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Corriere di Gela | Il Gela è quasi pronto per la C2
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notizia del 28/08/2006 messa in rete alle 11:31:01

Il Gela è quasi pronto per la C2

Il dolore per il fallimento del vecchio Gela non è bastato. Si è aggiunta pure la sofferenza per l’ammissione alla C2 del sodalizio diretto dall’imprenditore Angelo Tuccio. Ma il lieto fine c’è stato, con il comunicato della Figc, emesso solo la scorsa settimana, che ha accolto la richiesta d’adesione al Lodo Petrucci formulata dalla nuova proprietà.
Si riparte senza debiti e in una categoria inferiore, ma si riparte tra i professionisti, mentre le storiche nemiche Acireale e Vittoria ricominceranno dalle categorie dilettantistiche inferiori. E ciononostante i tifosi gelesi, imborghesitisi dall’unica stagione sin qui disputata in C1 nella storia del Gela, annunciano di voler disertare lo stadio in quanto delusi dal fallimento, annoiati all’idea di assistere a sfide contro Paganese o Cassino. Eh no, cari tifosi, siamo pur sempre nel calcio professionistico, C1 o C2 non fa poi così tanta differenza, ma adesso si è liberi dal fardello dei debiti ed è possibile guardare con ottimismo al futuro, potendo programmare il salto di categoria. Questo è l’obiettivo prefissato da Tuccio e gli altri dirigenti, una meta il cui conseguimento è prefissato nell’arco di tre anni, sperando però di festeggiare la promozione già al termine di questa prima stagione.
Tuccio, a capo dell’azienda Eurotec, sarà spalleggiato dal vicepresidente Giuseppe Manfrè, anch’egli azionista, e dall’imprenditore Gradito, mentre la gestione tecnica del club è stata affidata al direttore generale Giovanni Zappalà, figura che ha già avuto precedenti esperienze nel mondo del calcio. La squadra ha effettuato il ritiro a Zafferana Etnea sotto la guida del tecnico Orazio Sorbello (nella foto), 47 anni, in passato cecchino infallibile e terrore dell’area di rigore con le maglie di Avellino, Acireale, Palermo e Pescara. Da allenatore Sorbello ha iniziato a Malta con l’Hamrun Spartans, una stagione poco convincente ma vissuta in una precarietà organizzativa non indifferente, poi ha allenato le giovanili del Messina svezzando giovani talenti, e ha debuttato tra i professioni due anni fa alla guida del “suo” Acireale in C1. I granata, con un organico troppo giovane e povero tecnicamente, ebbero un rendimento altalenante sotto la sua guida, e all’inizio del girone di ritorno lasciò il posto ad Ugolotti, che salvò gli acesi.
Nella passata stagione Sorbello ha allenato a Sapri, in serie D, subentrando dopo poche giornate di campionato, promettendo il rilancio di una squadra che, secondo i piani della dirigenza, avrebbe dovuto lottare al vertice della classifica ma che al momento dell’assunzione di Sorbello si trovava nelle ultime posizioni. Il tecnico acese risollevò il Sapri, portandolo a metà classifica, a un passo dai play-off, lanciò alcuni giovani tenuti in panchina, ma a febbraio fu ingiustamente esonerato perché sostituiva con reiterazione una delle stelle presenti in organico, il talentuoso Armonia. Sorbello applica il 4-4-2, e perché il modulo possa rivelarsi efficace occorre la presenza di due esterni di centrocampo veloci, che saltano l’uomo con facilità, e su questo aspetto il nuovo allenatore in passato ha mostrato poca fermezza, costretto a subire le scelte di mercato effettuate dai dirigenti. Dal Sapri Sorbello ha portato con sé tre giovani giocatori: il difensore centrale, di nazionalità camerunense, Tankoua, 23 anni, cresciuto nel Crotone e reduce da tre stagioni più che positive in serie D con Potenza, Cosenza e Sapri, giocatore che ha nella lentezza il principale difetto ma in compenso vanta uno strapotere fisico notevole in fase d’interdizione; il centrocampista Giovanni Golia, classe ‘86, che fin qui, in carriera, ha giocato solo tra i dilettanti, segnalandosi per la sua discontinuità, che con il lavoro potrà scemare, ma anche per le sue qualità