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Corriere di Gela | Emi, un’altra vertenza risolta
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notizia del 14/09/2003 messa in rete alle 10:59:33

Emi, un’altra vertenza risolta

Una settimana difficile quella ci lasciamo alle spalle. Una settimana dove sono stati messi a dura prova i nervi di un centinaio di lavoratori dell’indotto, 40 dei quali con il preavviso di licenziamento ed una settantina in procinto di riceverne altrettante. Per fortuna si apre uno spiraglio sulla crisi dell’indotto, dopo la lunga giornata di discussione di mercoledì scorso presso il tavolo del Prefetto Vincenzo Santoro a Caltanissetta dove si sono incontrati l’amministratore delegato della Raffineria Andrea Frediani, i vertici del sindacato con in testa il segretario della Camera del lavoro Emanuele Scicolone, l’Assindustria, la Seci, la Comi ed altre ditte dell’indotto, l’on. Salvatore Morinello nella qualità di amministratore comunale, una ristretta delegazione di lavoratori.
Dopo l’arrivo della notizia da parte del Ministero del Lavoro che la prossima settimana le parti saranno convocate a Roma per dare una soluzione agli esuberi dell’indotto, l’Emi ha fatto sapere di avere sospeso i 40 licenziamenti e la Seci i 17. Un atto di buona volontà in attesa della conclusione della trattativa romana. La schiarita è avvenuta intorno alle 23 di mercoledì scorso e pertanto i blocchi stradali sono stati subito tolti dai lavoratori che, sfiniti da una veglia massacrante durata vari giorni e da momenti di tensione con le forze di polizia, se ne sono tornati alle proprie case con la speranza ultima a morire. Nella stessa serata il sindacato ha pensato bene di riunire un’assemblea per informare dell’esito della riunione i prefettura e delle notizie provenienti dal Ministero. La vicenda del blocco stradale ha avuto momenti di tensione quando i dipendenti dell’Emi si sono lamentati della scarsa solidarietà ricevuta dai colleghi della Raffineria in favore dei quali scesero in sciopero al loro fianco per la vicenda legata al Pet Coke. Il blocco ha fatto registrare qualche episodio di intolleranza quando alcuni lavoratori del cambio turno sono entrati nello stabilimento scortati dalla polizia imboccando ingressi secondari.
Emanuele Scicolone, segretario della Camera del lavoro, che ha seguito in Prefettura tutta la vicenda, ci ha fatto il punto della situazione.
“Dopo la nostra richiesta, il Prefetto Santoro ci ha convocati immediatamente convocando tutte le controparti e iniziando una trattativa attorno alle rivendicazioni che il sindacato ha posto. Avevamo chiesto che venissero revocati i licenziamenti preannunciati dalla ditta Emi e dalla Seci che a nostro avviso erano in qualche modo strumentali, non rispettosi delle forme contrattuali. Per noi era chiaro il tentativo di creare un allarmismo oltre il problema in sé perseguendo chissà quali obiettivi. Il risultato è stato che le ditte han-no sospeso i licenziamenti in attesa dell’incontro romano che ci è stato assicurato avverrà entro la prossima settimana. Tornando al discorso dell’incontro, abbiamo ottenuto che i 47 lavoratori della Seci, un’azienda non qualificata dal Gruppo Eni, a partire dal 1° ottobre verranno assorbiti dalla ditta vincitrice dell’appalto. Sono stati sospesi anche i licenziamenti della Seci ed abbiamo avuto assicurazione che tutti gli esuberi dell’indotto al tavolo romano dovranno trovare una soluzione, nel senso che i lavoratori licenziati dovranno essere riassunti e distribuiti tra tutte le aziende che hanno vinto l’appalto. Per i 70 lavoratori delle cooperative che si occupano della logistica nello stabilimento si apre qualche spiraglio, continueranno a lavorare in quanto è stata sospesa per un paio di mesi l’esecutività della gara che era stata fissata per il 1° ottobre. In tal modo noi chiederemo al Ministero di ripescare il decreto n.111 per utilizzare somme specifiche per questi lavoratori. Noi pensiamo che circa il 40% di questi lavoratori possa andare in pensione, la parte rimanente sarà assorbita da una ditta che ha vinto l’appalto. Siamo soddisfatti per avere riportato risultati a casa anche se la vertenza non è ancora conclusa. Devo sottolineare che abbiamo visto un’attenzione diversa verso i problemi dell’indotto da parte della Raffineria che ha programmato altri investimenti in aggiunta a quelli badgettati. La partita vera si giocherà al tavolo del Ministero delle attività produttive”.

Il commento di Morinello e Speziale e le iniziative della Provincia

All’onorevole Morinello che ha presenziato all’incontro in Prefettura, abbiamo chiesto quali potranno essere i risvolti della questione e se ha un’idea sulle possibili soluzioni a breve termine e di prospettiva.
“Io penso che sarebbe necessario che il governo premesse sull’Eni perché si investa di più nel sito industriale di Gela dando maggiori commesse alle aziende che operano all’interno del Petrolchimico, altrimenti assisteremo ancora una volta ad un drastico ridimensionamento della presenza dell’industria nel nostro territorio. La situazione attuale è di attesa, ma non potevo esimermi dal far sentire la mia voce all’Ars con una interpellanza con la quale ho chiesto al governo regionale di farsi parte attiva nella vicenda attuale chiedendo conto al governo nazionale perché intervenga attivamente e perché spinga l’Eni a rivedere la sua politica industriale nei siti del Mezzogiorno e di Gela in particolare”.

