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notizia del 26/03/2007 messa in rete alle 17:10:53
Per una crescita eco-sostenibile della città
In vista delle elezioni di rinnovo del Consiglio comunale di Gela e del Sindaco, Legambiente Gela ha elaborato una sintesi programmatica da implementare nel governo della città dei prossimi cinque anni. La proposta programmatica di Legambiente Gela riguarda i seguenti temi:
1. Emergenza sanitaria e ambientale;
2. Politiche energetiche;
3. Acqua;
4. Rifiuti;
5. Valorizzazione e tutela della costa;
6. Politiche di sviluppo sostenibile e di innovazione tecnologica.
Lo scopo è quello di stimolare tutti i candidati a sindaco della città e le relative coalizioni, a recepire ed inserire nei loro programmi di governo la presente proposta programmatica.
1. Emergenza sanitaria e ambientale
L’emergenza sanitaria e ambientale del territorio gelese è il principale problema della città. Negli ultimi anni la strage di cittadini colpiti, in età via via più giovane, da tumori e patologie non comuni va intensificandosi. Alle patologie cancerose si somma un dramma, forse ancora più grave: l’abnorme presenza di malformazioni neonatali.
La Commissione Energia e Qualità dell’Aria (CEQA) di Legambiente Gela in due anni di studi ha redatto un report “Studio sull’emergenza ambientale di Gela” (in allegato) in cui sono state individuate cause e soluzioni di questo problema. La principale causa è identificata nell’impiego, reso legale dallo sciagurato e tecnicamente illegittimo decreto legge n. 22 del 7 marzo 2002 - Disposizioni urgenti per l'individuazione della disciplina relativa all'utilizzazione del coke da petrolio (pet-coke) negli impianti di combustione - del governo Berlusconi, che ha sancito l’utilizzo del pet-coke nella CTE obsoleta e convenzionale della raffineria di Gela. La pubblicazione di tale decreto ha fatto esultare la classe “politica” gelese a tutti i livelli e di tutti i colori politici per una “vittoria”, che suona più come una beffa determinando di fatto una quasi condanna a morte o ad una vita sofferta per le migliaia di cittadini del comprensorio. Necessita fermare questo malefatte tempestivamente.
Particolari responsabilità politiche, morali e giudiziarie attribuiamo a chi ha ricoperto cariche amministrative in questi ultimi anni. Primi tra tutti i Sindaci degli ultimi decenni, nonché l’attuale Sindaco di Gela, signor Crocetta, responsabile istituzionale della salute pubblica, che, a tutt’oggi, in contrasto con numerosi studi scientifici effettuati da Università ed Enti di provata attendibilità che indiano il pet-coke bruciato nella centrale del petrolchimico quale principale fonte di inquinamento, si ostina a negare l’esistenza di immissione di sostanze tossiche dai camini della CTE. Responsabilità altrettanto gravi imputiamo al Presidente della Provincia, all’Assessorato regionale all’ambiente e all’Arpa Sicilia, che in tutti questi anni si sono ben guardati dallo svolgere i propri compiti istituzionali di controllo dell’inquinamento del nostro territorio. Anzi, la Regione è stata in passato premurosa a modulare le prescrizioni delle autorizzazioni in funzione delle esigenze dell’Eni.
