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Corriere di Gela | Opere incompiute. Quali e perché
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notizia del 08/02/2004 messa in rete alle 10:56:21
Opere incompiute. Quali e perché

Era da tempo che volevamo intraprendere un viaggio attorno al pianeta “opere incompiute” nella nostra città. Non si trattava di passare in rassegna la miriade di interventi che si sono succeduti in questo decennio, ma volevamo limitarci soltanto ad alcuni che hanno fatto notizia. Si tratta dei progetti che si riferiscono alla caserma dei vigili del fuoco, ormai di là da venire, al carcere mandamentale ed alla caserma dei carabinieri (foto). Nonostante la stagione degli appalti sia iniziata e grandi opere stanno per essere realizzate nella nostra città, l’aspetto più drammatico in questo settore è rappresentato proprio da questa grave lacuna rappresentata dalle incompiute. Ma il fatto più grave è che le strutture di cui parlavamo, non sono state portate a compimento per una serie di motivazioni legate in parte ad una burocrazia pasticciona, o per fatti legati alla cattiva organizzazione dell’impresa appaltatrice o a contingenze particolari. Non vogliamo far la storia dei perché questi appalti non sono giunti a compimento.
Per quanto concerne il carcere mandamentale siamo riusciti a trovare la persona adatta che ci parlasse di questo grosso appalto, ossia il capo settore Ing. Nanni Costa facente capo all’assessorato ai lavori pubblici, abbiamo riscontrato una qualche difficoltà a trovare i nostri interlocutori sulla questione caserma vigili del fuoco (foto a destra) e caserma carabinieri. Ma partiamo da quest’ultima. Purtroppo a seguirne l’iter è direttamente il Ministero, di qui la difficoltà a sapere quando l’opera sarà ripresa e portata a compimento. Abbiamo trovato molta disponibilità a ottenere notizie da parte della Compagnia dei carabinieri di Gela. In attesa di maggiori ragguagli da parte dell’Arma che sta cercando elementi utili per fare il punto della situazione, c’è la buona notizia che tra circa sei mesi dovrebbero ripartire i lavori.
Per la caserma VV.FF. siamo punto e daccapo. Dopo il blocco dei lavori a ridosso delle mura timoleontee, il progetto di caserma dovrà ripartire da zero. Si dovrà ricominciare con la procedura di assegnazione dell’area dopo l’ultimo atto consiliare che ne aveva individuata l’area a circa 8 chilometri da Gela sulla strada a scorrimento veloce Gela- Catania. Abbiamo parlato a tal proposito con il capo distaccamento dei vigili del fuoco Matteo Di Gangi (foto) che ci è sembrato molto scettico sulla possibilità che questa caserma venga realizzata in tempi celeri. Basti pensare alla precedente procedura che iniziò poco più di undici anni fa con alti e bassi, tra una crisi politica e l’altra, tra lacerazioni, polemiche e denunce. Ora che bene o male i vigili del fuoco hanno avuto una loro collocazione, abbiamo qualche dubbio che qualcuno possa interessarsi più di tanto per sollecitare l’iter sino alla designazione dell’appalto dell’opera. Tra l’altro nulla di nuovo all’orizzonte.
“Non c’è niente per ora – ci ha dichiarato lapidario il capo distaccamento di Gela – per ora il problema è a livello comunale. Nel seno che si dovrà assegnare l’area e ci sono tanti punti interrogativi. Non si sa come sviluppare questo discorso. Noi come vigili del fuoco intanto ci siamo rimboccati le maniche e stiamo cercando di adattare questa struttura scolastica alle esigenze del nostro servizio. Per quanto riguarda il nuovo progetto, credo che sia diventato un’utopia. Si discute, se ne parla, ma nei fatti non c’è proprio nulla”. Gli chiediamo se l’attuale sito risulta più funzionale rispetto a quello situato sul corso e naturalmente ci risponde che logisticamente per mezzi e spazi si sentono a loro agio avendo migliorato di molto.
– Ingegnere Costa ci parla di questo carcere mandamentale che ancora non riesce a completarsi?
“Si tratta di un vecchio progetto realizzato da un architetto di Caltanissetta deceduto. Le posso dire che proprio stamattina abbiamo la prova di carico sui pali e che sono in via di completamento i lavori. Appunto perché era un vecchio progetto approvato dal Ministero dei lavori pubblici, mancavano i calcoli esecutivi, abbiamo dovuto sospendere per avere il nuovo nulla osta da parte del Genio civile. Una volta ottenutolo abbiamo iniziato i lavori”.
– Previsione di completamento?
“Non ho gli atti dinanzi, ma le posso assicurare che rimane meno di un anno di lavoro ancora e la struttura potrà essere consegnata completa al Ministero. Sarà necessario effettuare delle perizie perché nel periodo che va dalla realizzazione del primo lotto al completamento sono trascorsi tanti di quegli anni che atti vandalici hanno distrutto parte degli impianti già realizzati”.
– Quali furono i motivi che indussero l’ente appaltante a interrompere i lavori di costruzione?
“Fu dovuta al sistema con cui si procedeva nei lavori. All’epoca si lavorava con progetti di massima e non con progetti esecutivi e poi ci fu anche mancanza di fondi”.
– Le procedure di allora erano diverse dalle attuali riguardo alla realizzazione dei lavori?
“No. Quello è un finanziamento del Ministero di Grazia e giustizia con la Cassa depositi e prestiti. Oggi c’è una nuova legge sui lavori pubblici. e siamo garantiti anche se si parla di progetto stilato oltre sette anni fa”.
– Un ultima cosa su questa struttura. Questo tipo di costruzione si collima con le esigenze e caratteristiche di una casa circondariale moderna, visto che sono passati molti anni dalla progettazione ad oggi?
“Non credo che ci siano scompensi con l’attuale edilizia carceraria. Quelle sono norme che vanno più in direzione di corti d’appello, tribunale e non per edilizia carceraria”.
– Posso chiederle notizie sul progetto della caserma dei vigili del fuoco? Vuol farmi il punto della situazione?
“Quel progetto fu elaborato con incarico dell’Amministrazione dall’ingegnere Pilato comandante dei Vigili del fuoco di Caltanissetta. Le note vicende lei le conosce. L’area su cui stava per sorgere venne vincolata con una inedificabilità assoluta per cui lì la caserma non poteva più essere costruita. La nuova area sorge a ridosso della strada a scorrimento veloce Gela–Catania, ma la competenza per questo progetto è dell’Ufficio Urbanistica”
– Ingegnere Costa posso farle alcune domande di carattere generale?
“Prego mi dica”
– Da quando si è insediato il nuovo sindaco sono cambiate nella forma e nella sostanza le procedure e il modo di procedere nell’assegnazione degli appalti, nell’indire le gare ecc.?
“La legge degli appalti è unica e non muta coll’avvicendarsi delle amministrazioni. In base all’accordo sulla legalità stilato presso la prefettura di Caltanissetta, noi richiediamo a garanzia ulteriori documentazioni. Ciò può portare dei ritardi a stipulare i contratti, ma non più di tanto. Poi ci sono dei tempi tecnici che richiedono il suo corso. Per cui se le prefetture non rispondono entro 45 giorni dalla richiesta inoltrata, scatta il regime del silenzio assenso e quindi si va avanti. Di fatto non cambia la legge né sull’aggiudicazione né sui lavori pubblici”.
– Lei ritiene che la presenza delle forze dell’ordine serve come deterrente ossia ad allontanare eventuali turbative d’asta?
“Certamente garantisce tutti. Sia imprese partecipanti che funzionari che espletano le gare”.
– Ci sono stati mai condizionamenti nei riguardi della sua persona?
“No”.
– Può farmi una rassegna delle opere pubbliche che andranno in gara quest’anno?

