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Corriere di Gela | Gela, capitano congedato
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notizia del 01/07/2007 messa in rete alle 12:02:52

Gela, capitano congedato

L’ultima bandiera, dal grande prestigio, è stata ammainata. Nell’indifferenza generale è stato compiuto un gesto privo di gratitudine nei confronti di chi ha dato l’anima per la maglia del Gela rischiando pure di rimetterci la vita per un club al cui servizio è rimasto per ben vent’anni. Marco Comandatore (nella foto), il Capitano, il Gladiatore, non è stato ufficialmente confermato dalla dirigenza, la quale ha ostentato un dolore cui sembra difficile credere. Lascia il gruppo l’ultimo gelese rimasto in prima squadra, capitano anche nella stagione appena conclusasi, costretto ad un futuro esilio poco gratificante e immeritato alla luce del rendimento positivo espresso dall’atleta nell’ultimo torneo di C2.
E’ luogo comune affermare che nel calcio di oggi non esistono le bandiere, soprattutto per volontà dei giocatori, maggiormente attaccati ai soldi anziché alle maglie: ma a Gela è accaduto l’inverso, Comandatore farebbe di tutto per rimanere in seno alla squadra, rispettando il suo ruolo di leader e d’elemento maggiormente rappresentativo, ma la società non ne vuol più sapere. In città tutti identificano il Gela con Comandatore, e viceversa, ma dispiace constatare l’indifferenza dei tifosi, dai quali ci si aspettava una difesa a spada tratta del giocatore.
Perdere un elemento talmente carismatico all’interno del gruppo, un uomo in grado di tirare fuori gli attributi nei momenti più difficili trascinando i propri compagni, potrebbe rivelarsi deleterio per la squadra. Una scelta rischiosa da parte della dirigenza, ma che non trova fondamento nell’esigenza di ringiovanire la squadra: Berti (classe ’70) e Mancini (’72) sono stati infatti confermati, Comandatore (’71) invece non ha avuto la stessa fortuna. Rimarcata la nostra soddisfazione per la permanenza dei primi due giocatori, occorre capire il perché del mancato rinnovo del contratto per il Capitano. Almeno tre fattori avrebbero dovuto spingere la società verso la conferma di Comandatore: 1) perché trattasi di un gelese, di un elemento di gran personalità, rappresentativo della storia del Gela, in grado di prendere per mano la squadra; 2) a dispetto dell’età non ha accusato alcuna flessione atletica, correndo in campo come un ragazzino; 3) dal punto di vista tattico la sua presenza è assolutamente conveniente, essendo un jolly in grado di ricoprire ben otto posizioni differenti in campo, uno dei pochi nell’intero panorama della serie C. Tali fattori non sono stati presi in considerazione dalla società o volutamente sottovalutati per non confermare Comandatore, e allora abbiamo contattato il presidente Tuccio per capire i motivi della scelta, i quali si rivelano essere ben due. Il primo è il seguente: “Avremmo volentieri confermato Comandatore come riserva per lanciare qualche giovane, ma uno come Marco non accetterebbe mai la panchina. Questo è un aspetto che in un certo senso gli fa onore, perché ha sempre voglia di giocare, è un leone, ma un giocatore deve sempre mettersi in discussione, e se un compagno di squadra merita di giocare al tuo posto perché vanta una condizione fisica migliore, devi fargli spazio. Purtroppo questo è il suo difetto, non accetterebbe mai il ruolo di riserva, sarebbe come mettere un animale in gabbia”.
Questa è la prima, nonché principale, motivazione fornita dall’ing. Tuccio. La domanda sorge spontanea: se Comandatore non accetta la panchina, perché allora non garantirgli un anno da titolare, considerato il rendimento elevato che sembra ancora in grado d’assicurare? Ecco la risposta del presidente: “Non è possibile perché sotto la conduzione del tecnico Irrera la squadra adotterà un 4-3-3 atipico, un modulo offensivo in cui i terzini, non avendo una solida e costante copertura del centrocampo, dovranno essere abili nel difendere, nel contrastare l’avversario. E Comandatore, secondo noi, non ha le caratteristiche adatte per aggredire in modo efficace l’attaccante rivale”. Dunque una valutazione squisitamente tecnica, sebbene faccia storcere il naso poiché nell’ultima stagione Comandatore, dopo l’arrivo di Sanderra che lo ha riportato in difesa nel ruolo di terzino sinistro, non ha in pratica sbagliato una partita. Rispettiamo ovviamente la scelta della società, frutto di opinioni e valutazioni personali assolutamente legittime, ma non condividiamo nella sostanza le ragioni della mancata conferma del Capitano. E proprio a Comandatore abbiamo chiesto come ha reagito alla notizia comunicatagli dal presidente:
