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Corriere di Gela | Gela, bisogna far presto
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notizia del 21/06/2004 messa in rete alle 11:51:22

Gela, bisogna far presto

Dopo Lisciandra, anche l’imprenditore etneo Luigi Zappalà, salvo novità dell’ultima ora, ha virtualmente rinunziato all’acquisto del Gela. Ma con questo dietrofront non hanno nulla a che vedere i vari Fraglica o Crocetta, in quanto il fallimento della trattativa è dovuto ad un mu-tamento d’obiettivo da parte della cordata catanese, la quale ha deciso di puntare sull’acquisto dell’Acireale.
Luigi Zappalà, impegnato nel settore dell’abbigliamento e soltanto omonimo del famoso produttore di latticini, ha ammesso di aver subito un piccolo tradimento da parte degli altri imprenditori, poiché aveva messo in risalto i vantaggi derivanti dall’acquisto del Gela (spese minori e tifoseria più nutrita e calorosa a differenza di quella acese), ottenendo in un primo momento il consenso dei suoi colleghi.
Poi la scelta di trattare con Pulvirenti, neo-proprietario del Catania, l’acquisto della formazione acese, ma Zappalà, anche per rispettare l’impegno dato con il suo intermediario qui a Gela, lo storico tifoso Vincenzo Capici, ha lasciato uno spiraglio aperto cercando di reperire nuovi imprenditori che possano accompagnarlo nella gestione del Gela.
Il fallimento della trattativa comporta due valutazioni su tale evento, una positiva e uno negativa: iniziando da quella positiva, è chiaro che lo scetticismo iniziale su imprenditori che vengono da fuori trova rispondenza nel gesto compiuto da tale cordata.
Essendo commercianti provenienti da Catania o da zone limitrofe, dove peraltro si sviluppano i loro interessi economici, anche in caso di rilevamento del Gela avrebbero gestito la società giallo-rossa in attesa di cogliere, magari, l’occasione e acquistare un club della provincia catanese, con il rischio che il Gela perdesse il proprio titolo in favore di un'altra società. Come non ricordare il caso emblematico di Franco Proto: la Leonzio era in C1, ma cedette titolo e giocatori in favore dell’Atletico Catania, cosicché il campo di Lentini, anziché ospitare la Reggina o l’Empoli, dovette accontentarsi dello Scicli nel torneo d’Eccellenza.
Proto, dopo qualche anno, non si sforzò più di tanto per evitare il fallimento dello stesso Atletico Catania dopo la scalata verso la B di un Catania che gli tolse, com’era logico che fosse, tutti i tifosi lasciandogli le briciole. Anche Marcello Lo Bue, proprietario del Paternò, sta gettando la spugna dopo aver speso più di quanto potesse permettersi, non preoccupandosi più di tanto, nelle ultime stagioni, di garantire un futuro alla squadra rosso-blu.

Que-sti due casi, ma ce ne sarebbero degli altri, legittimano lo scetticismo su chi si avvicina al mondo del calcio con una mentalità prettamente im-prenditoriale e scevro da passioni sportive, pronto a consentire il fallimento di una società per via di una gestione disastrata dal punto di vista economico o perché allettato dalla possibilità di acquistare un altro club.
La cordata di Zappalà era un po’ troppo indecisa e forse non proprio solida e unita negli intenti, per cui il loro ingresso avrebbe reso il futuro del Gela sicuro nel breve ma non nel lungo termine. E qui subentra, però, l’aspetto negativo determinato dal fallimento della trattativa: probabilmente si trattava di una cordata non pienamente affidabile, ma è indiscutibile che costituiva comunque l’unica offerta giunta al sindaco Crocetta e all’assessore allo sport Donegani per cui a volte bisogna accontentarsi. Se gli imprenditori gelesi continueranno a fare scena muta, inevitabilmente la società dovrà passare nelle mani di commercianti forestieri, con tutti i rischi annessi.
Nel frattempo Fraglica ha pagato gli stipendi ai giocatori, ottenendo le relative liberatorie, ed entro il quindici giugno subentreranno nuovi adempimenti di natura economica dovendo presentare una cospicua documentazione alla Covisoc, in cui peraltro si attesta l’avvenuto pagamento dei debiti Enpals e Irpef.
Un gesto elegante da parte del proprietario dimissionario il quale conferma la passione e l’affetto nei confronti del Gela, preoccupandosi di facilitare il passaggio verso una nuova proprietà. Intanto la preoccupata tifoseria giallo-rossa deve inghiottire un boccone amaro assistendo alle splendide prestazioni, non sorprendenti, del Vittoria, trascinato dal fantasista Clemente, che qui a Gela non fu compreso, e da altri ex quali l’indimenticabile Marco Comandatore e Peppe Misiti.
La C1 è alle porte per la società bianco-rossa, la quale ha ricevuto nuova linfa economica dopo l’ingresso dell’imprenditore Tomasi in aggiunta a Dezio.
Ma anche per il bene dei cugini vittoriesi, ci auguriamo che nella prossima stagione si punti maggiormente sui giovani, altrimenti il calcio professionistico, nella città iblea, avrà vita breve.


Autore : Paolo Cordaro

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