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Corriere di Gela | Elezioni 2/Totò Crocetta il più votato, i comunisti primo partito
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notizia del 26/06/2004 messa in rete alle 11:02:15

Elezioni 2/Totò Crocetta il più votato, i comunisti primo partito

Ha raccolto nella circoscrizione insulare 8.264, più del suo segretario nazionale Diliberto (8.131). Un successo per il senatore Salvatore Crocetta (nella foto), che si è attestato al primo posto assoluto per preferenze, a Gela come nell’intera circoscrizione. E il suo partito (il Pdci) è risultato il primo a Gela, con 5.876 voti. La lista Uniti per l’Ulivo, che inglobava Ds, Margherita e Sdi, si è fermata a 6.321 voti.
Come si prevedeva, nessuno dei gelesi ce l’ha fatta. Ad Amato, dei Verdi (intera circoscrizione), sono andati appena 779; a Scrivano (Socialisti uniti per l’Europa) 1.325. Tutte le altre liste a Gela hanno segnato il passo e qualcuna ha pure arretrato.
Buona affermazione del candidato della Margherita so-stenuto dal presidente della Provincia Collura. Il rettore dell’Università di Catania, Ferdinando Latteri, solo a Gela è stato votato da 2.188, ma non ce l’ha fatta.
I risultati ovviamente sono stati commentati nella maniera più disparata: chi ha perso consensi ha visto il bicchiere mezzo pieno per sè, chi ha guadagnato voti ne ha visto uno mezzo vuoto per gli altri. E nel vortice dei commenti a caldo, ecco la polemica forte – scoppiata forse per un malinteso – tra il sindaco Crocetta che sosteneva il fratello e Collura. Ma nono solo questo ha provocato l’esito delle elezioni. Sono state annunciate infatti grandi manovre che andrebbero ad indebolire i Ds e con essi il loro leader Speziale. Promotore l’ex Udc Italiano, che sta prendendo in mano Rifondazione comunista con annunciate adesione di consiglieri della quercia. Sembrerebbe un’operazione da poco ma dietro potrebbero nascondersi forti strategie che, visto il crescente consenso a livello nazionale del partito di Bertinotti (che ha preso 5 seggi contri i due del Pdci), potrebbe in un futuro lontano vedere le due vecchie anime del Pci riunificarsi a Gela, rafforzando la leadership di Crocetta e Morinello. Il tutto a discapito dei Ds e di Speziale.

