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Corriere di Gela | Crocetta-Consiglio, ora è guerra
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notizia del 14/02/2005 messa in rete alle 16:57:49

Crocetta-Consiglio, ora è guerra

Gli attacchi sferrati dall’ex assessore Orazio Consiglio al sindaco Rosario Crocetta (insieme nella foto) in documenti di cui non abbiamo ricevuto copia (li avremmo pubblicati come la nota del 10 febbraio che segue), hanno prodotto effetti attendibili: il contrattacco da parte del capo dell’amministrazione.
In data odierna ho trasmesso alla Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta e alla Procura di Gela i farneticanti “elaborati” del Sig. Consiglio Orazio affinché tale organi facciano le valutazioni di merito rispetto alle questioni sollevate dal medesimo. Nel contempo annuncio di avere dato mandato ai miei legali di predisporre querela nei confronti del Signor Consiglio Orazio per le dichiarazioni ingiuriose e diffamatorie contenute nei documenti.
Rapporti con il pentito Celona. Mi sono sempre astenuto da dichiarazioni su questa vicenda per il semplice fatto di aver reso dichiarazioni spontanee e su convocazione, fin dall’inizio del 2003, agli organi competenti, per cui al dilemma della scelta, se difendere la mia onorabilità o salvaguardare l’esito di indagini in corso, parecchie delle quali nate su mie richieste, ho preferito la tutela delle indagini e il rispetto dovuto alle azioni delle forze dell’ordine e della magistratura.
Le affermazioni, però, apparse, alcune volte sugli organi di stampa a cura di alcuni rappresentanti politici, mi costringono per amore della verità e a tutela dell’immagine della mia persona e delle istituzioni gelesi; di chiedere l’acquisizione, nell’ambito di un processo per diffamazione, nei confronti non solo del Signor Consiglio ma anche di quanti, strumentalmente, hanno cavalcato pubblicamente tale tesi, di tutte le dichiarazioni effettuate dal Celona che dovessero riguardare esponenti politici della città. Di una cosa sono certo, che personalmente ho riferito, in tempi non sospetti, tutto quanto era a mia conoscenza, e sono altrettanto certo che nessun avviso di garanzia é stato emesso nei miei confronti ma, ancora, sono estremamente certo che sono stati esclusi ogni mio coinvolgimento e ogni mia responsabilità.
La mafia non mi ha votato e questo é certo, e soprattutto non ho fatto alcun accordo con la mafia. Nella mia visione garantista non ho mai accusato esponenti di altre forze politiche, lasciando tale funzione alle forze dell’ordine e alla magistratura. E’ troppo facile utilizzare la questione della legalità in chiave politica, ritengo però che tale utilizzo sia non solo politicamente scorretto ma sia soprattutto giuridicamente scorretto.
Andiamo alle denunce sugli appalti. Nel corso del procedimento per diffamazione dimostrerò con date e documenti, numerosissime e circostanziate, denunce con nomi e cognomi che il sottoscritto ha presentato. Ho solo un obbligo, in questa materia, quello di non compromettere indagini in corso, per cui chiederò ai magistrati l’autorizzazione ad acquisire testimonianze istituzionali e documenti, poiché per me l’amore per la giustizia e per la verità é superiore rispetto all’interesse legittimo di tutela della mia persona.
Udeur. Le mie posizioni su alcuni esponenti di tale formazione mi pare che siano note e non richiedano alcuna precisazione.
Andiamo alle altre questioni. Carnevale, consulenze, Sciascia. Su tutte queste questioni ho spontaneamente già riferito, ampiamente, agli organi competenti, ho addirittura chiesto alla Dda di Caltanissetta che si avviasse un’indagine sui miei conti correnti, possedimenti e quanto altro frutto delle fantasie perverse di chi nel giudicare non vede mai segni positivi ma vede soltanto finalità personali “omnia munda mundis”.
Gli elementi diffamatori in questi ultimi casi sono talmente grossolani che non invocano soltanto giustizia di fronte agli uomini ma anche dinnanzi al cospetto di Dio. Dio a cui il Signor Consiglio mi vorrebbe perfino negare l’accesso. E’ talmente arrogante la pretesa di analizzare la coscienza delle persone che io non voglio assolutamente entrare in questa questione. Risponderò a Dio della mia religiosità. Una cosa é certa, non sono stato un Bahai e su questo chiederò la testimonianza dei rappresentanti della comunità.
La questione Conapro in relazione ad alcuni rapporti di parentela all’interno di quella società e a vendette politiche poiché il Conapro avrebbe votato a destra. l’informativa antimafia al Conapro non é stata negata dal sottoscritto ma dal Prefetto di Roma, che fra l’altro era stato candidato alle elezioni nella lista di Forza Italia. Per cui il Signor Consiglio non solo offende me, ma calunnia la Prefettura di Roma, attribuendo ai documenti emessi da tale ente una logica politica che si smentisce da sola. Non contesto al Signor Consiglio il diritto di fare tutte le scelte politiche che ritiene opportune, anche se penso sia singolare un comportamento così ingiurioso nei confronti di un sindaco che gli é stato veramente amico. Il proverbio parla chiaro: “Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Dio”. D’altra parte anche quando ho sollevato il caso Di Vincenzo molti hanno parlato di vendetta, di volere addirittura favorire gli interessi dell’Eni contro un imprenditore onesto. Alla fine mi pare sia stato ampiamente dimostrato che la mia richiesta di rimozione dall’Assindustria di tale soggetto non era poi così immotivata.
Sui fatti di mafia ho sempre riferito soltanto agli organi competenti, evitando ogni clamore giornalistico, in questo caso essendo oltraggiata, oltre che la mia persona, anche le Istituzioni di Gela, e non solo, chiederò alla magistratura di acquisire i contenuti di quelle denunce e delle rivelazioni dei pentiti per provare in modo certo, o per la calunnia di cui sono vittima. D’altra parte le mie condizioni di reddito parlano più di tante mute parole.


Autore : Rosario Crocetta – Sindaco di Gela

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