Ribadiamo le proposte formulate nel suddetto studio:
a. sostituzione dei due impianti di coking con impianti di tecnologia Est (Eni Slurry Technology). Tale tecnologia non prevede la produzione di scarti di raffinazione, come il pet-coke o l’olio combustibile, bensì la produzione di distillati medi pregiati, benzine, gasoli e kerosene, a bassissimo contenuto di zolfo. Incrementando di circa il 15%, a parità di quantità di greggio raffinato, la produzione di prodotti pregiati. Inoltre, consente di processare, oltre a greggi di scarso valore, anche sabbie bituminose (le stime delle riserve accertate di sabbie bituminose, come fonte fossile, sono centinaia di volte superiori alle riserve stimate di petrolio, quelle ipotizzate potrebbero essere 3 ordini di grandezza superiore), ciò equivale a sancire la competitività dello stabilimento per i prossimi 40 anni (Eni ha in corso di costruzione il primo impianto commerciale in Lombardia, Sannazzaro, in luglio 2007, investendo oltre 1,3 miliardi di euro);
b. sostituzione delle attuali cinque caldaie convenzionali con un impianto IGCC (Integrated Gasification Combined Cycle). Tale tecnologia consente di utilizzare in piena sicurezza ed a fini energetici, anche il pet-coke. Fornendo oltre ad energia e vapore surriscaldato a basso costo, co-prodotti pregiati come zolfo puro, ammoniaca, syngas, metanolo, fertilizzanti ed altri intermedi chimici (ENI ha completato lo start up di un impianto simile in Lomabardia, Sannazzaro, in luglio 2007, investendo circa 1,3 miliardi di euro);
c. costruzione di un impianto GtL (Gas to Liquids). La GtL rappresenta la nuova frontiera tecnologica del futuro delle raffineria. Chi realizza impianti GtL realizza una competitività tenologica ed economica valida almeno per i prossimi 40 anni, ed uno sfruttamento potenziale di 80 anni. Tale tecnologia consente di produrre, a partire da qualsiasi sostanza organica, combustibili liquidi totalmente puliti e privi di aromatici e metalli pesanti (Eni ha un impianto pilota in Lomabardia, Sannazzaro).
Il ricorso ad una o più azioni da noi suggerite oltre che risolvere sensibilmente il problema ambientale della Piana di Gela, consentirebbe di conseguire un rilancio occupazionale e la competitività dello stabilimento di Gela per diversi decenni.
2. Politiche energetiche
Non occorre portare argomentazioni riguardo all’importanza del tema energetico nell’agenda politica mondiale, regionale, nazionale e locale, in quanto i media dedicano da mesi tempi e spazi mai registrati prima. Legambiente Gela, in partnership con la società di ricerca e progettazione toscana R&TIA, ha organizzato nel 2006 e nel 2007 due cicli di conferenza “Kyoto: Clima, Energia Economia” sui temi energetici richiamando a simposio studiosi e scienziati tra i più autorevoli in Italia (Enea, Enel, R&Tia, Università di Catania, ecc.). Tali momenti convegnistici ci hanno consentito di conoscere lo stato dell’arte tecnologico sul tema energetico e dello sfruttamento delle Fonti Energetiche Rinnovabili.
Il tema energia ha almeno due risvolti:
• Economico
• Ambientale
a. Economico – Avere disponibilità di energia a buon mercato, e possibilmente svincolata dalle fonti fossili, si traduce in competitività al sistema produttivo e libera i cittadini da costi via via più pesanti.
b. Ambientale – Produrre energia da fonti fossili implica immettere in atmosfera gas serra ed altri inquinanti nocivi alla salute e all’ambiente. Con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto non conseguire gli obiettivi significa subire dure e pesanti sanzioni economiche.
Riteniamo dunque che gli Amministratori, anche quelli locali, debbano munirsi di un Piano Energetico Comunale, Pec, che includa, tra l’altro, le seguenti voci:
• Risparmio energetico (per esempio, impiego di dispositivi di controllo/regolazione dei consumi (interruttori a tempo, sensori di presenza, sensori di illuminazione naturale, ecc.) in impianti di illuminazione; Utilizzo di materiali ad alto isolamento termico, infissi a taglio termico, caldaie a condensazione, pannelli solari termici, doppi vetri a bassa emissività, etc. nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni edilizie.
• Produzione di energia da Fer (Fonti Energetiche Rinnovabili)
• Programmazione nel medio lungo periodo
Allo scopo di conseguire il massimo risparmio energetico del fabbisogno pubblico e privato si suggerisce l’istituzione della figura dell’Energy Manager Comunale. Tale ufficio dovrà elaborare e mettere a punto tutte le misure necessarie per conseguire il massimo risparmio energetico pubblico. Allo stesso tempo deve predisporre quelle modifiche al Regolamento Edilizio Comunale (Rec) in grado di garantire che le nuove costruzioni prevedano i requisiti minimi di efficienza energetica, in attuazione delle recenti norme varate dal Governo Prodi.
