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Corriere di Gela | Nuovi padroni per il mercato degli stupefacenti?
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notizia del 23/05/2009 messa in rete alle 12:17:21
Nuovi padroni per il mercato degli stupefacenti?

Come riuscire ad individuare i nuovi interessi strategici dei gruppi criminali operanti nel territorio gelese?
Un quesito simile, perlomeno stando agli ultimi riscontri prodotti dalle indagini portate a termine dalle forze dell'ordine, può immediatamente risolversi con una semplice risposta: il controllo dell'intera filiera degli stupefacenti.
Concentrare tutte le proprie attenzioni in un'unica direzione sembra profilarsi come soluzione privilegiata, accolta da diversi gruppi criminali attivi nella nostra città e nei territori limitrofi. La definitiva evidenza si ricava da due importanti operazioni svolte, nel corso degli ultimi mesi, dalla locale compagnia dei Carabinieri, denominate rispettivamente, “Mater familias” e “Bonnie & Clyde”, rivolte alla disarticolazione di due strutture organizzative assai radicate e dinamiche. Le sorti dell'intero ciclo delle sostanze stupefacenti, comprese le fasi dell'acquisto all'ingrosso e della vendita al dettaglio, erano sostanzialmente rette da due nuclei familiari, reciprocamente contrapposti: quello dei Peritore-Lucchese e quello dei Brivitello-Curvà.
La novità essenziale, dunque, concerne l'affermazione, nel settore, di entità totalmente indipendenti dalle tradizionali organizzazioni mafiose (Cosa Nostra e Stidda), capaci di ottenere lauti profitti senza doversi sottomettere ad altri “controlli”.
La droga, almeno nel contesto gelese, ha assunto le peculiarità di un business non più esclusivo, bensì aperto ad innesti del tutto atipici, anche per gli stessi inquirenti.
La prolungata assenza di una marcata gestione mafiosa, oramai protesa verso le estorsioni e l'usura, ha spinto, negli ultimi anni, svariati soggetti a sondare il campo, al fine di acquisire guadagni impensabili, frutto di una domanda in progressivo aumento.
Lo scenario attuale, peraltro, assume caratteri di forte instabilità, prodotti dall'assenza di un unico controllore; conseguenza diretta di una tale realtà è l'emersione di un consistente numero di novelli “operatori”, pronti a tutto pur di ottenere risultati significativi.
I due ultimi nuclei, in ordine cronologico, sottoposti ai controlli degli inquirenti, pur operando con una certa discrezione, avevano comunque cercato di raggiungere il primato assoluto, scontrandosi reciprocamente.
Concetta Lucchese, spinta dai figli Benito e Giacomo Peritore, infatti, sentendosi insicura circa il mantenimento della leadership locale, a causa degli spazi occupati dagli emergenti, Ivan Brivitello e Gessica Curvà, acconsentì all'organizzazione di attentati incendiari, veri e propri avvertimenti, da perpetrare ai danni dei rivali.
Due bande disposte ad affrontarsi apertamente all'interno dei confini gelesi, convinte della strategicità di una simile piazza di spaccio. Sul fronte mafioso, invece, continua a prevalere la volontà di un ritorno sul mercato, monopolizzato per decenni, affiancata dalla certezza di potersi facilmente imporre su altri soggetti, sfruttando il capillare controllo del territorio e l'imponente manodopera: ma taluni ostacoli non lo hanno, fino ad oggi, consentito.
Il recente arresto di due figure di spicco del clan Emmanuello, Saverio La Rosa e Vincenzo Trubia, insieme a quello, più risalente, del responsabile del settore stupefacenti del clan Madonia, Nicola Liardo, hanno imposto un periodo di riflessione e riorganizzazione, finalizzato a reimpostare la nuova strategia dei clan gelesi.
Allo stato attuale, dunque, sussiste a Gela un enorme spazio libero, ambito da molti, destinato ad ingenerare ulteriori bramosie. Si prospetta uno scontro per conseguire il possesso dell'imponente affare?
L'incendio appiccato, all'indomani dell'operazione “Bonnie & Clide”, all'autovettura di proprietà di Nunzio Parisi, uno dei destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere, potrebbe leggersi sotto forma di un immediato messaggio lanciato in direzione dei componenti del gruppo: quasi a volerli invitare ad abbandonare definitivamente un palcoscenico già occupato da altri attori.


Autore : Rosario Cauchi

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