notizia del 21/05/2013 messa in rete alle 22:12:45

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Allarme sociale a Macchitella
Sono arrivati dalle vicine Caltagirone e Acate i due parlamentari regionali del M5S presenti all’assemblea pubblica svoltasi domenica scorsa a Macchitella, quartiere residenziale da sempre fiore all’occhiello dell’area urbana della città, ma da qualche anno contagiato dalla microcriminalità, che giorno dopo giorno sta diventando un macro problema.
E mentre i deputati Cappello e la Ferreri testimoniavano la loro solidarietà all’intera città rivierasca, i loro colleghi che siedono all’Ars, ma eletti a Gela, hanno disertato l’assemblea organizzata dal comitato di quartiere (referenti Messinese e Calà). Della giunta, presente tra il pubblico solo l’assessore Casano, mentre il consiglio comunale è stato rappresentato dai Collura e Terenziano Di Stefano. In chiusura d’assemblea è arrivato anche il presidente Fava. C’era anche Monia Cassarà di Sel, che ha preso la parola come educatrice.
Hanno parlato in tanti, denunciando quel poco di buono che l’amministrazione pubblica sta facendo per migliorare la qualità della vita dei residenti e il tanto di peggio che sta accadendo negli ultimi tempi nel quartiere, tra furti, incendi dolosi di macchine e condomini, l’ultimo dei quali in via Pisticci, con rischi enormi per l’incolumità pubblica.
Qualcuno ha invocato l’arrivo dell’Esercito, rievocando i tempi dei Vespri siciliani; altri, al contrario, hanno detto di non voler vivere in una città presidiata; altri ancora hanno semplicemente fatto appello alle forze dell’ordine di essere un po’ più presenti e competenti. Oltre che l’assenza della giunta comunale è stata stigmatizzata la scarsa partecipazione di gente, anche quella che è stata direttamente colpita da furti e incendi. Difficile interpretare questo. Da leggersi come indifferenza o come rassegnazione?
Lo slogan non è scelto a caso: questa città si deve scrollare di dosso una zavorra divenuta via via sempre meno tollerabile. L'idea nasce da Luigi Calà del comitato Macchitella che, insieme alla sezione gelese del M5S, ha stilato un programma di massima per l'assemblea cittadina che si era svolta ai muretti di Macchitella. Alcuni cittadini hanno infatti scelto il quartiere di Macchitella, simbolo dell'ultimo violentissimo attentato incendiario, dove si aspettava una massiccia partecipazione all’assemblea cittadina denominata “Gela Sicura” organizzata dal comitato di quartiere Macchitella, Gas “Ginestra Bianca”, Associazione “Il Pungolo”, Intesa Civica e Lipu Gela, quando sarebbero bastate da sole le vittime degli attentati incendiari subiti nell'ultimo anno, a riempire questa mattina il piazzale dei muretti del quartiere Macchitella.
Pochi i presenti, invece hanno risposto all’appello. Grande assente, il sindaco di Gela, Angelo Fasulo. Saranno stati oltre un centinaio i partecipanti di stamattina al quartiere Macchitella. Una situazione desolante. E i segnali lasciano tutti presupporre che possa ancora peggiorare. Assenti i rappresentanti istituzionali se non qualche consigliere comunale – Giuseppe Collura e Terenziano Di Stefano – e i due deputati del Movimento Cinque Stelle, Francesco Cappello e Vanessa Ferreri.
«Il disegno terroristico che si sta attuando a Gela – ha detto Luigi Calà dell'associazione Macchitella – mantiene la città in una situazione di sudditanza psicologica, e questo appare ovvio guardando il numero dei presenti. Chi è presente potrà fregiarsi del titolo di cittadini, con la C maiuscola, rispetto a chi, oggi, è rimasto a casa».
