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Corriere di Gela | L’opposizione attacca il sindaco per le relazioni semestrali
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notizia del 30/03/2004 messa in rete alle 10:43:11
L’opposizione attacca il sindaco per le relazioni semestrali

E’ difficile dire se le disfunzioni del Consiglio comunale, che da un anno è alla affannosa ricerca di un ruolo che non riesce ancora a trovare, sono dovute ai meccanismi della legge regionale che lo ha istituito o se sia invece il frutto delle tattiche dei gruppi politici che si muovono come se nulla fosse cambiato nei meccanismi di formazione degli atti amministrativi.
Qualcuno affermerebbe addirittura che la qualità umana all’interno del consiglio comunale sia una delle più scadenti degli ultimi 5 anni. Un affermazione che non ci sentiamo di sottoscrivere, perché quando i temi e gli atti da discutere ed approvare sono stati alti, si sono registrati dibattiti di grosso spessore – e lo abbiamo più volte sottolineato – ed in tal caso l’organo consiliare ha partorito decisioni di una certa importanza. A nostro avviso probabilmente la verità sta nel mezzo.
Ciò che possiamo affermare senza tema di smentita è che, il legislatore ha pensato bene di potenziare e dare forte autonomia gestionale al sindaco per garantire una go-vernabilità per una intera consigliatura che, tra l’altro, è stata portata a 5 anni. Forse il ruolo di controllo e di indirizzo del Consiglio avrebbe dovuto essere impostato diversamente consentendo oltre che giudizi di merito, una maggiore capacità propositiva di livello esecutivo. Ma su questo il dibattito è ancora aperto e tra qualche anno un cambiamento potrebbe arrivare.
E’ chiaro un fatto, comunque, che laddove i sindaci dimostrano efficienza e capacità di dare esecuzione ai propri programmi, la macchina amministrativo-politica funziona. E qui a Gela un sindaco vulcanico come Crocetta tutto sembra funzionare a dovere. Solo che certe sue negligenze lo fanno apparire irriguardoso verso l’assemblea civica perché il primo cittadino preferisce privilegiare le grandi cose trascurando le piccole.
E così finisce col beccarsi dal fronte del centro destra l’appellativo di sindaco che predica bene e razzola male. Lui non sembra preoccuparsene più di tanto perché poi finisce sempre a tarallucci e vino. Centro, sinistra e destra si scappellano per quanto Crocetta e la sua Giunta riescono a organizzare sul fronte della legalità e della lotta alla mafia, come dimostrano le manifestazioni del mese di marzo. Però non gli perdonano di essere trattati a pesci in faccia quando chiedono di ricevere risposte alle interrogazioni e mozioni presentate in consiglio, che finiscono per la maggior parte con l’essere disattese. I consiglieri d’opposizione si chiedono spesso perché e se lo sono chiesti nella seduta di seconda convocazione mercoledì scorso i consiglieri di Forza Italia Massimo Catalano, Maria Pingo e Franco Giudice. Addirittura quest’ultimo, stanco del comportamento recidivo del sindaco, ha proposto di trasmettere un atto di indirizzo alla regione perché assuma tutti i provvedimenti del caso di fronte ai presunti comportamenti omissivi di Crocetta. Un atto eclatante quello del capogruppo di Forza Italia che ha presentato il suo documento a nome della Casa delle libertà, che non è andato giù ai gruppi politici del centro sinistra. Questi ultimi non si aspettavano che Forza Italia insistesse al punto di chiedere la votazione su quell’atto di denuncia e per vie traverse avevano fatto capire che se avessero tirato troppo la corda non avrebbero consentito che si partorisse quell’atto e che in fase di votazione avrebbero abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale.