“Nell’ambito del 2004 a giorni faremo il collaudo degli impianti tecnologici del Teatro Eschilo per poi riprendere la parte interna affidata ad altre imprese. E’ probabile che entro quest’anno si completerà l’iter strutturale. Poi ci saranno altre piccole forniture. A breve ci sarà la consegna del Palacossiga dopo il fermo dovuto ad un ricorso. Abbiamo già aggiudicato il parcheggio Arena, un’opera che inizierà a breve. Il 20 abbiamo aggiudicato i lavori di illuminazione Gela Manfria, quelli di rifacimento della Via XXIV Maggio. Il 21 scorso abbiamo completato la gara per la Via Portuense. Il 27 ci sarà la gara per 800 loculi. Il 3 febbraio ci sarà una gara di adeguamento di impianti elettrici presso gli uffici giudiziari. Il 14 è fissata la gara per la strada di collegamento Roccazzelle e la cooperativa Santa Barbara. Il 18 abbiamo la gara per la strada di collegamento tra Via Somalia e Corso Salvatore Aldisio. Il 24 ci sarà la realizzazione degli uffici polivalenti, ossia le vecchie scuole di Santa Maria di Gesù, metà delle quali verranno adibite ad uffici. Per concludere, il 2 marzo ci sarà una gara per l’aggiudicazione delle opere di completamento dell’illuminazione di Manfria. Giornalmente siamo occupati ad espletare gare e più avanti saremo occupati a realizzare queste opere”.
– Un’ultima cosa ingegnere. E’ cambiato qualcosa nel modo di organizzare il lavoro dopo l’insediamento del nuovo sindaco.
“Posso dirle questo. L’amministrazione ha una direzione politica, mentre la direzione tecnica è prerogativa dei tecnici. Per cui penso che la direzione tecnica non subisce o non deve subire variazione in funzione di variazioni politiche che potrebbero determinarsi. Non penso che ci siano cambiamenti”.
– Possiamo dire che maggior carico di lavoro, un impegno più serio, maggiore efficienza nell’organizzazione del lavoro e dei progetti?
“L’impegno nella realizzazione dei progetti sta nella disponibilità economica. Cioè. Noi andiamo a realizzare progetti laddove c’è disponibilità economica altrimenti servirebbe ben poco lavorare su progetti dove non c’è copertura finanziaria. Significherebbe distogliere il personale da obiettivi ben precisi.
La direzione politica sta nel dare indicazioni e nel prevedere la copertura finanziaria. A noi spetta il compito di realizzare ciò che è possibile realizzare con i fondi disponibili”. Nello Lombardo


Autore : Nello Lombardo

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