tecniche, segnando nella passata stagione uno splendido gol da centrocampo; l’esterno destro di centrocampo Francesco Corapi, nato nel 1985, cresciuto nelle giovanili del Catanzaro con cui ha debuttato in B due stagioni orsono (solo due le presenze), per poi disputare un ottima torneo con il Sapri, segnando quattro gol, sfruttando pienamente la velocità favorita dalla bassa statura (è alto 1,65). Trattasi quindi di tre giovani di qualità che il Gela potrà valorizzare, e dovrà essere questo l’obiettivo della dirigenza, per non sperperare il denaro investito. Acquistati pure altri elementi da rilanciare: il terzino ambidestro Alessandro Grando, nato nel 1983, cresciuto nelle giovanili della Juve, ma mai esploso con Sora, Lodigiani, Reggiana, Genoa e Viterbo. Fino ad ora ha giocato pochissimo in carriera, ma le qualità non gli mancano e dunque potrebbe rivelarsi un affare, come Danilo Bacchi. Quest’ultimo, coetaneo di Grando, è un esterno sinistro molto mobile, che dopo due stagioni positive con Tivoli e Rosetana in C2, è reduce da un campionato deludente nella stessa serie con la Viterbese e pertanto medita un pronto rilancio, cercando a Gela lo spazio che nel Lazio non ha trovato. Altro investimento effettuato della società è Antonio Spanu, portiere ventitreenne, cresciuto nel Parma, protagonista a Ravenna in D dove ha vinto il campionato, e titolare nelle ultime tre stagioni a Solbiate, sempre in serie D. Spanu è stato acquistato per fare la riserva, ma è un panchinaro “scomodo” perché le sue doti potrebbero mettere in difficoltà il portiere titolare. Il vero colpo per ora è rappresentato dal nigeriano Omolade, altro giocatore nato nel 1983, cresciuto nel Treviso con cui ha debuttato in B a diciotto anni, per poi passare alla formazione primavera del Torino. Con i granata ha debuttato in A (5 presenze complessive per lui), e da quel momento in poi ha avuto inizio la fase calante del giocatore, scivolato in C2 ma in compenso ha quasi sempre fornito un rendimento positivo, mostrandosi pungente tutte le volte in cui è stato presente in campo.
Anche Omolade potrebbe ottenere a Gela la consacrazione, ma è opportuno che acquisisca una maggiore freddezza sotto porta, risiedendo nella poca prolificità il tallone d’Achille del giovane africano. Sorbello potrebbe però lanciare qualche giovane talento locale, come l’estroso Mezzasalma o il forte difensore Italiano, due elementi già pronti per una ribalta come la C2. Tutto dipenderà dal coraggio del tecnico, ma su questo punto si nutre fiducia perché Sorbello è abituato a lavorare con i giovani. Confermati Sapienza, Berti, Comandatore e Levacovich, con quest’ultimo che si aggregherà al gruppo solo a fine settembre, avendo subito una brutta lesione ai legamenti per un banale incidente casalingo. Occorre adesso completare la rosa, ingaggiando sei-sette elementi di un certo rilievo qualora si voglia fermamente puntare al salto di categoria. In campionato, nel proprio girone, il Gela ha evitato la Cisco Roma di Paolo Di Canio, che non nasconde le proprie ambizioni di vertice, e pertanto, eccezion fatta per il Benevento, rinforzatosi con il duo d’attacco Polani-Taua, e per il Catanzaro di Lele Domenicali, anch’esso ammesso alla C2 in ritardo e per il momento in fase di costruzione (ma sarà assemblato un organico di tutto rispetto), un Gela forte ai nastri di partenza non dovrebbe incontrare altri rivali sulla propria strada, eccezion fatta per qualche possibile sorpresa.
Il team di Sorbello è stato ammesso anche alla Coppa Italia, un regalo di cui non se ne sentiva il bisogno, e il debutto avrebbe dovuto verificarsi domani sfidando in trasferta il Catanzaro, ma entrambi i club hanno chiesto e ottenuto il rinvio. Lunedì invece verranno stilati i calendari dei campionati di C, ed è ancora incerto se il Gela esordirà regolarmente il sette settembre o successivamente nel caso in cui la dirigenza riesca ad ottenere il rinvio dei primi due incontri di campionato.


Autore : Paolo Cordaro

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