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Corriere di Gela | Consiglio inopportuno
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notizia del 21/06/2004 messa in rete alle 11:27:24

Consiglio inopportuno

Non poteva che finire nel modo come è finito. Prima seduta consiliare martedì 8 giugno, poche battute qualche schermaglia e infine rinvio dei lavori perché i Ds fanno mancare il numero legale. Seconda seduta mercoledì giugno ed anche qui dieci sole presenze e quindi rinvio a dopo le elezioni. Si potrebbe dire, se si trattasse di una partita a carte, che gli sgambetti si sono pareggiati. In una precedente seduta furono i consiglieri del centrodestra a far mancare il numero legale quando i componenti del centro sinistra vistisi in maggioranza volevano eleggere il difensore civico. Ora i primi vengono ripagati con la stessa moneta.
Da che parte sta la ragione? Personalmente penso che sia stato più proficuo realizzare un protocollo d’onore statuendo maggioranza e minoranza una linea di condotta nella seduta consiliare che viene a cadere in un momento in cui tutti si lavora per la propaganda elettorale. E nonostante un tentativo di regolamentare il procedere dei lavori ci sia stato, si è usciti fuori dal seminato (a detta dei rappresentanti del centro sinistra) con le conseguenze che gli atti urgenti non sono stati esitati. Morale della favola? Il consiglio continua a boccheggiare.
Ci auguriamo che dopo le elezioni si ritorni con uno spirito rinnovato e più serio. Ma torniamo all’ultima seduta. Alle 20,20 quando il presidente di turno Catalano (assenti presidente e vice) chiama l’appello ci sono solo dieci consiglieri presenti: Ignazio Di Dio, Bonura, Arancio, Orlando, Italiano, Di Giacomo, Napolitano, Sammito, Ferracane, Catalano. Non rimane che sciogliere la seduta e rinviare a dopo le elezioni.
Anche la seduta del giorno precedente è senza storia, ma nel proporne una sintesi, riportiamo a margine alcune interviste che abbiamo realizzato per sentire dai diretti interessati i perché non si riesce ad andare avanti con le sedute consiliari. Non é che ci aspettassimo gran che. Ognuno giustifica il proprio operato con motivazioni che possono essere più o meno accettate. Del resto fanno parte del gioco democratico, ma si tratta di un modo di procedere e di una condotta che non ripaga e crea disamore per la politica da parte dei cittadini. Rinunciare a certi trucchi da parte dei nostri politici, non c’è proprio verso. Infine non aiuta neppure il sistema con cui la legge siciliana ha regimentato gli organi consiliari a partire dal sindaco, al presidente del Consiglio, ai poteri dell’assemblea e dei singoli consiglieri. E’ da tempo che si invoca una revisione della legge, però si va avanti e tutto va a catafascio. Ma torniamo alla seduta dell’8 giugno scorso.
Presiede il vice presidente Angela Galioto che dopo i preliminari di rito legge il primo punto all’ordine del giorno: salvaguardia degli equilibri di bilancio anno 2004 e misure di ripristino del pareggio finanziario. Evidentemente si tratta di un argomento superato dagli eventi in quanto Crocetta aveva assunto una determinazione in tal senso. Infatti il presidente Galioto si esprime suggerendo ad un rappresentante dell’amministrazione che l’atto andrebbe ritirato. Sono presenti l’assessore Cafà che non le competenze per poterlo fare e l’assessore Lana che interviene spiegando qual è la posizione dell’amministrazione. Ci sono alcuni minuti di sospensione della seduta per accertare come si debba procedere nei lavori.

Col ritorno in aula interviene l’assessore al bilancio Riccardo Lana il quale informa il Consiglio che sarebbe opportuno rinviare la trattazione del primo punto ad una prossima seduta. Interviene quindi il capo gruppo di Forza Italia Franco Giudice che afferma di non comprendere le motivazioni addotte dall’assessore Lana. “La delibera è da tre mesi inserita all’ordine del giorno – attacca il forzista Giudice – ed ora in 5-6 giorni si vorrebbe affermare che troverà una risoluzione? Ho molte perplessità su questo modo di operare. Non capisco cosa ci sia da approfondire. Lei da assessore al bilancio dovrebbe dirci stasera come potremmo andare avanti. In questi mesi avete operato in maniera libertina”. A questo punto interviene il capogruppo Ds Giuseppe Arancio per mozione d’ordine chiedendo la verifica legale. Il motivo è evidente in quanto il consigliere Giudice nel suo intervento ha fatto dichiarazioni politiche. Accordi precedenti avrebbero contemplato una seduta tecnica. “Stasera doveva essere una seduta tecnica – afferma Arancio – mentre si innesca una polemica politica. Per questo motivo chiediamo una verifica del numero legale. Se siamo d’accordo nel proseguire i lavori ma sul piano tecnico, allora possiamo andare avanti tranquillamente”. La conseguenza è che i Ds avrebbero fatto mancare il numero legale. E così è stato. A conclusione della seduta di martedì 8 giugno abbiamo ascoltato l’assessore Lana, il capogruppo di Forza Italia, il presidente dell’assemblea civica e il capogruppo Ds Arancio.