“Ovviamente ci sono rimasto male. Per ben vent’anni ho dato l’anima per la squadra della mia città, non immaginavo quest’epilogo, meritavo sicuramente la conferma per quanto espresso nell’ultima stagione. Ho rischiato due volte la vita per questa maglia, e in particolar modo due anni fa, nel torneo della promozione in C1, andai in coma per uno scontro di gioco in Gela-Ragusa, per poi rientrare in campo dopo una sola settimana, perché ci tenevo a vincere il campionato con la squadra della mia città. Io ringrazio il presidente Tuccio per il modo affettuoso con cui mi ha trattato nella passata stagione, ma mi aspettavo maggiore gratitudine nei miei confronti, sono addolorato per questa scelta, sapete quanto sono attaccato a questa maglia. Rimarrei tranquillamente per fare la riserva, per fare da chioccia in favore dei più giovani, e sono certo di poter garantire un gran rendimento anche nel 4-3-3 d’Irrera” .
Comandatore ha il groppo in gola, la delusione è notevole, pertanto cerchiamo di distrarlo parlando del suo futuro: “Adesso devo ancora assimilare il colpo, ho ricevuto la brutta notizia soltanto lunedì. A fine campionato la dirigenza aveva dichiarato pubblicamente che ripartiva da Recchi, Fabbro, Comandatore, Ike e Omolade, e io non mi sono mosso essendo certo della conferma. Attualmente sono spiazzato, di certo troverò una squadra, anche perché sono convinto di poter giocare ad alti livelli ancora per due-tre anni”.
Tra le righe il Capitano fa intendere che aspetta ancora una chiamata dal Gela, confida in un ripensamento, potendo sfruttare la lontana chiusura del calcio-mercato, prevista per il 30 agosto. Non è mai tardi per sognare, da una parte c’è un giocatore che ogni mattina s’alza dal letto sperando che la società Gela Calcio, la sua seconda famiglia, lo chiami per renderlo partecipe e utile alla causa del club, dall’altra parte c’è una dirigenza che con una certa freddezza ha preso delle decisioni che non sembrano rispettare il sentimento e il sacrificio di chi, negli ultimi vent’anni, ha personificato Gela e il Gela. Il buon senso potrebbe riconciliare le parti, garantendo un lieto fine che potrà comportare solo benefici per la società capeggiata dal presidente Tuccio.
Nel frattempo sembra definitivamente risolta la questione relativa al Vincenzo Presti, avendo il Comune di Gela affidato alla Ghelas Multiservizi gli interventi per l’impianto d’illuminazione, il cui funzionamento è necessario per poter acquisire la regolare ammissione al campionato di C2. Sono stati pure concordati con l’amministazione comunale gli interventi edili da effettuare urgentemente per poter rendere omologabile il Presti. Per il resto non ci sono problemi per l’iscrizione, e pertanto la società si sta concentrando sul mercato per reperire le pedine necessarie. Oltre a Berti, Mancini, Omolade, Ike, D’Aiello e Di Franco, confermati Parlagreco e Bacchi. In dirittura d’arrivo il rinnovo del prestito per D’Alessandro dal Teramo e Grando dal Genoa, ma qualora quest’ultimo dovesse accasarsi altrove, tornerebbe Tamburro dall’Igea, prima scelta del tecnico Irrera. Tra i partenti spiccano Recchi e Fabbro, entrambi allettati da offerte provenienti da categorie superiori. La dirigenza di conseguenza acquisterà otto-nove giocatori: un portiere, un terzino destro (qualora Grando non dovesse rientrare), un terzino sinistro, un difensore centrale, un centrocampista per la panchina, e quattro attaccanti.


Autore : Paolo Cordaro

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