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Corriere di Gela | Part-time o licenziamento!
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notizia del 30/05/2010 messa in rete alle 12:28:15
Part-time o licenziamento!

Nella città che si appresta ad eleggere la nuova amministrazione, destinata ad occuparsi di un contesto sociale certamente non semplice, tutto, in molti casi, si lega al lavoro: chi ne ha uno, cerca di difenderlo con le unghie e con i denti, chi ne è privo, invece, si vede, spesso, costretto a lasciare Gela per approdare in lidi più accoglienti e benestanti.

Mentre il centro storico, insieme al corso Vittorio Emanuele, si erge a provvisorio scenario di un'intensa campagna elettorale, volantini elettorali sparsi ovunque, comizi pubblici, ammiccamenti e chiacchierate informali per strada, la vita di molte lavoratrici procede all'interno di una dimensione di assoluta precarietà.

In passato, alcuni sindacalisti avevano denunciato lo sfruttamento delle commesse impiegate all'interno dei molti negozi del centro: giovani, quando non giovanissime, assunte per la prima volta, inesperte.

Il lavoro non contrattualizzato, soprattutto in questo settore, copre un'ampia porzione: ci sono commesse totalmente in nero, quelle che pur assunte per un part-time sono costrette ad un impiego praticamente costante, ed ancora, coloro che percepiscono stipendi ben più bassi rispetto alle originarie pattuizioni contrattuali, per non parlare, inoltre, di periodi di apprendistato ripetuti in continuazione.

La vita di queste lavoratrici, insomma, non è certamente facile.

Basta percorrere il corso cittadino per accorgersi dell'enorme presenza di commesse, sparse praticamente ovunque: è sufficiente che vi sia un qualsiasi negozio in attività, e la possibilità di lavoro, seppur assai ardua da cogliere, può manifestarsi.

Purtroppo, però, nella grande maggioranza dei casi, le assunzioni non rispettano in toto le normative fissate dal contratto nazionale di lavoro: prendere o lasciare, insomma; sono diverse le possibili aspiranti, ad una che decide di non accettare il ricatto, esplicito o solo velato, ne farà seguito un'altra, disponibile a cogliere l' “opportunità”.

Accade ovunque, senza particolare differenza tra grandi e piccole rivendite.

Anche le imprese in franchising dei grandi marchi non sono esenti: la commessa di uno di questi punti vendita, addirittura, imponendomi l'assoluto anonimato, troppo importante il lavoro per esporsi eccessivamente, non fa fatica ad ammettere che il gestore del noto punto vendita per il quale lavora ha appena imposto a tutte le dipendenti una scelta; accettare un orario d'impiego part-time, solo mattina o solo pomeriggio, oppure subire il licenziamento.

La scelta finale, ovviamente, è stata la prima, legata, inevitabilmente, ad una riduzione dello stipendio: meglio mantenerlo, seppur basso, piuttosto che ritrovarsi nuovamente tra le fila dei senza lavoro, sempre più ampie in città.

Il problema essenziale, ovviamente, concerne la totale assenza di qualsiasi copertura in favore di queste lavoratrici, spesso le uniche a coprire le impellenti esigenze delle famiglie di origine: neanche il sindacato riesce ad intercettare i lori bisogni e le loro esigenze.

Lavorare, del resto, è l'unico modo per raggiungere una, seppur flebile, sicurezza.

Le polemiche scaturite dall'annuncio della creazione di un grande centro commerciale in città, voluto da una società agrigentina, progetto rimasto sospeso al pari del cantiere che avrebbe dovuto garantirne la nascita, determinarono un vibrante scambio di accuse tra l'attuale segretario provinciale della Fillea-Cgil, Ignazio Giudice, ed il rappresentante della Confcommercio, Rocco Pardo.

Quest'ultimo si lamentava dell'appoggio offerto anche dal sindacato ad un'operazione che avrebbe distrutto i piccoli esercenti, mentre il primo ne descriveva l'utilità sul piano occupazionale, invitando, inoltre, la controparte a non trasformare in martiri i locali commercianti e ad invitarli, anzi, a regolarizzare la posizione delle dipendenti, richiamando prevalentemente il caso di bariste e commesse.

Da quel momento, però, è passato più di un anno e nulla appare diverso dal passato: a fianco dei regolari, infatti, vi sono molti operatori disposti ad infrangere la legge allo scopo di mantenere bassi i costi ed ottenere, così, un maggior guadagno.

Chissà se i quattro candidati alla poltrona di sindaco troveranno alcune ore per stringere le mani a queste lavoratrici.


Autore : Rosario Cauchi

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