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Corriere di Gela | Il Gela nella tana del Foggia per i punti salvezza
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notizia del 04/05/2003 messa in rete alle 12:22:53

Il Gela nella tana del Foggia per i punti salvezza

Basta andare un pò‚ a ritroso negli anni per rievocare la paura che incuteva il Vincenzo Presti, un terreno di gioco in pratica inviolabile, sfruttato pienamente da un Gela che, sorretto da un pubblico più spensierato e motivato di quello apatico dei giorni nostri, con un atteggiamento aggressivo toglieva il respiro agli avversari conquistando successi su successi. Recentemente la musica è cambiata: il Vincenzo Presti è diventato terra di conquista, lo spirito battagliero che contraddistingueva l’undici gelese è andato perduto, e con esso le illusioni di concludere almeno una stagione nella tanto anelata zona play off.
La gara tra Gela e Palmese costituisce un quadro veramente desolante giacchè, nella sfida cruciale dell’anno, la formazione giallorossa ha tirato i re-mi in barca palesando una scarsa sensibilità nei confronti della difficile situazione in classifica, senza tralasciare gli altri aspetti negativi emersi nel corso della gara quali l’assenza di un minimo di decenza nel gioco, privo di schemi che garantiscano un continuo rifornimento di servizi alle punte, e l’eccessivo nervosismo che regna nell’ambiente gelese, sfociato nelle assurde espulsioni subìte da Formisano e Matinella (nella foto)nelle ultime gare.

Nonostante abbia fallito l’appuntamento con la Palmese, il Gela attualmente è salvo in quanto in vantaggio negli scontri diretti con il Frosinone, ma è ovvio che ad aver rilevanza sarà la classifica finale.
L’obiettivo prefissato dalla squadra di Ruisi consiste nel conquistare quei quattro punti che dovrebbero bastare per evitare i play out, con il rischio di concludere il torneo al quint’ultimo posto in compagnia d’altre squadre, ma in tal caso il Gela può approfittare di un notevole vantaggio negli scontri diretti con quasi tutte le compagini pe-ricolanti.
A Foggia, contro i satanelli pugliesi ebbri di felicità per la promozione in C1, Cataldi e compagni potrebbero sfruttare il clima di festa e l’assenza di stimoli nella squadra di Pasquale Marino, strappando il punto che serve, evitando però di dare per scontato che il Foggia sia in vena di regali.
Ai fini della salvezza risulterà decisivo il derby con il Ragusa che si disputerà al Presti, e qui assume una grande rilevanza lo stato d’animo con il quale gli iblei si presenteranno in campo: qualora il Ragusa avesse ottenuto i tre punti in casa contro un Brindisi privo di qualsiasi obiettivo, conquistando anticipatamente la salvezza, è naturale che scenda in campo demotivato senza troppa voglia di fare uno sgarbo ai cugini gelesi, alla luce di un buon rapporto tra le due società (leggermente deterioratosi per l’affare Nassi ma ultimamente ripristinato con il trasferimento di Priolo). Appare pertanto scontata la grande attenzione che i tifosi gelesi rivolgeranno alla sfida tra gli uomini di Cassia e il Brindisi, anteponendo al gretto campanilismo un doveroso tifo per la formazione iblea. Squalificati Scopelliti (un turno) e Matinella (due turni) e privo di Formisano, il quale, salvo decurtazioni dell’ultima ora, sconta il secondo turno di squalifica, Pietro Ruisi dovrà letteralmente inventare il centrocampo per l‚incontro in Puglia. Nel ruolo di centrali in mezzo al campo dovrebbero essere impiegati Procopio, leggermente acciaccato, e Lo Bue, mentre sulle fasce si profila l’avanzamento del capitano Marco Comandatore e il possibile ripescaggio di Colletto. In attacco dovrebbero giocare dal primo minuto Albano e Conte, a causa delle precarie condizioni fisiche di Erbini, ma non è da escludere che alla fine Ruisi schieri i suoi con un 4-5-1 o un 5-4-1, moduli che garantirebbero una maggiore solidità difensiva.

L’avversario/Il Foggia.Nel turno precedente la formazione pugliese ha festeggiato la promozione in C1 con due turni di anticipo.
Il salto di categoria è frutto della ottima pianificazione societaria, dopo tanti anni di scriteriate gestioni (Sensi, Chinaglia, Russo), e molto merito va attribuito al ds Raffaele Sergio, ritiratosi dal calcio giocato nella passata stagione, ex terzino di Udinese, Lazio e Napoli. Ma qual é stato quel quid che ha consentito al Foggia di prevalere su formazioni attrezzate maggiormente per un salto di categoria quali Brindisi e Nocerina? Indubbiamente il tecnico, un grandissimo allenatore come Pasquale Marino, orgoglio dell’intera Sicilia. Adotta un modulo difficile da assimilare e applicare, il 3-4-3, con il quale ha raccolto solo successi, conferendo alle sue squadre una notevole spettacolarità. In due anni ha condotto il Paternò dalla serie D alla C1, dopo quattro stagioni in C2 ha riportato il Foggia in terza serie, e adesso attende una panchina in serie B che giustamente merita. Molti giocatori pugliesi lo seguiranno fino in capo al mondo, come De Zerbi, miglior giocatore del torneo, che l’Empoli avrebbe già acquistato dal Milan, titolare del cartellino, senza però tener conto della volontà del fantasista pugliese che ha dichiarato di voler seguire Marino.
Contro il Gela potrebbero giocare alcune riserve che nel corso della stagione hanno trovato poco spazio, ma probabilmente non mancherà l’ex Umberto Brutto, un altro seguace del profeta Pasquale Marino.


Autore : Paolo Cordaro

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