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Corriere di Gela | Emmanuello parlerà anche da morto?
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notizia del 09/12/2007 messa in rete alle 12:28:45
Emmanuello parlerà anche da morto?

Dalla latitanza (dodici anni) alla morte, senza passare dal carcere. Così Daniele Emmanuello, boss tra i più ricercati d’Italia (ci sono le sentenze che ci autorizzano a definirlo tale), ha chiuso il conto con il mondo. E’ stato ucciso alle prime luci dell’alba di lunedì scorso, mentre scappava da un casolare nei pressi dell’abitato di Villarosa, in provincia di Enna. Il blitz delle forze dell’ordine lo ha colto di sorpresa. Lui ha abbozzato una fuga, disarmato, ma un proiettile sparato dalla pistola di un agente, lo ha colpito alla nuca, uccidendolo sul colpo. Ne hanno parlato giornali e televisioni di mezzo mondo, dato lo spessore di Daniele Emmanuello. Quarantatre anni, era nipote del “furmiculuni”, mafioso vecchio stampo ucciso a metà degli anni Ottanta. Ne aveva ereditato ruolo e carisma, ma mentre lo zio era finito sotto i colpi della concorrenza mafiosa, Daniele è caduto per mano della legge.
Sulla tragica fine del boss gelese si sono pronunciate alte personalità istituzionali, dal ministro dell’Interno Amato (“Ora la Sicilia è più libera”), al sindaco di Gela Crocetta, che contro Emmanuello aveva ingaggiato una guerra personale. A caldo, non hanno parlato i politici locali. Silenzio assoluto, da interpretare come ognuno vuole.
Ed Emmanuello, forse, parlerà anche da morto, se è vero che i pizzini trovati nel suo intestino durante l’autopsia potranno essere decifrati. Foglietti di carta con su scritto chissà che cosa (nomi, fatti, relazioni?) che Emmanuello ha molto probabilmente ingoiato durante la fuga per evitare che finissero in mano agli inquirenti. E’ questo un dato interessante per gli investigatori ed inquietante per chi dovesse venirne coinvolto dalla lettura.
Per tre giorni (e non è finita ancora) le pagine di quasi tutti i giornali hanno riportato notizie legate all’uccisione da parte delle forze dell’ordine del boss Daniele Emmanuello. Fino al funerale (in forma privata e direttamente al cimitero, per decisione dell’autorità giudiziaria), celebratosi giovedì mattina a Farello, giornali, tv e siti web hanno continuato a dare notizie.
Già 24 ore dopo il delitto – perchè si tratta pur sempre di un delitto – è stata accertata la dinamica di quanto accaduto nelle campagne di Villarosa, tra le province di Enna e Caltanissetta. Emmanuello è stato ucciso da un colpo di pistola sparato dal tetto di una casa da un eponente delle forze dell’ordine. Ancora un giorno dopo, altra notizia: nel corso dell’autopsia è venuto fuori che Emmanuello, durante l’inutile fuga per le campagne circostanti, aveva ingoiato dei pezzettini di carta, che tanto per richiamare la fine meno curenta del capomafia Provenzano, ci siamo abituati a chiamare “pizzini”. Pare che sarà possibile decifrarli, e a questo punto sarà interessante conoscerne il contenuto. Sarebbe come far parlare il morto. Nel giorno del funerale, infine, la notizia del sit in davanti alla Prefettura dei familiari della vittima, che avrebbero voluto dare funerali religiosi al congiunto, se non la restituzione della salma.
Da qui in poi, eventi collaterali di là da venire: la trasmissione di Raiuno “La Vita in diretta”, che si collegherà con Gela venerdì pomeriggio, dal campetto “Santa Lucia”, di Scavone; la conferenza stampa del sindaco prevista per la stessa mattinata di venerdì, assieme a Lumia.
Da segnalare l’assordante silenzio della politica attorno a questo evento. Per restare nel nostro territorio, ha parlato il sindaco Crocetta ed hanno scritto la segreteria della Cgil, e due cittadini, Laura Agrò e il dott. Antonino Montagna. La Agrò ha sottolineato come con la morte di Emmanuello in città non cambia nulla e che le miserie che c’erano prima ci sono ancora oggi (e forse ci saranno anche domani); Montagna ha invece posto l’accento sulla responsabilità della società nella morte di chiunque, citando lo studioso Enrico Ferri, creatore negli anni Venti della sociologia criminale. Quelli di Laura Agrò e di Montagna, pubblicati nell’apposita rubrica riservata ai lettori sul quotidiano La Sicilia di giovedì, ci sono smbrati interventi schietti e fuori da ogni retorica.
Ed ecco come hanno tratto la notizia i mezzi di informazione´(riportiamo i titoli). siciliainformazioni.it del 3 dic. 2007
Mafia. Morto il boss Emanuello. Amato: liberata la Sicilia
TG10.it del 3 dc.07
Il boss Daniele Emmanuello ucciso durante il blitz della Polizia www.repubblica.it
Capo della cosca gelese, fedelissimo di Madonia che gli delegava rapine al Nord. Cominciò a fare i soldi con la ricostruzione della diga "Disueri. Daniele Emmanuello, il boss strategache usava i minorenni per le rapine
Agenzia Agi
Mafia: Amato, Liberata la Sicilia da pericoloso boss.
www.corriere.it
Avrebbe anche svolto il ruolo di carceriere del piccolo Di Matteo
Morto il boss Daniele Emmanuello
(con foto segnaletica fronte e profilo)
Stava tentando l’ennesima fuga nelle campagne di Enna
Era tra i 10 ricercati più pericolosi d’Italia
Agenzia Apcom
Mafia: Di Natale, Avremmo voluto interrogare Emmanuello.
La sua morte ci lascia l'amaro in bocca
www.unionesarda.it
Latitante da 11 anni, nascosto in un casolare nelle campagne di Enna. Ha cercato di fuggire. Colpito da due proiettili. Era nella lista dei dieci ricercati più pericolosi. paratoria durante la cattura. Muore il boss mafioso Emmanuello. Fu il carceriere di Giuseppe Di Matteo, 12 anni, gettato nell'acido.La vedova: "Giusto che lo prendessero non che lo uccidessero".
www.instablog.it
Morte Emmanuello: questore Caltanissetta, Colpi sparati per impedirgli di scappare
Agenzia Reuters Italia
Un boss della mafia, tra i 30 latitanti più ricercati, è rimasto ucciso stamattina in un'operazione di polizia nel Nisseno, riferiscono le forze dell'ordine.
Agenzia Ansa
Grasso,: “Si accerteranno i fatti”.
Agenzia Adnkronos
Mafia, vicecapo Polizia Cavaliere: Ricerca latitanti in Italia e all’estero è priorità.
www.ccsnews.it/
Boss muore per sfuggire alla cattura
www.starnews.it
Muore il boss gelese Emmanuello


Autore : Redazione Corriere
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