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Corriere di Gela | Il Gela ad un passo dal paradiso
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notizia del 30/04/2005 messa in rete alle 12:30:15

Il Gela ad un passo dal paradiso

A Palermo prediligono non poco i giocatori in possesso di un piede sinistro capace di regalare giocate spettacolari. Una particolarità emersa soprattutto negli ultimi anni, a partire dal 1996, quando con la formazione rosanero esordì in serie B un giovane talento della Primavera, Alessandro Parisi, il cui debutto fu a dir poco catastrofico. La dirigenza lo bocciò frettolosamente pur riconoscendone le ottime doti tecniche, e negli anni successivi Parisi e il suo magico sinistro hanno fatto la fortuna della Triestina prima e del Messina poi, giungendo in serie A con la maglia dei peloritani. In seguito fu il turno di Accardi, anch’egli terzino sinistro e palermitano proveniente dalla Primavera, presto diventato leader dei rosa-nero e beniamino del Barbera. Un brutto infortunio ne ha frenato l’esplosione, ma il fatto che ancora militi in serie A con la squadra di Guidolin la dice lunga sulla fiducia che la società continua a nutrire nei suoi confronti. L’ultimo talento prodotto dal vivaio è Daniele Unniemi (nella foto), consigliato da Fofò Ammirata e giunto a Gela in sordina per poi rendersi subito protagonista a suon di gol con la maglia giallo-rossa. .
Due reti in coppa Italia, due reti nelle prime sette giornate di campionato (a Giugliano e a Licata contro il Taranto), mostrando delle doti tecniche da categoria superiore grazie ad un sinistro potente ma al tempo stesso idoneo a sfoggiare giocate sopraffine. Sia Parisi che Accardi furono ceduti in prestito dal Palermo per “farsi le ossa”, una tappa alla quale non si è potuto sottrarre un Unniemi che deve ancora migliorare sul piano della continuità, profondendo in campo una maggiore grinta e attenzione in fase difensiva. Grazie al lavoro puntiglioso di Domenicali, che ha tentato di eliminare l’eccessivo narcisismo mostrato in campo dalla giovane promessa, di domenica in domenica Unniemi ha ottenuto un graduale miglioramento, rivelandosi decisivo nella delicata sfida del Lamberti di Cava. Calciando con violenza e precisione una punizione da trenta metri, il sostituto dello squalificato Comandatore ha regalato tre punti importantissimi per la classifica del Gela, e a poco importa, se non per fini statistici, che il pallone, prima di insaccarsi, sia stato toccato da Cuffa, poiché la deviazione sembrerebbe ininfluente e in ogni caso gran merito per il gol va ascritto proprio ad Unniemi. La rete è giunta nelle battute iniziali dell’incontro, e dopo lo svantaggio la Cavese ha letteralmente messo sotto il Gela nel tentativo di rimediare ad una nuova situazione disperata. Tre pali e alcune straordinarie parate di Morello, uno degli ex di turno, hanno conservato l’uno a zero, e di conseguenza i giallo-rossi hanno scavalcato in classifica la stessa Cavese, rea di aver gettato via un intera stagione negli ultimi due mesi. .
La gara si è svolta in un clima surreale, un clima ben diverso da quello atteso per un incontro di vertice che avrebbe regalato spettacolo per gli amanti del calcio. Il tutto grazie all’intelligenza del ministro Pisanu, il quale crede di ovviare ai mali del calcio spazzando via l’intero sport. Una partita senza tifosi è come una donna senza forme, e precludere il piacere di assistere ad una bella gara a quella maggioranza di tifosi che ogni domenica si comportano civilmente non appare di certo la soluzione migliore. .
Anziché ricorrere alla sanzione individuale, eliminando dagli stadi quei teppisti e delinquenti che ripetutamente compiono atti violenti, si è optato per questa astrusa scelta che ha, di fatto, impedito ai tifosi del Gela di gioire con la squadra per uno splendido successo maturato in casa di un antagonista per la promozione. Si è conferito un eccessivo potere ai questori e ai prefetti, e se già in alcune gare a basso rischio come Cavese-Gela si è deciso di giocarla a porte chiuse, figuriamoci quali decisioni potrebbero adottare per i derby siciliani, calabresi o pugliesi, i quali saranno sempre incontri che mettono in pericolo l’incolumità delle forze dell’ordine. Non solo ha destato scalpore tale decisione, ma addirittura è arrivata sabato nel tardo pomeriggio, con molti tifosi gelesi già in partenza per Cava dei Tirreni. Complimenti per la tempestività della deliberazione! Purtroppo non è stata ritenuta sufficiente la logica proposta della Figc (al primo petardo lanciato in campo possibile sospensione dell’incontro e sconfitta a tavolino), una proposta che si discostava da quella irrazionale di Pisanu, la cui ingerenza ha però determinato questo incremento di potere per i prefetti consentendo loro di scegliere in piena libertà se far disputare o meno l’incontro o se far affrontare le squadre a porte chiuse o in campo neutro. Inghilterra, Spagna, Francia e Germania sono anni luce davanti a noi, e ciononostante perseveriamo nel non avvicinarci a legislazioni anti-violenza negli stadi che andrebbero emulate. Nella speranza che il derby tra Gela e Ragusa non sia considerata una gara a rischio, Domenicali si prepara ad affrontare questo difficile impegno privo di pedine fondamentali quali Scopelliti e Montalbano, assenti per squalifica. .
Al loro posto dovrebbero giocare rispettivamente Unniemi (quindi spostato a destra) e Feliciello, ma non è da escludere soluzioni a sorpresa sebbene Domenicali propenda quasi sempre per il rispetto delle gerarchie da lui imposte. Prevista una spettacolare coreografia sugli spalti. Nel Ragusa militano tanti ex, a partire dal duo di tecnici Santino Nuccio-Pietro Infantino, per proseguire con i difensori Misiti e Falanca, ma gli iblei, oramai rassegnati a disputare i play-out ( salvo colpaccio proprio al Presti), dovranno fare a meno in difesa di Tamburo e Rocca, due assenze pesanti per una retroguardia di burro. Gli ospiti potrebbero scendere in campo con il 4-3-3, schierando in attacco Ierna, Plasmati e Cau, ma non è da escludere una soluzione di ripiego, ossia il 4-4-2, considerate le imperfette condizioni fisiche dello stesso Cau. .
Per il Gela si tratta dell’ultimo incontro che sulla carta presenta una certa difficoltà, poiché in seguito dovrà affrontare nelle restanti tre giornate Latina, Lamezia e Melfi, formazioni che hanno poco o niente da chiedere al campionato. L’obiettivo è conquistare il bottino pieno, dodici punti, nella speranza che il Manfredonia e la Juve Stabia compiano improbabili passi falsi, considerato inoltre che entrambe avranno degli impegni più o meno facili nelle ultime due giornate. Abate e compagni, a dire il vero, sperano di agguantare la vetta della classifica entro due settimane: il Manfredonia dovrebbe perdere o pareggiare in casa con la Cavese e subire una nuova sconfitta nello scontro diretto di Castellammare, mentre la Juve Stabia dovrebbe pareggiare a Barcellona e poi, come già scritto, battere il Manfredonia nello scontro diretto. Ricordiamo, per chi ancora non lo sappia, che in caso di conquista finale del primo posto da parte del Gela a pari punti con il Manfredonia, non si disputerebbe uno spareggio ma salirebbe in C1 la formazione pugliese poiché prevale negli scontri diretti (1-1 all’andata, vittoria per due a uno al Presti).


Autore : Paolo Cordaro

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