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Corriere di Gela | Tredici città contro il Muos
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notizia del 30/05/2009 messa in rete alle 11:51:40

Tredici città contro il Muos

“Marcia Niscemi-Ulmo”, questa è stata la denominazione scelta dagli organizzatori per descrivere un appuntamento, certamente diverso dalle solite passive adunate, convocato perseguendo l'obiettivo prioritario di dar maggiore risalto ad una protesta, oramai radicatasi da diversi mesi. L'opposizione al progetto della marina militare statunitense, il cosiddetto Muos (Mobile User Objective System), destinato al netto ampliamento della stazione di comunicazione ad alta frequenza presente fin dal 1991, ha assunto carattere di vero contrasto popolare. Il motivo essenziale appare evidente, anche se in pochi dimostrano una piena comprensione: l'intera popolazione del Comune di Niscemi, al pari di quella dei paesi limitrofi, teme l'aumento dei rischi all'incolumità pubblica, generati dall'esposizione alle onde elettromagnetiche, già prodotte dalle 41 antenne persistenti sul territorio, ma di certo più temibili qualora promanassero da una struttura, quale quella progettata dalle autorità militari Usa, di tipo Vhf-Uhf (Very High Frequency e Ultra High Frequency). Quasi in silenzio, nel corso di travagliati mesi, il programma impostato dal commando statunitense di stanza sul territorio regionale ha proseguito il suo ordinario iter, fino a quando la notizia non ha cominciato ad assurgere al pubblico interesse: l'unica concreta opportunità finalizzata ad ottenere attenzione era, per la gente comune, quella di organizzarsi. Il comitato popolare No Muos, da questa prospettiva, ha acquisito un importante ruolo strategico, ponendosi alla testa di un movimento, silenzioso, ma non privo di forza vitale, a tal punto da indurre le stesse istituzioni locali a scuotersi da un torpore di difficile comprensione.
Nel febbraio scorso Niscemi divenne per un giorno centro di incontro per tante soggettività disponibili ad avviare un cammino comune, definito da un'esclusiva peculiarità: impedire la realizzazione di un sistema contraddistinto da profonde incognite per la salute pubblica, compromessa da decenni di progressivi attacchi (si pensi alle emissioni del Petrolchimico gelese). L'esperienza si è ripetuta lo scorso sabato, questa volta, però, in conseguenza di un preventivo connubio tra istituzioni locali ed organizzazioni politico-sociali; la volontà comune è stata, infatti, quella di rafforzare la presa sull'opinione pubblica, cercando di sottolineare come le strade di Niscemi, insieme a quelle dell'intera provincia, siano da destinare a pacifiche marce, e non ad ospitare strumenti rivolti all'altrui annientamento.
I circa cinque chilometri che separano il centro cittadino dalla contrada Ulmo, hanno, improvvisamente, riacquisito la loro arcaica funzione: quella di rappresentare lo scenario prediletto dell'incontro tra l'uomo e la natura. Comitati popolari, centri sociali, organizzazioni politiche, insieme ai rappresentati istituzionali, hanno percorso un tragitto simbolico, ed al contempo assai evocativo.
Come opporsi ai piani di una vera e propria potenza imperiale, come negli ultimi decenni è stata definita quella americana?
Certamente non predisponendo rimedi atti a soverchiarla, bensì operando dal basso, ponendo in essere una fitta rete di collegamenti, diretti alla creazione di una coscienza comune: unico rimedio ad una chiara discrepanza delle forze in gioco.
Purtroppo anche all'interno delle squadre più deboli possono crearsi incomprensioni, palesi oppure nascoste, derivanti dall'intento di primeggiare ad ogni costo: caratteristica materializzatasi nel corso della marcia di sabato, quando, praticamente giunti alla conclusione del tortuoso cammino, il gruppo di testa, capeggiato dai rappresentati istituzionali (dal Sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, al deputato regionale, Miguel Donegani) ha optato per una meta diversa da quella dei cancelli di entrata dell'attuale sito militare Usa, da molti, viceversa, ritenuto traguardo naturale di una giornata rivolta alla critica avverso le scelte degli strateghi nordamericani. In ogni caso Niscemi ed i comuni limitrofi sono presenti ed hanno deciso di ergersi ad attori del meccanismo decisionale.


Autore : Rosario Cauchi

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