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Corriere di Gela | Gela contro il Muos a Niscemi
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notizia del 22/03/2009 messa in rete alle 12:39:08
Gela contro il Muos a Niscemi

A due passi dal centro abitato di Niscemi dovrebbe sorgere una delle stazioni di controllo terrestre, il Muos (Mobile User Objective System), il sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (Uhf) delle forze armate Usa che integrerà comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc., con l’obiettivo di perpetuare la superiorità offensiva degli Stati Uniti d’America.
L’area prescelta per la stazione terrestre Muos ricade nell’antico feudo Ulmo di Niscemi dove dal 1991 esiste una delle più grandi stazioni di telecomunicazione della Marina Usa nel Mediterraneo. Con l’installazione della stazione terrestre del Muos, Niscemi si affermerà come una delle maggiori infrastrutture di guerra a livello planetale. Le prime opere di movimentazione terra e di predisposizione delle piattaforme per l’installazione del Muos (costo complessivo del progetto: 43 milioni di dollari) hanno già preso il via lo scorso 19 febbraio.
Oltre all’impatto per ora ignoto delle onde elettromagnetiche della stazione radar sulla salute umana e sull’ambiente circostante, si aggiungono gli spropositati consumi di gasolio. Secondo i dati forniti dal Pentagono, si parla di 2.100.000 litri l’anno, una cifra nettamente superiore a quella di altre importanti infrastrutture per le telecomunicazioni che gli Stati Uniti possiedono in Italia, quali Napoli Capodichino (550.000 litri) e isola di Tavolara (300.000). Quello che è stato definito ecomostro è divenuto da alcune settimane a questa parte il nemico da combattere. Pertanto si sono mobilitate le popolazioni di Niscemi, Gela, Caltagirone e Vittoria, che per il tramite dei consigli comunali hanno fatto sentire la propria voce di dissenso convocandosi tutti nello stesso giorno ed alla stessa ora deliberando la propria contrarietà all’installazione dell'impianto Muos, decidendo di costituire un coordinamento dei sindaci e dei presidenti dei consigli comunali con obiettivi ben determinati (Vedi testo dell’atto deliberativo).
La seduta consiliare è avvenuta il 16 marzo scorso con una folta partecipazione ad inizio di seduta, ridottasi alla fine a soli 18 presenze. L’atto deliberativo dopo alcuni interventi è passato all’unanimità di voti. C’è stata una breve pausa di interruzione ad inizio di seduta per motivi tecnici. Alla riapertura dei lavori a prendere la parola è stato il vicepresidente del Consiglio Dionisio Nastasi che ha illustrato le caratteristiche tecniche dell’impianto Muos che sprigiona una potenza che va da 400 mila watt a 200 milioni di watt. “Ciò che ci amareggia – ha detto Nastasi – è l’avere deciso tutto sulle nostre teste, facendola in barba alla collettività interessata. Il suo esercizio comporta problemi di inquinamento atmosferico oltre che elettromagnetico, provocando danni per l’ambiente e per la vita umana. Sono del parere che il consiglio debba far sentire la propria voce manifestando compattezza e decisione”.
Anche Paolo Cafà di DeS, è stato molto critico verso l’installazione di questo ecomostro che pone un serio impatto ambientale per l’ambiente e la nostra salute. “L’umanità – ha affermato Cafà – sicuramente deve andare avanti per il benessere dell’uomo, ma non per fare la guerra. Dovremmo pensare di costruire infrastrutture, pensare di esportare la libertà e la democrazia. Altro che Muos. Dobbiamo guardare ad un mondo di pace”. Per l’amministrazione è intervenuto l’assessore Enrico Vella che ha informato degli incontri e manifestazioni pubbliche alle quali hanno partecipato amministrazione e presidenza del Consiglio.
“Scopo di questa mobilitazione - ha detto l’assessore all’ecologia - è quello di far conoscere alle autorità competenti che le popolazioni sono ostili all’installazione del Muos e che nessuno può arrogarsi il diritto di decidere senza il consenso della gente interessata. Anziché a Niscemi, che localizzino l’impianto in altre località dove gli americano hanno già altri impianti di comunicazione, ma lontani dall’abitato”. Il capogruppo dell’Mpa Fortunato Ferracane si è detto preoccupato perché pare che i lavori siano già a pieno regime, anche se nessuno ufficialmente prende la parola per dirci come effettivamente stanno le cose. “Ancora una volta – ha detto Ferracane – c’è qualcuno che decide del nostro destino senza nemmeno darsi la briga di confrontarsi con le popolazioni che devono subire questi ecomostri. Vergogna, vergogna, vergogna”. Il Capogruppo del Pd Totò D’Arma non usando mezzi termini ha affermato che non si può disconoscere che il Muos è anche un fatto politco e lancia un monito alla regione siciliana perché faccia valere anche nei fatti oltre che a parole la sua autonomia. Poi rivolto ai suoi colleghi ha lanciato un appello perché si voti in maniera compatta. “Questa è una grande occasione – ha detto – per avviare un percorso che ci porti ad affrontare in maniera più incisiva la questione ambientale nella sua globalità”. Anche Lucio Greco del Pdl si è detto preoccupato lanciando l’allarme per l’installazione dell’ecomostro. Ha parlato di pericolosità per l’ambiente e di “punto sensibile” in caso di ostilità future. Trufolo del Pli, dando per scontato il voto favorevole all’atto da deliberare, si è richiamato alla necessità di alcune riflessioni, tra le quali quella che la regione deve far valere il suo diritto autonomistico e lasciando che le scelte appartengono al territorio. L’atto, prima di essere approvato è stato emendato con l’aggiunta di un capoverso in premessa, proposto da Paolo Cafà. Infine è stato approvato all’unanimità.


Autore : Nello Lombardo

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