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Corriere di Gela | Casa circondariale di Gela. Dove eravamo rimasti?
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notizia del 29/11/2008 messa in rete alle 10:10:41
Casa circondariale di Gela. Dove eravamo rimasti?

Attualità 5 Casa circondariale dove eravamo... Una breve lettura agli ultimi rapporti stilati dall'amministrazione penitenziaria oppure da organizzazioni attive nella tutela dei diritti dei detenuti consente di giungere ad una conclusione evidente: la popolazione carceraria cresce in maniera costante.
Secondo dati, aggiornati al 30 Settembre 2008, i detenuti presenti negli istituti penitenziari per adulti sono, complessivamente, 56.768, a fronte di soli 43.262 posti regolamentari disponibili. Il classico termine “emergenza” appare quasi banale, se non addirittura superato.
Per porre rimedio ad un problema che colpisce anzitutto la popolazione carceraria, costretta ad accettare, nella maggior parte dei casi, condizioni assolutamente deficitarie, i guardasigilli succedutisi durante le ultime legislature (Castelli, Mastella, Alfano) hanno perseguito un'unica direttrice: la costruzione di nuove carceri.
Una realtà assai preoccupante si riscontra proprio in Sicilia, a seguito di un tasso di sovraffollamento carcerario pari al 142%, tra i più alti dell'intero territorio nazionale. Purtroppo l'edilizia penitenziaria regionale appare del tutto immobile, così l'avvio anche di piccole iniziative non può passare inosservato.
Per decenni si è discusso, nelle sedi istituzionali e al di fuori di esse, della realizzazione di una casa circondariale nel territorio gelese, da aggiungere a quelle già presenti, nella provincia di Caltanissetta, presso il capoluogo e a San Cataldo.
Il risultato di innumerevoli sforzi è ben visibile soffermando lo sguardo sulla struttura presente in contrada Pezza Madonna.
L'opera in questione costituisce un importante, seppur limitato, contributo, soprattutto all'interno di un territorio difficile come il nostro; anch'essa, peraltro, ha dovuto attendere la conclusione di un travagliato percorso di realizzazione.
Basti pensare che l'originario progetto risale addirittura al 1959, ma si attese fino al 1978 per la sua definitiva approvazione; d'altra parte neanche i lavori di costruzione pratica possono descriversi utilizzando l'aggettivo “rapidi”: questi, infatti, iniziati nel 1982, procedettero a rilento perlomeno fino all'insediamento delle amministrazioni Gallo e Crocetta.
Proprio la lentezza delle procedure di edificazione ha prodotto un inevitabile innalzamento dei costi complessivi, pari, fino ad oggi, a cinque milioni di euro.
La futura casa circondariale, non paragonabile per dimensioni ad altre presenti sullo stesso territorio regionale, si presenta potenzialmente affidabile: contenendo 48 celle, dotate di bagno, ognuna delle quali con la capacità di ospitare due persone, per un totale di circa cento presenze.
Il 26 Novembre del 2007 l'amministrazione comunale, nel corso di una celebrazione ufficiale, consegnò, all'allora Ministro della giustizia Clemente Mastella, le chiavi della nuova casa circondariale.
L'ingente manifestazione, dal carattere prevalentemente simbolico, non costituì, però, l'ultimo passo di un tortuoso percorso; l'intera struttura necessitava ancora di ulteriori interventi, alcuni dei quali molto importanti.
Il 14 Ottobre scorso l'attuale guardasigilli, Angelino Alfano, ha analizzato la questione all'interno di una relazione illustrata innanzi alla seconda Commissione Giustizia della Camera dei deputati, presieduta dall'onorevole Giulia Bongiorno del Pdl.
In un passo importante della sua trattazione lo stesso Alfano ha indicato, come importante risultato, il completamento dell'ex casa mandamentale di Gela, da raggiungersi entro la fine dell'anno in corso; si evince, allo stesso tempo, la presenza di serie difficoltà in merito, dovute principalmente all'entità degli interventi ancora da sostenere, corrispondenti a 1,5 milioni di euro, e diretti alla restante costruzione di alcuni impianti e sistemi di sicurezza. Intanto l'intero complesso è stato già affidato alla gestione della competente agenzia del demanio, la quale, a sua volta, ha provveduto a conferirla in uso governativo all'amministrazione penitenziaria.
I dubbi maggiori derivano proprio dall'effettiva reperibilità delle somme necessarie al definitivo completamento della struttura, condizione ineludibile al fine di una sua piena operatività. Risorse di questo tipo dovrebbero ritenersi prioritarie, poiché destinate ad un settore in forte difficoltà; i primi a risentire dei mancati interventi sono gli stessi detenuti, ai quali deve in ogni caso garantirsi un idoneo soggiorno, destinato all'attuazione della funzione prioritaria della pena: quella rieducativa.
Lo stesso sindaco di Gela Rosario Crocetta, in occasione della cerimonia alla quale presenziava l'allora ministro Mastella, mise in risalto il ruolo di una casa circondariale a Gela, poiché capace di “evitare i viaggi della speranza di tante famiglie di detenuti che oggi vivono nel disagio relativo alla lontananza dei loro familiari reclusi”.


Autore : Rosario Cauchi

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