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Corriere di Gela | L’avanzata dei 286 nominati
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notizia del 23/05/2009 messa in rete alle 12:10:46
L’avanzata dei 286 nominati

Le competizioni elettorali per il Parlamento Europeo sono, tradizionalmente, meno sentite dall'intero elettorato, assai distante da una struttura burocratica e farraginosa, incapace, fino ad oggi, di raggiungere i molti obiettivi fissati fin dalla sua nascita.
Ma in terre ove il disagio economico assume carattere di sconfinato territorio di conquista da parte della politica, anche simili consultazioni possono utilizzarsi allo scopo, prioritario, di legare a sé quanti più potenziali elettori possibile.
Gela, in questa prospettiva, non sfugge alla regola, bensì vi si inserisce a pieno titolo, in un clima, peraltro, dominato dall'indifferenza: perché scandalizzarsi, infatti, se per la scelta dei 270 scrutatori da destinare alle 71 sezioni cittadine, ai quali devono aggiungersi 16 supplenti, si è optato per un sistema a chiamata diretta, escludendo quello del sorteggio?
Molti, soprattutto all'interno delle stanze del potere istituzionale gelese, parlano di una decisione legittima, pienamente prevista dalla normativa in materia, la quale, per l'evento elettorale europeo, prevede l'opportunità di scegliere tra il sorteggio e la nomina; chi, d'altronde, sarebbe stato talmente ingenuo da farsi sfuggire una così vantaggiosa carta, da giocare, eventualmente, sul tavolo di una futura campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione comunale (secondo svariate opinioni, praticamente dietro l’angolo).
Avanti tutta con la nomina, dunque, evitando gli scontati malumori generabili da uno strumento, quello del sorteggio, difficilmente controllabile dall'esterno.
Tutti, come può ben immaginarsi, hanno preso parte ad una vera e propria spartizione clientelare, definizione utilizzata da alcuni consiglieri comunali, i quali peraltro hanno voluto mantenere l'anonimato, indirizzata al collocamento di parenti (dai figli ai più lontani cugini), amici, clienti, semplici sostenitori politici in difficoltà economica.
I telefoni di svariati professionisti, contemporaneamente impegnati tra gli scranni del Consiglio Comunale, hanno iniziato a squillare, ripetutamente, già alcuni mesi addietro: gli interessati alla chiamata cercavano, così, di anticipare possibili rivali.
Potremmo descrivere l'operazione realizzatasi facendo ricorso al famigerato manuale Cencelli, spesso citato a livello nazionale, tipico paradigma di matematica suddivisione di posti di comando insieme a poltrone di secondo piano.
La metodologia predisposta in questa occasione non si è fondata su complicati calcoli o principi: è stato sufficiente attribuire ai 30 consiglieri comunali la facoltà di predisporre una personale lista di 8 nominativi, per un totale di 240 indicazioni, affiancati da quelli formulati dai 10 assessori comunali (ai quali è stato consentito di definire almeno 3 scelte), pervenendo, in siffatto modo, alla cifra di 270, integrata da altre 16 unità di rincalzo (possibili sostituti).
Per vari prescelti si è aperto lo spiraglio per il conseguimento di un esiguo guadagno, da ricambiare al momento propizio, garantito dal proprio “protettore” di turno: una breve lettura delle liste pubblicate, infatti, riesce a chiarire meglio di qualsiasi ulteriore indagine il metodo attuato da ogni dominus nei confronti degli appartenenti alla propria cerchia familiare o d'interesse.
L'attenta consultazione dei 286 nominativi consente, inoltre, di far emergere parecchie coincidenze, a partire dalla frequente ripetizione di cognomi uguali a quelli di diversi consiglieri ed assessori comunali; molti testimoni, presenti alla data prestabilita per l'effettuazione delle nomine, hanno indicato la difficoltà, manifestata da diversi autori delle scelte, nel far rientrare tutte le richieste pervenute all'interno della personale lista: pare addirittura che a molti degli esclusi sia già stato promesso un posto in sezione in occasione del referendum elettorale del 21 giugno.
187 euro per un presidente di seggio, 145 per scrutatori e segretario: questi i compensi previsti durante questa tornata elettorale europea; utili in presenza di scarse opportunità lavorative, ed inoltre destinati a pesare notevolmente sulle future scelte politiche locali, poiché l'inserimento all'interno di un seggio elettorale costituisce un potente messaggio destinato ad incidere su un elettorato in via di costruzione oppure, in taluni casi, di definitivo consolidamento.


Autore : Rosario Cauchi

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