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Corriere di Gela | Gela-Caltagirone l’unica provincia che potrà esserci
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notizia del 24/10/2008 messa in rete alle 22:30:38
Gela-Caltagirone l’unica provincia che potrà esserci

E’ da circa tre anni, da quando il sig. Franzone guida il comitato per l’istituzione di quella che dovrebbe essere la 10ª provincia regionale siciliana, ovvero la provincia di Gela, che, per non farci accusare di remare contro, abbiamo sospeso qualsiasi attività del Comitato per l’istituzione della provincia di Gela-Caltagirone aspettando l’evoluzione degli eventi.
Avendo costatato che, malgrado l’encomiabile impegno, non si è prodotto alcunché, che, nonostante gli “spot”, non è stato fatto alcun passo avanti (anzi, il tutto è fermo senza alcuna possibilità di progredire!) abbiamo deciso di riprendere l’attività del Comitato per l’istituzione della Provincia di Gela-Caltagirone, abbiamo scelto di imboccare la via che avevamo intrapresa che è forse l’unica che può regalarci il sogno di Gela capoluogo di provincia, sia pure in condominio con Caltagirone. Il sig. Franzone, in un articolo sul Corriere di Gela del 19 novembre 2005, in risposta ad un precedente comunicato stampa del nostro comitato, asseriva: “Il matrimonio tra Gela e Caltagirone è svantaggioso” e, nel giustificare tale affermazione non mancava di umiliare la comunità gelese, la sua classe politica, la sua intellighenzia, affermando che “se Gela ha dalla sua parte i numeri di una popolazione più consistente, Caltagirone possiede una classe politica più efficiente”, e che quindi ci avrebbe dominato, occupando tutto quello che c’era da occupare, emarginando Gela più di quanto non fosse emarginata da Caltanissetta.
Questo il sig. Franzone lasciava trasparire dal suo scritto con cui di fatto escludeva l’ipotesi di una Provincia con due capoluoghi (Gela e Caltagirone) ed a partir dal quale aveva continuato l’azione già da altri intrapresa (e fallita) per l’istituzione della Provincia di Gela. Il Comitato presieduto dal Franzone aveva altresì disegnato un territorio provinciale improponibile chiamando a far parte della Provincia di Gela città quali ad esempio: Aidone, Vittoria, Comiso, Campobello di Licata, Ravanusa, Barrafranca, ecc., popolazioni con vincoli socio-economici-culturali fortissimi con i rispettivi territori e con i propri capoluoghi di provincia, che mai avrebbero accettato di fare parte di una nuova provincia di cui non si sarebbero sentiti parte integrante perché lontanissimi, oltre che per interessi politico-economici, anche per costumi e tradizioni culturali. Aldilà delle critiche e senza voler polemizzare, bisogna che ognuno si renda conto di ciò che è possibile, probabile, improbabile o addirittura impossibile. In una parola bisogna guardare bene in faccia la realtà e la realtà è che l’indirizzo generale odierno è quello di abolire le province, catalogate come enti inutili, “stipendifici”, ostacoli burocratici tra i due maggiori enti locali: Regione e Comune.
L’orientamento è quello di una comprensione della spesa, del risparmio, e non dilapidare ulteriormente le risorse regionali con l’istituzione indiscriminata e irresponsabile di nuove province. Per usare un termine molto in auge nell’ultimo periodo, si deve fare un discorso di “eco-compatibilità” anche in ambito territoriale, dove però il prefisso “eco” sta ad indicare una provincia “economicamente” (e non ecologicamente) compatibile. Spieghiamoci meglio: se si vuole intraprendere un discorso serio, bisogna partire da quello che potrebbe essere possibile con una deroga all’indirizzo generale e non da quello che è impossibile. E’ impossibile che la Regione Sicilia, per “favorire” la cittadinanza del Golfo o quella calatina, si faccia carico di istituire altre nuove province ovvero Caltagirone, Gela, Barcellona Pozzo di Gotto, Taormina, Marsala, Termini Imprese, Cefalù, Sciocca, Paternò e Acireale, realtà ad oggi con pari requisiti e che aspirano tutte a diventare capoluoghi di provincia. E’ impossibile che le casse regionali possano sopportare le nuove spese inerenti a un simile mutamento degli assetti territoriali.
E’ impossibile, anche solo pensarlo, che realtà come Vittoria e Comiso, città intimamente legate al loro capoluogo, possano aderire al progetto della provincia di Gela, basti pensare ad esempio che l’aeroporto di Comiso è in realtà l’aeroporto di Ragusa che è la più ricca provincia siciliana; è pure l’aeroporto di Vittoria, sede del più grande mercato ortofrutticolo siciliano. E’ impossibile invece e, a livello squisitamente politico, anche auspicato dalle realtà viciniore a Gela, (quali ad esempio Niscemi) avere una provincia con due capoluoghi e con una popolazione di oltre 300 mila abitanti. Un tale progetto legislativo avrebbe un grosso avallo politico ed il relativo disegno di legge potrebbe essere celermente convertito in legge, senza creare eccessivi malumori nelle altre realtà che aspirano a diventare capoluoghi di provincia. Semmai sul piano interno ci sarebbe da confrontarsi con la nostra classe politica che, malgrado i proclami pubblici in campagna elettorale, le apparenze e le promesse, mai è stata realmente favorevole e convinta dell’istituzione della provincia di Gela. Una classe politica non usa a confrontarsi con l altre realtà politico-culturali e che, con l’istituzione della provincia di Gela-Caltagirone, si vedrebbe costretta a misurarsi con le nuove realtà socio-politiche, sarebbe costretta a crescere, ad acquisire autorevolezza, a lavorare e spendersi per il territorio, perdere quel settarismo affaristico lobbistico che l’ha caratterizzata, che tradotto in parole povere significa smettere di pensare solo al proprio interesse personale per potersi riempire il portafogli.
E’ tempo di programmi reali capaci di far crescere il territorio tutto, di spogliarsi delle antipatie campanilistiche e degli egoismi, di accettare il confronto senza complessi di inferiorità. Se Gela e Caltagirone davvero aspirano a diventare capoluoghi di provincia, questa è l’unica strada percorribile. Tutte le altre strade portano, come già hanno portato, all’insuccesso del progetto della 10ª Provincia siciliana.
Filiberto Alessi - Coordinatore Comitato per la provincia Gela-Caltagirone


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