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Corriere di Gela | Spezzare la crisi
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notizia del 01/10/2007 messa in rete alle 10:03:44

Spezzare la crisi

Quattro sconfitte in cinque gare, penultima posizione in classifica, e prossimo impegno a Lamezia, contro una rivale anch’essa con l’acqua alla gola.
Il Gela va avanti per la sua strada nonostante i problemi che l’affliggono, e dopo la sconfitta di Monopoli i tifosi hanno ulteriormente sfiduciato il tecnico Irrera (foto).
Facile prendersela con l’allenatore, condannato a priori solo perché privo di un curriculum di tutto rispetto, e forse sarebbe corretto analizzare in modo più accurato la situazione cercando altrove le responsabilità. Partendo dal presupposto che una sconfitta in Puglia, considerato il valore dell’avversario, può essere condonata, è opportuno evidenziare ancora una volta un aspetto importante: l’inadeguatezza dell’organico. Un male che non deriva dalla qualità o meno dei singoli, ma dalla bassa attitudine dei giocatori nell’adattarsi al modulo preferito da Irrera. E’ possibile criticare un tecnico che avrebbe dovuto applicare il 4-3-3, per poi esser costretto a ripiegare verso il 5-3-2 a causa dei limiti manifestati dalla rosa? La dirigenza non ha acquistato un forte centrale difensivo, e per garantire copertura alla retroguardia l’allenatore messinese ha dovuto inserire un uomo in più nel cuore della stessa, penalizzando il gioco offensivo che avrebbe dovuto esprimere la squadra.
I centrocampisti si contano con le dita di una sola mano, manca qualità in mezzo al campo, e l’infortunio di Russiano aggiunto alle precarie condizioni fisiche di Parlagreco ha acuito la crisi del reparto.
Irrera ha avuto in regalo dalla società una grossa occasione per la sua carriera, probabilmente ha lasciato carta bianca allo staff dirigenziale sulle conferme e sugli acquisti da effettuare, pagando adesso tale accondiscendenza. Se un buon cinquanta-sessanta per cento di responsabilità vanno attribuite alla dirigenza, anche il tecnico comincia però a vacillare per alcune scelte o decisioni effettuate.
A Monopoli, per esempio, non ha convinto la volontà di mantenere in campo l’ingenuo Bucolo nonostante fosse già ammonito. I ragazzi a vent’anni sono esuberanti, e poiché si giocava su un campo difficile, contro un avversario che presentava elementi di categoria superiore, sarebbe stato saggio richiamare il giocatore in panchina per far posto a Parlagreco. Ma il centrocampista proveniente dalla primavera del Catania è il prediletto di Irrera, la società pretende che giochi quanto più possibile per valorizzarlo, e questa mancanza di elasticità ha penalizzato il Gela, considerata l’espulsione in cui successivamente Bucolo è incappato.
Altra decisione poco condivisibile: il Monopoli passa in vantaggio al decimo della ripresa, e Irrera, con la sua squadra in inferiorità numerica, toglie un attaccante, Falconieri, peraltro tra i più attivi, per inserire Parlagreco. Un modo originale per tentare la rimonta. Forse desiderava disorientare l’avversario, ma a perdere la bussola di fatto è stato il Gela, da quel momento in poi sterile in fase offensiva con i soli Omolade e Ike in avanti. In Irrera ha prevalso la paura di subire una pesante scoppola come accaduto a Sanderra nella passata stagione: squadra in dieci, Monopoli in palla e superiore al Gela, meglio perdere uno o due a zero anziché patire una batosta e rischiare dure contestazioni ed un probabile esonero. Altro che spavalderia. E in settimana sia il tecnico che il presidente, invitati nelle emittenti locali, hanno lanciato appelli alla tifoseria per la trasferta di Lamezia, facendo presagire una prestazione d’altri tempi.
La dirigenza addirittura a proprie spese sta organizzando un pullman esclusivo per la tifoseria, considerata la distanza non elevata che separa Gela da Lamezia. Una bella iniziativa, che riavvicina la società ai propri sostenitori. L’ing. Tuccio, seppur deluso dall’assenza di risultati e dalla discontinuità delle prestazioni, ha confermato a più riprese il tecnico, premiando la dedizione e l’impegno che manifesta nel dirigere la squadra. Un’iniezione di fiducia importante, e in Calabria, al di là dell’esito finale dell’incontro, i tifosi s’attendono dall’undici biancazzurro quantomeno una prestazione convincente. Sarà dunque una sfida tra deluse: il Lamezia, guidato dal gelese d’adozione Fofò Ammirata e costruito da un altro ex, il dg Carmine Donnarumma, è andato incontro ad un difficile inizio di stagione, con pessimi risultati, eccezion fatta il successo conquistato nel derby a Catanzaro.
L’obiettivo dei lametini è un posto nei play-off, ma al pari del Gela, l’organico, seppur rafforzato, presenta lacune importanti, difettando di qualità in mezzo al campo e di incisività in attacco. Domenica il Lamezia ha patito pure l’infortunio del centrale difensivo Adani, il quale rimarrà lontano dai campi di gioco per un paio di mesi. I “lupi” calabri si schierano sempre con il classico 4-4-2. Irrera dal canto suo deve ovviamente rinunciare allo squalificato Bucolo. Al suo posto quasi certamente giocherà Parlagreco. I tifosi vorrebbero dal tecnico un cambio di modulo, ma il 5-3-2, soprattutto in trasferta, sembra attualmente fornire elevate garanzie, purchè venga gestito in modo adeguato. Cederà Irrera alle pressioni esterne? Molti ritengono che l’allenatore messinese possa essere esonerato in caso di sconfitta, e identico destino potrebbe essere riservato ad Ammirata nel caso in cui la Vigor non dovesse vincere. Due panchine in bilico, due club che annaspano in classifica, due tifoserie in fermento: la posta in palio è alta e Lamezia-Gela promette gran tensione in campo.


Autore : Paolo Cordaro

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