Forza Italia ha insistito e non è valso a nulla la proposta del consigliere Pdi Ignazio Di Dio che chiedeva di correggere il tiro. In sostanza i componenti del centro sinistra pur riconoscendo i ritardi di Crocetta nel fornire risposte alle interrogazioni e nel presentare le relazioni semestrali, erano disposti a votare l’atto d’indirizzo purchè venisse indirizzato al primo cittadino e non alla regione siciliana.
Niente da fare. Al momento della votazione dell’atto, rimasto tale e quale come era stato presentato dal consigliere forzista Franco Giudice, tutti i consiglieri del centro sinistra alla chetichella se la sono svignata determinando lo scioglimento della seduta per mancanza di numero legale. In aula erano rimasti solo 9 consiglieri del centro destra. Certo di questo passo non si può andare avanti. Dovrà intervenire un qualcosa che lo stesso Crocetta potrebbe inventare ad evitare che i consiglieri si sentano frustrati e demotivati. E’ probabile che siamo al punto di non ritorno, come è probabile che buona parte di consiglieri decidano di non presentarsi più in consiglio se non potranno essere più ascoltati e se il loro ruolo debba essere solo relegato a raccomandare al sindaco di rammendare un pezzetto strada, o far sistemare un semaforo, o denunciare che nella tal via ci sono delle lampade da sostituire. Appare molto chiaro che i consiglieri comunali che non siano più disposti a fare la figura di tappabuchi. Sarebbe opportuno che vengano rimosse le cause di questo malessere strisciante e non vogliamo entrare nel discorso delle trattative politiche in corso che si trascinano stancatamente e non si sa se se ne verrà a capo in tempi brevi.
In sintesi, la seduta in toto è stata caratterizzata dalle lamentele dei consiglieri della Casa delle libertà. Ma anche Peppe Di Dio a nome della Margherita non ha risparmiato critiche a Crocetta. E’ tornato ancora una volta sul tema della cartellonistica dove regna a suo dire tantissima confusione e nessun criterio e si è chiesto che ci stanno a fare gli assessori al ramo. Ancor più pesanti le critiche perché alle sue mozioni è stata data parziale esecutività. Se l’è presa col sindaco perché non tutti i paletti e i panettoni che costituiscono pericolo per i pedoni e gli automobilisti, sono stati rimossi dagli incroci stradali. Polemiche su polemiche per la mancata installazione dei limitatori di velocità, che esistono – ha denunciato Di Dio – in prossimità di stradine e in salita forse per soddisfare qualche amico. Sperava che di fronte alla sua proposta che il Comune acquistasse un migliaio di libri in cui si parla di un nostro concittadino missionario Padre Giovanni Salerno, si rispondesse positivamente, invece tutto tace. Una lettera in appoggio alla richiesta di Dio è stata letta dal presidente di turno Catalano. Autore della missiva il presidente del Consiglio comunale Pino Federico che ha scritto all’assessore Vullo manifestando la proposta di Di Dio per l’acquisto dei mille libri. Di Dio ha concluso con una serie di richieste e proposte: ripristino del sito informativo del Comune; intitolare una strada al giudice Caponnetto; organizzare un concorso nelle scuole ed un convegno a carattere nazionale. Il consigliere di Forza Italia Maria Pingo ha reiterato una richiesta di sistemare un muro pericolante.
Altri interventi: Ferracane (realizzare una città vivibile come dettato da Don Luigi Ciotti); Il diessino Salvatore D’Arma ha chiesto al centro destra di non forzare la mano con la proposizione dell’atto di indirizzo presentato da Giudice; Il forzista Massimo Catalano fortemente stizzito perché le sue interrogazioni sono rimaste sempre inevase ha denunciato a norma di regolamento le omissioni del sindaco perla mancata lettura delle relazioni semestrali.
Il comunista Bonura ha chiesto più moderazione e si è detto disposto a discutere per una soluzione migliore. Infine Ignazio Di Dio del Pdci ha difeso l’operato del sindaco rintuzzando all’opposizione che accanto ad un elenco di opere confatte denunciate dall’opposizione, esistono tante opere già fatte ed altre in itinere nonostante sia trascorso appena un anno dall’insediamento di Crocetta. Infine porgendo una mano per votare l’atto proposto da Giudice, ha chiesto che ne venisse modificato il tiro. Anziché indirizzarlo alla Regione per i provvedimenti di competenza, ha chiesto che venisse inviato a Crocetta.


Autore : Nello Lombardo

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