Continua Calà: «E’ sempre più allarme sociale in città e chi non se ne rende conto o non ha risposte o vive in un’altra realtà. Tante le proposte avanzate da chi, a turno, ha preso la parola. C'è chi propone un potenziamento del sistema di videosorveglianza, chi insiste sulla necessità di potenziare i centri recupero per minori, chi di investire in équipe con psicologi e coinvolgere i giovani con iniziative in grado di catalizzare la loro attenzione, chi chiede l'esercito e l'istituzione di un osservatorio permanente. Per gli amministratori locali ed in particolare per i sindaci, i quali catalizzano le domande dei sicurezza dei cittadini, questo approccio, presuppone innanzitutto che si approfondisca e comprenda la paura dei cittadini e le ragioni che la alimentano al fine di intervenire proprio sulle cause. Significa farsi carico delle rapide trasformazioni avvenute nelle nostre città che hanno acutizzato la complessità delle relazioni sociali, diminuito il senso di appartenenza e amplificato gli spazi, fisici e sociali, di disagio e vulnerabilità. Da quando sono arrivati i 15 carabinieri del Cio gli attentati incendiari si sono fermati – prosegue Calà – quindi ben venga l'esercito. Dobbiamo capire perchè Gela è così addormentata. Abbiamo necessità di avere riferimenti al di fuori della politica e puntare sui comitati di quartiere, organi elettivi a costo zero, riferimento per chi siede nell'assise civica. Proveremo a richiedere anche un osservatorio permanente per la sicurezza cittadina».
Un organo che potrebbe mettere insieme, secondo Calà, forze dell'ordine, procura, politica e cittadini per un riscontro immediato sulle difficoltà vissute dalla popolazione.
Tra i presenti, nel giorno della festa della mamma, anche Antonio Giudice, vittima, insieme alla sua famiglia, di un doppio attentato incendiario. La madre di Giudice, morta il 5 marzo scorso in seguito ad un arresto cardiaco, dovuto all’attentato incendiario dell'auto del marito. Gli Applausi hanno commosso Antonio.
La città si è stretta attorno alla sua famiglia . Antonio Giudicie così conclude: «Dopo la manifestazione, tanti bambini mi hanno fatto pervenire delle lettere, una di queste, scritta da Sofia mi chiede come mai il sindaco non è arrivato. Voglio rispondere a Sofia che neanche oggi c'è il sindaco, e questa è una vergogna».
Occuparsi concretamente del sentimento di insicurezza con l’obiettivo di aiutare i cittadini a ritrovare serenità nei luoghi dove vivono e ricostruire prospettive e fiducia nel futuro, significa mettere in atto da parte delle istituzioni un sistema integrato di strumenti e risorse umane. Significa prestare attenzione agli spazi pubblici, alla qualità delle abitazioni e dell’arredo urbano nonché adottare provvedimenti volti a rafforzare le reti sociali e familiari, il senso di appartenenza e identificazione nei quartieri. E ancora, assumere decisioni finalizzate all’integrazione degli insediamenti residenziali nel sistema urbano, promuovere azioni e progetti diretti all’animazione dei territori e alla convivenza tra gruppi socio-economici diversi, puntando sulla collaborazione e sul coinvolgimento dei residenti attivando partecipazione e dialogo, per rafforzare i legami tra cittadini e istituzioni contando anche sulla presenza di forze dell’ordine e il sostegno della polizia locale. Così, le paure e le insicurezze per la propria incolumità personale e i propri beni derivanti dai fenomeni di violenza, inciviltà e criminalità diffuse costituiscono oggi un elemento problematico permanente e prevalente, del vivere quotidiano, diffuso e non sempre confinabile spazialmente.
Questo, tra l’altro, senza alimentare né un dibattito costante e serio né la necessaria costruzione di programmi d’intervento di medio e lungo periodo, ma solo reagendo alle manifestazioni occasionali di violenza più cruda con pacchetti sicurezza più o meno efficaci per la sola componente repressiva. Sono tante ed è impossibile elencarle tutte. Le dipendenze, di vario genere, sono ormai un allarme sociale.
La maggior parte della popolazione è stanca della violenza, vuole pace e dignità. La gente è stanca di una violenza inutile.
Per la cronaca, coordinati da Fabiola Polara, giornalista di Canale10, hanno parlato a microfono Monia Cassarà, gli onorevoli Francesco Cappello (Caltagirone) e Vanessa Ferreri (Acate), del M5S, Filippo Franzone, Giuseppe Collura e Terenziano di Stefano (consiglieri comunali), Domenico Timpanelli (insegnante e cittadino residente a Macchitella), Antonio Giudice, Dino Cani. Tra il pubblico, cittadini residenti, rappresentanti di altri comitati di quartiere, l’asses-sore Carmelo Casano, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Fava, i cronisti Franco Infurna, Rosa Battaglia, Laura Mendola, Rosario Cauchi, Luca Maganuco, la citata Fabiola Polara e il direttore di questo giornale, Rocco Cerro.
Lorenzo Raniolo
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