscenici. D’Anna : voto 7. Il miglior under nel girone di ritorno. S’era perso un po’ per strada al top della crisi del Gela per poi riprendersi con il 4-4-1-1 di Ammirata che lo ha visto giocare da mezzapunta alle spalle di Docente.

Docente: voto 7,5. Non ha partecipato alla grande fuga di gennaio. Capace ancora di aggredire gli spazi, ora è un attaccante più completo, che si sacrifica per la squadra e meno egoista. Ha pagato dazio in termini realizzativi, ma nel film del campionato ha segnato goal pesantissimi (vedi la straordinaria doppietta a Roma).

Cunzi: voto 7,5. Dimostra di adattarsi a schemi ed esigenze tattiche. Rimane a Gela e con Ammirata in panchina è uno dei trascinatori verso l’obiettivo della salvezza.

Franciel: voto 6. L’imperatore ha lasciato Gela non come forse aveva sognato, o per come è stato amato. Raramente abbiamo visto il vero Franciel, tanto che in non pochi si sono chiesti qual è il vero Franciel. Il suo è più un 6 “politico”.

Vegnaduzzo, Rabbeni, Carbonaro, Saani: per tutti, un 6 di stima e di incoraggiamento. A parte il primo, che ha qualche annetto in più, si tratta di giovani che possono ancora esplodere.


Autore : Filippo Guzzardi

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