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Corriere di Gela | Scaramucce in Consiglio, poi si vota
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notizia del 06/04/2008 messa in rete alle 11:31:01
Scaramucce in Consiglio, poi si vota

A volte le questioni di principio finiscono col danneggiare od offuscare il volto delle istituzioni. Da qualunque parte esse vengano sostenute. Stava succedendo che in Consiglio comunale si stesse per determinare una spaccatura tra consiglieri soltanto per una richiesta di rinvio della decisione sulla presa d’atto di una delibera riguardante l’assegnazione di area Peep a due ditte private che già nel 1999 avevano avuto assegnata l’area dal consiglio comunale. Si era venuta a determinare una situazione anomala nel senso che la ditta Associazione di Comprensorio “Imprenito”, pur essendo dotata di finanziamento nel corso dell’iter aveva visto rinviare l’istruttoria urbanistica della sua pratica. Correva adesso il rischio di commissariamento, e non per sua colpa. Continuare a tergiversare e richiedere chiarimenti su chiarimenti era stato interpretato come una sorta di ostruzionismo verso un privato che tra l’altro ha tutto il diritto alla stregua delle cooperative edilizie ad avere assegnata l’area su cui dovranno costruirsi 42 alloggi con capitale di rischio proprio. Il quibus stava tutto nel fatto che al momento in cui l’atto è giunto in aula consiliare, si voleva da parte di alcuni consiglieri (D’Arma, Ferrara, Biundo, Cafà) ed in prima persona da parte della Commissione urbanistica che ogni decisione venisse rinviata di qualche giorno considerato che giovedì 3 aprile gli auspicati chiarimenti voluti e richiesti, ci sarebbero stati nel corso dell’incontro tra amministrazione e tecnici del settore. Solo che una fronda del centro destra e parte dei consiglieri del centro sinistra, con in testa Giovanna Cassarà, voleva passare subito all’approvazione dell’atto. Chi aveva ragione?
Forse tutti e due fino a quando sia il dirigente del settore Urbanistica ing. Nanni Costa e l’assessore Elisa Nuara avevano fornito a tutti i consiglieri, compresi i componenti della Commissione urbanistica presenti, ogni chiarimento. Che senso aveva rinviare dal momento che il chiarimento c’era stato? “La scorsa seduta – afferma la Cassarà – ritenendo valida la motivazione del rinvio richiesto dalla Commissione urbanistica che, prima di esprimere un parere, chiedeva di sapere se assieme alle due ditte in questione vi fossero casi similari, personalmente e con me il collega Cafà, proponemmo il rinvio ad oggi. Poiché il chiarimento esaustivo c’è stato stasera da parte dell’assessore Nuara e da parte dell’ingegnere Costa, non ritengo più necessaria la trattazione dell’argomento ad altra data, ma procedere alla sua approvazione essendo un atto dovuto”. Di diversa opinione è Carmelo Ferrara. “Dovevamo incontrarci con l’amministrazione e i tecnici dell’Urbanistica – afferma il consigliere democristiano – incontro che non ci è stato e che è slittato a giovedì 3 aprile.
“Mi chiedo – ha aggiunto Ferrara – perché questa fretta di decidere subito quando si trattava solo di aspettare due giorni? E’ una forzatura che non mi convince. La cosa che più mi spiace è che di fronte a questa nostra richiesta si stava per passare come chi avesse interesse contrario all’approvazione di quell’atto. Cosa non vera. Infatti al momento in cui si è votato sull’approvazione dell’atto, dopo che la nostra proposta di rinvio era stata bocciata, abbiamo votato tutti all’unanimità”. E questo è vero, però qualche consigliere che era per il rinvio ha preferito uscire dall’aula. Mentre prima c’erano 22 presenti, alla decisione di votare subito l’atto hanno partecipato in 19. Intanto giovedì 3 aprile l’incontro ci sarebbe stato (al momento di andare in stampa non sappiamo quale sia stato l’esito dell’incontro) e Ferrara era sicuro che atti similari a quello delle due ditte assegnatarie ed altri elementi di valutazione complessiva dei problemi urbanistici ci sono Non ci ha detto però, se a livello di intuizione o perché ha verificato personalmente quelle carte.
Al di là di questo episodio che poi si è tradotto in un atto votato all’unanimità, per il resto è passato a maggioranza (18 voti a favore e 4 contrari) una variante urbanistica richiesta dall’Associazione Modernopoli riguardante un tracciato stradale di accesso da sud ovest all’area Peep n.1. Bastava spostare obliquamente il tracciato che andava a sovrapporsi alla recinzione dei fabbricati scolastici di Via Ossidiana impedendo l’accesso alle aree delle abitazioni in costruzione. Il Consiglio non è andato oltre. Al momento di passare alla adozione di altra variante proposta dalla ditta Giovanni Casano, alla chetichella la maggior parte dei consiglieri ha abbandonata l’aula facendo mancare il numero legale. E’ probabile che se ne parlerà dopo le elezioni con una nuova convocazione.


Autore : Nello Lombardo

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