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Corriere di Gela | Consiglio, rinviata seduta sulla questione morale
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notizia del 30/04/2005 messa in rete alle 12:19:58
Consiglio, rinviata seduta sulla questione morale

Ancora una volta il sindaco Crocetta ha dichiarato forfait. Ancora una volta una seduta consiliare monotematica dove era in discussione un tema tanto a lui caro, la questione morale e la legalità, ma senza l’interlocutore più importante. Lui, il sindaco con il quale da tempo i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione tentano invano di confrontarsi. Si afferma in giro, di consiglio comunale demotivato, stanco e senza stimoli. C’è addirittura chi vorrebbe gettare la spugna andandosene perché i suoi poteri di controllo e quindi di confronto sono continuamente frustrati per la continua assenza del sindaco. Qualche altro è andato anche oltre affermando che il sindaco si sottrae vigliaccamente al confronto dichiarando forfait (Angela Galioto di An). Insomma non tira aria buona da qualche tempo a questa parte. Sono in molti a chiedersi il perché di questo braccio di ferro tra sindaco ed organo consiliare. Forse lo si è capito nella seduta del 21 scorso, quando su unanime consenso di tutti i consiglieri comunali, il presidente telefona al sindaco Crocetta e gli chiede di indicare una data possibile per essere presente in consiglio comunale e discutere serenamente sulla questione morale e sulla legalità. Si dice che fino a questo momento la data della seduta con quell’ordine del giorno non fosse stata mai concordata colo sindaco e che probabilmente i motivi della sua mancata presenza in Consiglio andassero ricercati proprio in questa defezione. Alcuni minuti di sospensione della seduta e quindi la riapertura dei lavori solo per decidere quando autoriconvocarsi. Dalla telefonata, il presidente aveva avuto indicate dal sindaco tre date possibili: dal martedì al giovedì della prossima settimana. Sarà la volta buona? Saremmo tentati di dire che a questo punto se Crocetta diserterà ancora, non avrà più alibi. Il vero tema della legalità e della questione morale, senza che il consiglio comunale si trasformi in un’aula accusatoria come qualcuno avrebbe paventato, sarà affrontato giovedì 28 prossimo. .
Ed ora una sintesi della seduta. Si è iniziato puntualmente con la presenza di 24 consiglieri. C’erano anche i più recidivi, ma che poi si sono subito defilati dopo l’appello del segretario generale dottoressa Lotta. L’inizio è stato molto difficile. Dopo che il presidente ha dichiarato aperta la seduta, ne è seguito un lungo silenzio. Una voce isolata, forse dimentica che si trattava di una seduta monotematica, ha lanciato la proposta di passare al successivo punto all’ordine del giorno. Ne è seguito un mugugno generale e poi è stata sospesa la seduta. Alla riapertura dei lavori il presidente si è detto rammaricato dell’assenza del sindaco anche se si deve dare atto e ringraziare il vice sindaco assessore Giuseppe Arancio per la sua presenza e l’assessore all’Istruzione Luciano Vullo. Però ammette che ci sono delle risposte che il sindaco deve dare al civico con sesso e che solo lui può dare. Si tratta di affermazioni che vengono sottoscritte dalla totalità dei consiglieri comunali. Il primo consigliere a prendere la parola è Massimo Catalano di Forza Italia il quale stigmatizza ancora una volta l’assenza del sindaco perché solo lui può dare le risposte che tutti attendono. Si chiede se le denunce dell’ex assessore sono ancora valide, dopo la pace fatta con Crocetta; quali refluenze ci saranno dopo gli atti posti in essere dall’ex assessore Lana; che moralità c’è dopo avere assegnato la delega all’assessore Verderame ma ancora non si sa su quale poltrona siede. Sono risposte che per catalano solo il sindaco può dare e annuncia che qualora si decidesse di continuare senza il sindaco potrebbe decidere di alzarsi e di andar via. .
Interessante ed articolato l’intervento del vice presidente del consiglio Angela Galioto che parla di una politica basata sul pettegolezzo. “Pochi hanno creduto al suo rinascimento – ha affermato la Galioto – e mi chiedo cosa sia cambiato rispetto alla gestione Gallo. Questa è una domanda alla quale Crocetta deve una risposta”. E’ ritornata sull’argomento legalità affermando che per il sindaco, questa sia stata solo appannaggio del settore dei lavori pubblici e per tutto il resto? “Sulla legalità non ci sono mezze misure – ha continuato l’esponente di An – la lotta si fa a 360 gradi su tutti i settori. Non si può fare uno sconto ad un assessore mentre si colpiscono altri”. Parole molto dure specie quando ha indicato il sindaco come colui che si sottrae vigliaccamente al confronto e lo sfida a venire in aula senza alcun timore. Il consigliere capogruppo Ds Salvatore D’Arma cerca di arrampicarsi sugli specchi quasi giustificando l’assenza di Crocetta. La troppa enfasi e il parlarne continuamente sui giornali e sulle tv, si era quasi delineato sull’argomento legalità e questione morale un’attesa da tribunale. Quasi un atto d’accusa nei riguardi di Crocetta. Per D’Arma è necessario cambiare l’approccio e l’assenza di Crocetta a suo giudizio è stata mala interpretata. L’idea sua è quella di mettersi tutti insieme per rafforzare il sindaco e non per accusarlo come sembra si stia facendo in questi giorni. Per D’Arma ci sono molte cose da chiarire ma questo va fatto in un campo sgombro di pregiudizi. .
Si registra anche l’intervento del consigliere della Margherita Peppe Di Dio. Un intervento che nasconde tra le righe una critica al sindaco, ma che evidenzia come Crocetta a suo giudizio sia ancora imprigionato dal vecchio modo di far politica. Di Dio denuncia in sostanza l’assenza di regole sia nella politica che nell’attività amministrativa legata a molti settori. Di Dio non at-tacca ilo sindaco perché lo rispetta come istituzione e ricorda che mai si è sognato di attaccarlo, anzi lo ha sempre difeso da qualsiasi attacco. Ciò che denuncia è la mancata applicazione delle regole democratiche. Parla di relazioni semestrali non presentate, di interrogazioni che non hanno mai avuto risposta, di progetti presentati senza alcun seguito e di privilegi accordati. “Si dice che il consiglio comunale non ha stimoli – ha affermato Di Dio – ma quali stimoli si possono avere quando non vengono le risposte? Non vedo soluzioni”. Poi ha esposto alcuni esempi da cui è emersa stridente la tortuosità delle procedure amministrative. Si privilegiano iniziative come l’acquisto di centinaia di libri che costano 90 mila lire ciascuno, mentre si era detto che non c’erano soldi per patrocinare una iniziativa culturale da lui presentata per commemorare la morte del giudice Caponnetto. Un intervento il suo, molto incisivo, dove è stato messo sotto accusa tutto il sistema elettorale e il mancato rispetto delle regole democratiche. Per lui il sistema fa acqua da tutte le parti perché ogni organo funziona a modo proprio. Non esiste il controllo e la crisi sta tutta lì.


Autore : Nello Lombardo

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