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Corriere di Gela | Un Gela da record
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notizia del 11/02/2008 messa in rete alle 11:51:29

Un Gela da record

Cinque vittorie negli ultimi sei turni di campionato, due sconfitte patite da metà novembre ad oggi, sei successi ed una sola rete subìta nelle otto gare casalinghe disputate sotto la gestione Sanderra. E ancora: Franciel a segno nove volte nelle ultime otto giornate in cui è sceso in campo, autore complessivamente di undici reti in sedici gare, insidiando, con la doppietta rifilata al Pescina, il primato dell’argentino Di Cosmo (dodici reti) nella classifica cannonieri. Non ci stancheremo mai d’elencare questi dati, prova lampante del magico momento attraversato dal Gela dell’ing. Angelo Tuccio. Statistiche che testimoniano la forza della macchina da guerra scesa in campo in queste settimane, ma il dato più importante, quello che fa sognare i tifosi, si racchiude nel raggiungimento dell’agognato quinto posto, un obiettivo coronato domenica agguantando il Lamezia di Fofò Ammirata, prossimo avversario al Presti del team biancazzurro.
Se la tifoseria gelese e la dirigenza han potuto festeggiare l’ingresso nella zona play-off, devono ciò a Stefano Sanderra, artefice del piccolo miracolo sin qui realizzato. Ha rimesso in piedi un gruppo apparso allo sbaraglio, ha conferito alla squadra serenità e consapevolezza dei propri mezzi, ha disposto in campo un undici equilibrato, determinato e raramente sfaldatosi negli ultimi mesi. E’ naturale, senza la classe di alcuni giocatori, con in testa Franciel, il Gela probabilmente non avrebbe raggiunto quartieri talmente nobili della classifica. Sanderra è la mente, Franciel il braccio, la squadra è il tramite, attuando alla perfezione gli schemi e mettendo il brasiliano nelle condizioni di concretizzare il gioco spettacolare manifestato di recente. Era dai tempi di Domenicali che non s’ammirava un complesso talmente solido in difesa e cinico in fase offensiva, in grado di surclassare gli avversari.
La sicurezza dei giocatori in campo deriva dall’attenzione nell’applicazione della fase difensiva: D’Aiello e Mancini attraversano un gran periodo di forma, e soprattutto il primo, un Mexes in erba, rimane sempre concentrato sfruttando al meglio il suo strapotere fisico, ben diretto e guidato dal più esperto compagno. Tamburro non sbaglia un colpo, mentre la rivelazione Ambrosecchia continua a stupire con l’impegno profuso in campo. A centrocampo l’innesto della diga Marinucci Palermo ha accentuato la forza interdittoria della squadra, ben affiancato da un Berti ringiovanito. Sulla fascia Perrotta (nella foto) rappresenta un’altra piacevole sorpresa, attualmente è in forma e gli riesce tutto facile, preferendo alle conclusioni sui pali della porta gli assist decisivi per l’ariete Franciel. L’unico in ombra è Ike, il quale probabilmente patisce un fastidioso calo di forma, ma contro la vicecapolista Pescina ha in ogni modo garantito un valido apporto alla squadra. In avanti, a parte Franciel, non si può non evidenziare il lavoro “sporco” di Omolade, sempre attivo in campo, abile nello sgusciare tra le maglie della difesa avversaria e nel procurarsi calci piazzati da posizioni favorevoli. In parole povere, la spalla ideale per Franciel.
Quelle rare volte in cui la difesa gelese si fa sorprendere, ci pensa Orlandi, con la sua reattività, a togliere le castagne dal fuoco, facendosi trovare sempre attento. Oramai, al pari del Gela di Domenicali, i tifosi hanno cominciato a memorizzare l’undici-base, raramente modificato da Sanderra. Quel gruppo che nel 2005 regalò la storica promozione in C1 annoverava tuttavia solo un paio di riserve regolarmente chiamate in causa nella ripresa, ossia Unniemi e uno tra Marzocchi, Lo Coco e Feliciello. Sanderra invece ha carte importanti in panchina, da giocare opportunamente nel caso in cui qualche titolare dovesse accusare un calo di forma: giocatori come Lo Piccolo, Parlagreco, Palma, Fofana, l’ultimo arrivato Ragosta, Ciofani e altri, ad esser sinceri, Domenicali se li sognava. Questo gruppo è indubbiamente ancor più forte, e qualora riesca a conquistare, al termine della stagione regolare, la partecipazione ai play-off, vanta tutti i requisiti necessari per l’approdo in C1.
Domenica si giocherà al Presti la terza gara casalinga consecutiva, e, dopo i successi con Monopoli e Pescina, sarebbe appropriato il detto “non c’è due senza tre”. Sul proprio campo il Gela ha già liquidato le nobili Benevento, Monopoli e Pescina, ed il Lamezia potrebbe essere la quarta vittima sacrificale. Perché ciò accada, occorre semplicemente non montarsi la testa e rimanere concentrati, e di certo non è necessario pensare alla salvezza come predica l’eccessivamente cauto Sanderra.
Nessuno pensa ai play-out o alla retrocessione in serie D: forse il tecnico rivolge lo sguardo ai risultati della Val di Sangro, ultima in classifica con quindici punti in meno rispetto al Gela, ma tutti noi, viceversa, ci concentriamo verso la zona play-off, perché consapevoli della forza pazzesca manifestata dalla squadra nelle ultime settimane. E sulla propria strada il pubblico del Presti trova, come possibile intralcio al suo sogno, il passato. Fofò Ammirata, e il suo bel Lamezia, credono d’aver trovato la formula per bloccare i padroni di casa, e gli addetti ai lavori già immaginano il possibile protrarsi di questa sfida, sino al termine della stagione, con il team calabrese. Ad inizio stagione puntavano ai play-off, sono quinti in classifica, e hanno operato ottimamente nel mercato di riparazione, acquistando Tassone (altro ex, insieme al tecnico e al ds Donnarumma), Esposito e Massimo Manca. Tre innesti importanti che hanno reso ancor più competitivo il Lamezia, sconfitto solo una volta, dal Benevento, nelle ultime dodici giornate di campionato. All’andata finì tre a zero per loro, e l’esito determinò l’esonero di Pino Irrera. Era un altro Gela, o meglio, un altro campionato: Ammirata, presente al Presti nell’incontro con il Pescina, si è reso conto della resurrezione di Lazzaro e domenica, nella città che lo ha adottato, dovrà neutralizzare le mosse del collega, artefice del miracolo sin qui compiuto.


Autore : Paolo Cordaro

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