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Corriere di Gela | Si ricomincia con Franciel
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notizia del 06/04/2008 messa in rete alle 11:57:26

Si ricomincia con Franciel

Scendere in campo con grande impegno e dare il massimo. Ecco l’invito rivolto ai compagni dal capitano Enzo Berti (nella foto), amareggiato per il rendimento negativo avuto nelle ultime settimane. Da vero leader prova a suonare la carica in vista dell’ultima fase della stagione regolare, e già domenica, al Presti contro l’Andria, l’intero ambiente chiede i tre punti.
«Dobbiamo giocare alla morte le ultime cinque gare, affrontare l’avversario sempre concentrati e con gran determinazione. Siamo diventati protagonisti di barzellette per via dell’assenza di carattere. E’ giunta l’ora di recuperare la credibilità ultimamente perduta. Onoreremo la maglia fino al termine del campionato e lotteremo per i nostri tifosi ma soprattutto per il presidente, tra i migliori in circolazione. Non meritava questa serie di risultati negativi».
– La stagione è in dirittura d’arrivo. A quali obiettivi ambite?
«Per il momento non siamo ancora salvi, quindi già da domenica cercheremo di battere l’Andria per conquistare la permanenza nella categoria. Sebbene sia rimasto un filo di speranza per i play-off, ritengo altamente improbabile il conseguimento della quinta posizione. Tenteremo comunque di vincere tutte le gare, per onorare al meglio il finale di stagione, e giocheremo anche per noi stessi, perché in palio c’è pure la conferma per il prossimo anno calcistico».
– Per domenica prevedi una gara difficile dal punto di vista ambientale? Temete l’Andria?
«Sono convinto che i tifosi, seppur amareggiati, ci aiuteranno contro i pugliesi. L’Andria ha approfittato della sosta per andare in ritiro e si sta preparando con grande attenzione per la sfida al Presti. Per batterli dobbiamo scendere in campo con la giusta mentalità. Occorre invece umiltà». – Quali sono le cause della crisi patita negli ultimi due mesi?
«Abbiamo pagato tante situazioni negative. Infortuni, squalifiche, episodi sfortunati. Ma non vogliamo reperire alibi: la responsabilità è soprattutto nostra, perché al primo passo falso ci siamo disuniti, mostrando scarsa reazione caratteriale. In casa abbiamo sempre vinto grazie anche al supporto del pubblico, ma lontano dal Presti abbiamo peccato in personalità».
– In questa fase lo spogliatoio è rimasto sempre unito oppure s’è un po’ sfaldato?
«Ad essere sincero, lo spogliatoio è troppo unito. A volte qualche confronto acceso serve per risolvere i problemi, tenersi tutto dentro nuoce al gruppo. Ovviamente non bisogna sconfinare, mai pervenire a litigi esagerati, ma è opportuno dialogare maggiormente con reciproco rispetto».
– Credi che l’ambiente abbia esagerato con le critiche indirizzate ultimamente alla squadra?
«No, la stampa e i tifosi hanno il diritto di criticare e non credo che l’equilibrio nelle esternazioni sia andato perduto. Abbiamo giocato male, con poco ardore, e le accuse mi sono sembrate giuste. Nell’arco della stagione, tuttavia, raramente abbiamo mostrato poco carattere: risalire dall’ultimo posto ad un passo dai play-off è sinonimo di grinta e combattività. Nelle ultime settimane, lo riconosco, purtroppo questa determinazione è sparita».
– Tu sei un esperto in promozioni, specialmente dalla C2 alla C1. Cosa consiglieresti al presidente Tuccio per progettare il salto di categoria nella prossima stagione?
«Mi auguro che il presidente possa ponderare meglio alcune scelte di grande rilevanza. A mio avviso è importante dare continuità al progetto non smantellando la squadra e lo staff. Quest’anno abbiamo pagato un brutto inizio di stagione proprio a causa d’alcune decisioni un po’ azzardate. Io credo che in questo gruppo ci siano elementi di valore, ma per puntare alla C1 occorrono maggiori atleti di spessore, navigati, trascinatori in campo».
Enzo Berti cerca, con queste parole, di risvegliare dal torpore una squadra irriconoscibile. Il rapporto tra i giocatori e tutto il mondo che ruota attorno al Gela Calcio si è raffreddato in modo considerevole, e domenica, con il rientro di Franciel, un eventuale successo potrebbe parzialmente colmare la distanza tra le parti. Oltre al brasiliano, Sanderra recupera Ike (dopo la squalifica) e Mancini (dopo l’infortunio patito a Vibo). Con Franciel ed Omolade in attacco, e magari Fofana ed Ike a supporto, il Gela potrà finalmente godere di un attacco travolgente, non dimenticando il forte Ciòfani in panchina. L’Andria si trova in piena zona play-out, nel mese di marzo ha acquistato l’attaccante Ciullo (ex Triestina, Ascoli e Pisa), elemento di categoria superiore, sceso in C2 solo a causa di un numero impressionante d’infortuni patiti. E’ necessario ricordare, per dovere di cronaca, il litigio verificatosi tra le società, nella gara d’andata, a causa del pessimo arbitraggio del direttore di gara, Pagano di Torre Annunziata, reo di aver subito condizionamenti nell’intervallo da un dirigente dell’Andria. Il Gela perse due a uno. Acqua passata? Probabilmente sarà così, perché il dirigente in questione, l’ex guardalinee Vincenzo Mitro, coinvolto in Calciopoli, a fine gennaio è stato licenziato dalla società, forse su pressione della Lega.
La motivazione dell’allontanamento? Esonerato il tecnico Dellisanti, è stato cacciato anche Mitro. Un suggerimento ad hoc: nella passata stagione Dellisanti fu il tecnico del Potenza e comprese l’efficacia dell’aiuto e del supporto fornito da Mitro...


Autore : Paolo Cordaro

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