I commenti
On. Salvatore Morinello, deputato regionale Pdci
“Un dato positivo e apprezzabile perché Gela ha dato un grosso contributo per la sconfitta della destra. Il risultato di Gela è eccezionale non solo per il 60% dei voti attribuiti alla lista di centro sinistra. I comunisti italiani sono soddisfatti per essere il primo partito della città e grazie al lavoro del gruppo dirigente che in questi anni è presente tra i problemi della città ed alla guida dell’amministrazione comunale. Nessuna polemica con i Ds. Anzi siamo contenti che Claudio Fava sia stato eletto deputato europeo”.
Antonio la Folaga, segretario Ds
“Il risultato nazionale non ci soddisfa appieno, ma l’obiettivo che ci eravamo prefissi l’abbiamo comune raggiunto, che era quello di rappresentare un terzo dell’elettorato italiano e credo che con questa nuova formazione politica, ossia con questa lista riformista l’obiettivo è stato raggiunto quasi ampiamente. Il dato elettorale che emerge da questa competizione è che Forza Italia che dirige la cosa pubblica in Italia come partito di maggioranza, nell’arco di poco meno di 5 anni, ha conseguito una sconfitta in termini di consensi elettorali. Rispetto alle politiche del ‘91 hanno perso l’8%, rispetto invece alle ultime europee la sconfitta è meno forte. Se andassimo a votare in Sicilia non avremmo sicuro il 61 a 0 perché molte situazioni sono state ampiamente conquistate. Intanto nelle 61 province dove si votava il centro sinistra conquista già al primo turno 35 province, mentre il centro destra ne conquista appena 2. Per il resto quando ci sarà il ballottaggio credo che ci sarà una grossa conquista”.
Carmelo Ferrara, esponente della Margherita
“Un risultato positivo per tutto il centro sinistra. I componenti dell’Ulivo hanno avuto un risultato positivo considerato che l’unione dei partiti non va fatta come somma algebrica. I comunisti italiani hanno avuto un grosso successo grazie al candidato locale, successo che si ripercuote sul centro sinistra”.
- Qualche nota stonata è venuta fuori in questi giorni. Una polemica tra voi, Ds e Sindaco. La cosa può pregiudicare i futuri rapporti?
“Dalle argomentazioni che il sindaco sta facendo nel comizio, parla alla grande del centro sinistra. Parla sempre del centro sinistra e questo penso che sia confortante per la coalizione”.
Luciano Vullo, assessore all’Istruzione, esponente di Libera Città Civile.
“Credo che il risultato elettorale abbia parlato molto chiaro a livello italiano con una precisa condanna del berlusconismo. Il presidente del consiglio dei ministri aveva improntato la campagna elettorale quasi in termini referendari e mi pare che cosa sia chiara: FI ha perduto tantissimi voti. Ciò che viene fuori è che la destra ha corso il rischio di perdere molti voti liberandosi del fardello del fascismo. Mentre la destra moderata è stata premiata. In sostanza questo voto manifesta che gli italiani vogliono una logico dello Stato e non quella del mercato. Berlusconi si era presentato agli italiani vendendo lo Stato facendolo a pezzi e vendendolo come una merce qualsiasi, come la salute, l’istruzione e l’informazione. L’Italia ha detto no a Berlusconi. Il fatto che il centro sinistra abbia avuto anche una ripresa significa che una maggiore possibilità di dialogo con le forze moderate. Per quanto riguarda la situazione di Gela il centro sinistra ha avuto un grosso successo determinato dal fatto che l’amministrazione Crocetta ha dato fiducia ai cittadini per la buona amministrazione che Crocetta ha infuso. Che ci debba essere una modifica all’interno della coalizione questo spetta dirlo ai partiti non a me. Io credo che la gente abbia premiato tutte quelle forze che sono all’interno dell’amministrazione comunale e che dovevano andare avanti guidate da una persona che sicuramente sta dimostrando di essere all’avanguardia nella impostazione del nuovo discorso politico che va in direzione del rafforzamento della democrazia e della legalità”.

Angela Galioto, esponente di Alleanza Nazionale
“Mi pare che sul piano generale non sia cambiato nulla. I due schieramenti restano coi numeri che avevano. Non c’è stata quella punizione del centrodestra che il centrosinistra si aspettava. Probabilmente gli elettori hanno voluto risercarsi il diritto di scegliere chi dovrà governare. Il voto premia e al contrario dà una ammonizione a quei partiti che hanno mostrato più attenzione verso alcuni temi emergenti rispetto a chi invece certe attenzioni non le ha manifestate. A Gela credo che abbia perduto il centrosinistra nonostante i toni trionfalistici per due diverse considerazioni. La prima è che la lista Uniti per l’Ulivo riproduce qui un consenso più modesto rispetto a quello che riporta sul piano percentuale a livello regionale. Nonostante in lista fossero impegnati deputati regionali, se-natori, ex ministri della Repubblica, presidenti della provincia, la lista si rimpicciolisce rispetto ai risultati regionali. L’altra lista Crocetta, nonostante i toni trionfalistici del partito dei comunisti italiani, bisogna ricordare che i 5200 voti per un ex senatore della Repubblica non sono tanti e non lo sono se si considera che questi numeri fanno riferimento ad un candidato che era sostenuto oltre che dal proprio partito anche da liste civiche ed assessori. I 5.800 voti espressi dal Pdci a Gela non sono un trionfo”.
Massimo Catalano, esponente di Forza Italia
“Sul piano nazionale, il centro destra ha tenuto. Forza Italia in effetti ha avuto un calo del 5 % che per fortuna si è riversato all’interno delle liste degli alleati, ossia nell’Udc e in Alleanza nazionale in particolare. E’ chiaro che rispetto a tutti i governi europei in carica l’Italia ha perso meno degli altri. Ed è anche normale che il premier Berlusconi ha fatto indirettamente da scudo agli alleati. Il governo comunque ha tenuto. Per quanto riguarda il dato locale, Forza Italia ha seguito il trend nazionale piazzandosi sul 21,4% che poi rispecchia la percentuale nel resto d’Italia. Rispetto a competizioni recenti, vedi le provinciali, abbiamo recuperato parecchi punti percentuali e questo ci lascia ben sperare per il futuro. Il dato invece che è fortemente preoccupante è l’alto grado di litigiosità che caratterizza il centro sinistra. Abbiamo assistito ad una competizione che ha visto l’un contro l’altro armati. Il centro del centro destra e la sinistra del centro sinistra. Da una parte Uniti per l’Ulivo (Ds, Margherita e Sdi) e dall’altra parte i comunisti italiani che hanno fagocitato in sé tutte le varie liste che avevano appoggiato la sindacatura di Rosario Crocetta alle amministrative. Abbiamo assistito ad una sorta di monocolore che sta creando il sindaco che ha appoggiato la candidatura del senatore Crocetta. Le polemiche di questi giorni sono figlie di questa campagna elettorale perché gli alleati non possono gradire gli atteggiamenti del sindaco il quale facendosi forte del ruolo avuto grazie ai voti di Margherita e dei Ds, invece ha assunto un atteggiamento imparziale facendo spudoratamente campagna elettorale per suo fratello e quindi portando acqua al mulino del proprio partito. La diatriba, poi, tra Crocetta e Collura nasce già nella seconda legislatura Gallo ed ora si ripete. Fra due amministrazioni che dovrebbero parlare la stessa lingua e che dovrebbero programmare insieme il futuro del territorio, invece li vediamo che sono assolutamente in contraddizione. Ognuno cura l’interesse personale piuttosto che il bene generale”.