– Assessore Lana quale è stata la sua proposta riguardo al primo punto e che ha suscitato il disappunto del capogruppo di Forza Italia?
“Preliminarmente vorrei dire che forse qualcuno non conosce fino a fondo le regole della correttezza reciproca nel comportamento. Si era concordato da entrambe le parti che, essendo in periodo elettorale, questa seduta vertesse solo su aspetti di carattere tecnico. In realtà cosa è accaduto? Sulla scorta di un mio intervento di carattere tecnico qualcuno ha avuto la pretesa di potere affrontare argomenti di carattere politico. Non sto a discutere questo tipo di comportamento, ma è inevitabile la mancanza di numero legale. E quindi ancora una volta il consiglio comunale non ha potuto affrontare gli argomenti all’ordine del giorno”.
– Consigliere Arancio cosa è che non vi è piaciuto dell’intervento del capogruppo di Forza Italia e avete chiesto la verifica del numero legale per poi abbandonare l’aula?
“Dai tempi dei tempi, in prossimità di elezioni si sono rinviati i consigli comunali. Quindi in questo consiglio si dovevano trattare degli argomenti che avessero una scadenza ossia che non corressero il rischio che venisse nominato un commissario per l’approvazione di questi argomenti. Il consiglio comunale era tecnico ma si è innescata una polemica politica. Di conseguenza è più corretta la mia richiesta di controllare la presenza del numero legale, ossia uno strumento tecnico usato ad uso politico. Non mi pare corretto che si parlasse di politica oggi ed era giusto rinviare il consiglio comunale così come è avvenuto”.
– Consigliere Giudice, a detta dell’assessore Lana e del capogruppo Ds Arancio, lei ha innescato una polemica politica mentre si era concordato che la seduta odierna doveva essere squisitamente tecnica. Come stanno le cose?
“Che cosa sono le sedute tecniche? Stasera era un normale consiglio comunale in cui eravamo chiamati a deliberare oltre 70 punti all’o.d.g. che sono inseriti già da parecchio tempo. Non capisco perché si debba continuare così senza operare. Noi della maggioranza pensiamo che tutto sta diventando ridicolo. Dovrebbe essere la cosiddetta coalizione di centro sinistra a farsi carico di portare avanti gli atti, ma come abbiamo visto stasera per la coalizione erano presenti tre o quattro consiglieri e chiaramente salta il numero legale. Dall’altro è stato uno stesso esponente diessino a chiedere la verifica del numero legale. Quindi c’è stata proprio l’intenzione di non lavorare. Bisognerebbe fare chiarezza, se questo centro sinistra vuole amministrare o se vuole continuare a non amministrare, su chi sono i partiti e i consiglieri che sostengono il sindaco e la giunta. In quest’aula continuiamo a registrare un continuo scontro all’interno dell’area di centro sinistra che come effetto ha quello di lasciare questa città senza programmazione e senza tutti quegli atti che sono indispendabili per l’operare normale dell’amministrazione”.
– Ma l’assessore Lana aveva chiesto di rinviare la discussione del primo punto per la prossima settimana.
“Non capisco quali sono le motivazioni dell’assessore. Non ha portato alcuna motivazione che facesse capire cosa volesse dire. Tra l’altro devo dire che questa delibera è da tre mesi e mezzo che è all’ordine del giorno. Si volevano atri 5 giorni e in questi tre mesi e mezzo cosa hanno fatto ? La verità è che quella delibera è obsoleta che l’hanno approvata in giunta ma dopo 48 ore il loro stesso sindaco ed i funzionari hanno superato quello stesso deliberato. Infatti il sindaco con quella nota che fece dando un indirizzo ai dirigenti di sbloccare le carte e quindi quella delibera di fatto è stata superata”.
– L’assessore Lana proponeva di rinviare la discussione del primo punto alla prossima settimana, ma poi si è innescata una polemica politica ed è venuto a mancare il numero legale. Un suo commento presidente Galioto.
“C’è stata una sospensione motivata dal fatto che non si capiva bene se quest’atto dovesse essere ritirato, posticipato o altro. Era noto ad alcuni che quest’atto era praticamente superato. Durante la sospensione abbiamo voluto verificare le ragioni di questo superamento. A seguito della ripresa dei lavori c’è stata l’esposizione dell’assessore Lana che ha chiesto al consiglio comunale di posticipare la trattazione di quell’atto che era la salvaguardia degli equilibri di bilancio ad altra seduta perché frattanto avrebbe verificato se vi era la necessità da parte del consiglio di approvare quegli atti oppure quegli atti potevano essere superati. Su questa dichiarazione dell’assessore Lana è intervenuto il consigliere Giudice. Dopodichè è intervenuto il consigliere Arancio che ha ritenuto che questo tipo di dibattito non è consono al clima elettorale e ha chiesto la verifica del numero legale, mentre i consiglieri di maggioranza si allontanavano dall’aula facendo venire meno il numero legale. Chi avrà l’opportunità di seguire la seduta sulla tv potrà agevolmente verificare”.
– Che giudizio dà di quanto è accaduto?
“Sarà per il clima elettorale per un verso, sarà ormai l’abituale disaffezione dei consiglieri comunali al consiglio medesimo, che di fatto il consiglio comunale non riesce a definire alcune questioni. Peraltro questa sera, a proposito del consigliere Arancio di affrontare le questioni tecniche, non è stata neppure possibile, perché venendo fuori dall’aula i consiglieri di centro sinistra hanno impedito il raggiungimento del numero legale e pertanto non si è potuto discutere di nulla, neanche delle questioni urgenti di fronte alle quali c’è una diffida al Consiglio comunale da parte dell’assessorato agli Enti locali ed è la vera ragione per la quale questo consiglio è stato convocato. Al di là del clima elettorale mi pare che questo epilogo è ricorrente anche in un contesto diverso dalle elezioni”.


Autore : Nello Lombardo

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