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Corriere di Gela | Due sedute consiliari con poco costrutto
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notizia del 18/10/2008 messa in rete alle 12:22:02
Due sedute consiliari con poco costrutto

Ennesima seduta consiliare sciolta per mancanza di numero legale. Anche quella del 15 ottobre scorso. Il vicepresidente del consiglio Dionisio Nastasi ha mandato tutti a casa in attesa di una nuova convocazione. Pochi gli argomenti oggetto di discussione, solo che i consiglieri erano distratti da altri fatti. Purtroppo nello stesso momento stava andando in onda la partita della nazionale, ma c’era anche grande fermento tra i consiglieri del Pd ed un grande andirivieni nella stanza del sindaco, discussioni tra assessori e gruppi consiliari.
La seduta inizia con soli dieci minuti di ritardo con continui inviti del presidente Di Dio a prendere posto e ad entrare in aula per l’appello. I consiglieri si attardano chi nella saletta riservata ai gruppi consiliari, chi nei corridoi, chi ancora presso l’ufficio del sindaco. Chiamato l’appello, si contano 13 presenze , sufficienti per potere deliberare.
Prende subito la parola il presidente Di Dio che comunica ai presenti che l’Amministrazione ha ritirato la proposta di delibera di affidamento della gestione del “Presti” alla società Gela Calcio per alcuni approfondimenti che si sono resi necessari.
Approvazione di un debito fuori bilancio in favore della Ghelas Multiservizi. Gulizzi (Pd) chiede di mettere in coda quel punto in quanto la Commissione consiliare di cui egli fa parte ha chiesto una serie di chiarimenti.
Cirignotta (Udc) torna sulla gestione del Presti alla società gela calcio e dice che a suo giudizio non era possibile un affidamento diretto della gestione alla Gela Calcio, in quanto la clausola prevedeva anche la possibilità che la società potesse anche affittare il campo ricavandone un lucro.
Giovanna Cassarà (pdci) oppone un rilievo procedurale senza entrare nel merito dell’atto e dell’intervento di Cirignotta. “Nel momento in cui l’atto è stato ritirato dall’amministrazione – commenta la Cassarà – ogni commento è superfluo.
La seduta precedente del 12 ottobre era stata caratterizzata da due episodi emblematici che stridono con un clima sereno ricercato da tutti ma che non si riesce a trovare.
Ad inizio di seduta, il capogruppo del Pd Totò D'Arma attacca il presidente del consiglio Giuseppe Di Dio, ritenendo che debba dimettersi dalla carica avendo abbandonato la coalizione che lo aveva eletto per passare al Mpa. Inoltre, D’Arma si spinge oltre chiedendo anche le dimissioni dell’avv. Liliana Bellardita presidente della Ghelas, che era stata indicata da Di Dio. Dopodiché si va avanti nei lavori affrontando il primo punto all’ordine del giorno cominciando dal programma costruttivo della Tecnitalia che prevede la costruzione di 17 alloggi a Scavone. L’ argomento è molto delicato e più volte su di esso nelle sedute precedenti si è registrato un comportamento pressoché ostile di una parte del Consiglio, tanto che alcune volte è venuto a mancare il numero legale. Altre volte si sono registrate posposizioni e discussioni varie. A lanciare sospetti di “personalismi” nella delibera è il vice presidente Dionisio Nastasi. La discussione si fa molto accesa, tanto che il consigliere Nastasi viene messo alle strette ad essere più reciso nelle sue denunce. “Se dietro quest’atto ci sono interessi particolari – afferma il capogruppo di Democrazia e Socialismo Paolo Cafà – invito Nastasi a dire con chiarezza quali sono”.
Trufolo per chiedere il prelievo del punto 11 con il quale si propone di modificare l’art. 75 del Regolamento di polizia mortuaria. Si tratta di un piccolo emendamento del quale potranno fruire alcuni titolari di tombe e monumentini.
Si crea una gran confusione sull’esito di un a prima votazione. La patata bollente passa al presidente di turno Trainito che consultatosi con il segretario Liotta decide di ripetere il voto. Risultato:
presenti 16 consiglieri, favorevoli 7, contrari 9. La proposta è respinta. E’ la volta quindi della votazione dell’emendamento che viene approvato con 11 voti favorevoli ed 1 astenuto (Trainito). La seduta si chiude con la votazione su di un altro programma costruttivo, quello della cooperativa edilizia Mare, che passa con 14 voti favorevoli ed un astenuto. Paolo Cafà, per timore che possa mancare il numero legale, propone il rinvio della seduta.


Autore : Nello Lombardo

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