Giuseppe Robilatte, esponente dell’ Udc
“Il dato gelese è un poco drogato dal fatto che era candidato una persona come Salvatore Crocetta. Per cui ha fagocitato tanti voti che non sono di provenienza del Pdci. C’è anche da dire che i voti andati a Rifondazione comunista hanno sorpreso un po’ tutti, vuoi perché alcuni votavano Crocetta mettendo il voto su Rifondazione comunista, vuoi perché c’è stato un trend nazionale che andava in questa direzione. Io sono soddisfatto per quanto riguarda il partito dell’Udc, in quanto i tre mesi che hanno preceduto le elezioni europee con tutto quello che è successo con le battaglie che hanno fatto contro l’Udc, sono stati terribili e devastanti, ma ci siamo difesi abbastanza bene. E dire che a livello provinciale non abbiamo una deputazione né nazionale né regionale. L’Udc purtroppo in provincia di Caltanissetta si sta formando solo ora. Pur non dimeno siamo il terzo partito in assoluto in provincia di Caltanissetta, anche se le cose sono andate diversamente come prevedevamo. Se leggiamo bene il dato non si può dire che siamo andati male. La Casa delle libertà in sostanza ha tenuto. Anche se c’è stato il calo di Forza Italia, c’è stata l’avanzata di Alleanza nazionale. Ognuno ha la sua propria autonomia. Mi auguro che ci sia più compattezza all’interno della coalizione di centro destra e sono sicuro che faremo una opposizione compatta nei riguardi di questa giunta di centro sinistra, sapendo che per le cose utili per la città siamo disponibili a collaborare.”
Alessandro Catania, presidente Azione Giovani (An)
A seguito della recente consultazione elettorale per il rinnovo del parlamento europeo, analizzando i dati elettorali emersi, relativi ad Alleanza Nazionale a Gela, credo che una seria riflessione sia più che doverosa. In una tornata elettorale che ha fatto registrare un trend positivo per il nostro partito, sia su scala nazionale, ma soprattutto a livello regionale, nel quale An si attesta ad un ottimo 14,5%, evidenziando una reale voglia di destra nella gente della nostra isola, il dato gelese risulta in totale controtendenza. Un misero 6%, che corrisponde a poco più di 1.500 voti in una città che conta su un elettorato composto da più di 60.000 individui. Dunque, appare evidente, che Alleanza Nazionale a Gela sia quasi del tutto inesistente, occorre quindi che al più presto qualcosa cambi sia all’interno che all’esterno. Alleanza Nazionale deve tornare presente sul territorio cittadino, mettendo in luce la sua anima sociale, di partito sensibile ai problemi della gente, e non rimanere intrappolato dentro se stesso. La presente non vuole essere una condanna verso chi ha guidato il partito negli ultimi anni, ma soltanto una denuncia, un campanello d’allarme per una situazione che di giorno in giorno si fa sempre più triste.


Autore : Nello Lombardo

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