Anche il presidente del gruppo parlamentare dei Ds all’Ars Lillo Speziale ha fatto un suo intervento perchè venga trovata una soluzione alla vertenza dell’indotto.
“Dopo la vicenda drammatica del maggio scorso – ha dichiarato Speziale – ho scritto una lettera al presidente della Regione con la quale chiedevo di assumere in prima persona la gestione della vertenza alla luce del fatto il governo nazionale e per esso il Ministro nordista Maroni, è stato completamente assente trascurando al vertenza. Tutti i parlamentari nazionali della Sicilia non hanno espresso nessuna posizione. La vertenza dovrebbe muoversi su due direttive fondamentali. La prima nell’allargare la fascia degli ammortizzatori per dare tutela ai lavoratori. La seconda la leva dello sviluppo per garantire che ci sia una continuità di lavoro a migliaia di lavoratori e dare serenità alle rispettive famiglie. Il problema è di allargare i limiti del decreto Morese fatto durante il governo di centro sinistra, cercando di rendere compatibile la situazione di Gela e governare questa crisi. Quello che devo rilevare è il disinteresse del governo nazionale. Addirittura ci siamo trovati di fronte al fatto che nel maggio scorso nel corso della trattativa nazionale non si presentò neppure un sottosegretario. Questa è una riprova della disattenzione del governo nazionale nei confronti della Sicilia. Se questi fatti fossero successi dove impera Bossi che detta le direttive a questo governo, il ministro Maroni si sarebbe precipitato qui. Visto che c’è un quadro nebuloso sia a livello nazionale che regionale, i lavoratori non devono far altro che proseguire la lotta con l’invito ad essere coesi e non far passare logiche divisorie e raccordasi con i sindacati. Infine sappiano di potere contare su un’amministrazione comunale che tenterà di affrontare il problema cercando di risolverlo nella forma più giusta”.
Per l’occasione abbiamo tentato di metterci in contatto col sindaco di Gela Rosario Crocetta che è sceso a far visita ai lavoratori in lotta, ma non siamo riusciti a rintracciarlo perché era partito alla volta di Roma per incontrarsi con i vertici del suo partito e verificare le possibilità dell’incontro con il Ministero per le attività produttive.

Il Presidente della Provincia Collura: “Il sottoscritto e la Giunta provinciale, nella consapevolezza che le politiche messe in atto da alcuni anni hanno comportato una inversione del trend occupazionale, soprattutto nel polo industriale di Gela, registrando il più alto incremento del tasso di disoccupazione in tutta Italia, rimangono convinti che occorre impegnarsi a fondo nella individuazione di iniziative tendenti a produrre lavoro.
Nello specifico, le problematiche occupazionali legate all’indotto del petrolchimico gelese pretendono risposte im-mediate che diano serenità alle aziende e soprattutto ai lavoratori interessati.
Pertanto, al di là di soluzioni provvisorie, ritengono che siano indispensabili ed urgenti:
– un incontro con l’Eni per l’individuazione di tutte quelle iniziative rivolte all’incremento di nuove attività industriali miranti al mantenimento e allo sviluppo del Petrolchimico.
– un incontro con il Governo nazionale e la task force per l’occupazione ed i ministeri interessati, per individuare strumenti legislativi efficaci e di immediata applicazione per la gestione degli esuberi strutturali nell’indotto, denunciati nei vari tavoli istituzionali.
Lo scrivente esprime fin da ora la volontà di seguire personalmente ogni fase evolutiva delle suddette iniziative, ritenendo comunque assolutamente prioritaria la necessità della difesa dei lavoratori.
Nelle more che si sviluppino le iniziative di cui sopra, la Provincia regionale di Caltanissetta invita l’Eni e le società dell’indotto a non mettere in atto comportamenti tendenti ad alimentare situazioni che potrebbero generare conflitti sociali.
(Filippo ColluraPresidente Provincia regionale di Caltanissetta)

L’assessore al Territorio e Ambiente dott. Luigi Verdura, si é recato in visita, con i suoi collaboratori, presso gli stabilimenti del Petrolchimico di Gela per avviare e approfondire un iter conoscitivo di uno tra i più significativi insediamenti industriali del nostro territorio che ha profondamente inciso sul tessuto sociale ed occupazionale ma anche sul nostro ambiente, e per porre le basi di un rapporto relazionale con i vertici gestionali che abbia come filo conduttore l’attivazione di interventi attenti ad uno sviluppo sostenibile, in grado di conciliare la tutela dei posti di lavoro con le legittime ed irrinunciabili aspirazioni alla difesa dell’ambiente.
L’assessore Luigi Verdura, ha infatti, è convinto che, sebbene la politica di sviluppo nella nostra isola avrebbe dovuto prendere ben altre strade rispetto ad una scelta di industrializzazione così pesante, di fronte questa realtà ormai consolidata da decenni, lo sviluppo economico ed occupazionale non possa fare a meno di andare di pari passo ed in perfetto equilibrio con la salvaguardia dell’ambiente, poiché privilegiando l’uno o l’altro aspetto si potrebbero innescare forti tensioni sociali da una parte o danni ambientali irreversibili dall’altra.


Autore : Nello Lombardo

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