Il territorio di Gela è fortunatamente ricco di Fer: solare, eolico, biomasse. Riteniamo che la nuova amministrazione debba puntare con decisione sull’impiego estensivo di impianti solari FV su tutte le superfice di proprietà comunale (scuole, edifici comunali, tettoie impianti sportivi, ecc). Allo stesso tempo si deve fare promotore di un’azienda consortile che progetti, realizzi e gestisca un impianto eolico off-shore di grossa taglia (250MW). Un impianto di questo tipo genererebbe energia elettrica comparabile a quella della Cte di Gela (256 Mwe). Evitando però di incenerire circa 1000.000 t/a di pet-coke (circa 3.000 t/giorno), di immettere in atmosfera 3 Milioni di t/a di CO2, 13.350 t/a di SO2, 3.068 t/a di NOx, una quantità notevole di polveri sottili, metalli pesanti, ipa e diossine.
L’energia prodotta, e i proventi da essa generati, dovrebbe avere 3 applicazioni:
• una quota dev’essere destinata alla riduzione della bolletta energetica dei cittadini dei comuni aderenti al consorzio;
• una quota deve abbattere la bolletta energetica delle aziende che aderiscono al consorzio, rendendole più competitive sul mercato;
• una quota deve essere utilizzata come strumento di incentivazione alle nuove aziende che decidessero di insediare attività produttive nel comprensorio industriale del Golfo: abbattimento dei costi energetici per cinque anni.
Con un singolo progetto si otterrebbero 4 importanti risultati:
a. rilancio occupazionale: il consorzio impiegherebbe a tempo indeterminato centinaia di unità lavorative, direttamente, e genererebbe uno stimolo economico per la nascita di nuove aziende nel territorio generando occupazione indiretta;
b. i cittadini, e non le multinazionali dell’energia, sarebbero i principali beneficiari del progetto;
c. sarebbe un volano di sviluppo industriale nell’area indipendente dal settore petrolchimico;
d. Gela diverrebbe il primo sito italiano di produzione di Fer con una ricaduta positiva di immagine.
Programmazione del medio-lungo periodo – L’amministrazione deve farsi carico di programmare gli interventi nel settore energetico e per quanto possibile prevederne la produzione e i consumi. Programmazione, pianificazione ed innovazione tecnologia diventano i mezzi di uno sviluppo solido, duraturo e sostenibile.
3. Acqua
L’acqua è un bene pubblico. Deve essere di libera fruizione, quindi accessibile a tutti, di conseguenza il controllo e la gestione deve essere pubblica.
L’Amministrazione comunale deve farsi carico di controllare e garantire l’adeguatezza dei sistemi di depurazione allo scopo di garantire la salubrità e la libera balneazione delle acque del Golfo. Ciò consentirebbe un consolidamento e rilancio delle politiche in favore del turismo.
4. Rifiuti
L’Amministrazione comunale deve munirsi rapidamente di un Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti (Piano Gir). In tale piano devono essere contenuti precisi indirizzi e obiettivi vincolanti, cui l’Ato deve attenersi. Tra gli obiettivi si deve prevedere il conseguimento di una raccolta differenziata superiore al 40% entro 2 anni, e il conferimento in discarica di un quantitativo di rifiuti minore al 10% del totale (somma tra RD e indifferenziata). Tale risultato è conseguibile seguendo come indirizzi l’impiego di tecnologie alternative all’incenerimento, in grado di valorizzare la frazione umida anche dell’indifferenziato e di recuperare e avviare al riciclaggio le frazioni secche contenute nell’indifferenziato.
Inoltre deve essere previsto un Osservatorio dei rifiuti che monitori lo stato di applicazione del Piano Comunale GIR.
5. Valorizzazione e tutela del territorio e della costa
Nonostante l’attuale amministrazione abbia previsto un Assessorato al Mare, l’efficacia dell’azione di controllo e valorizzazione della costa è stato irrilevante. Pensiamo che la valorizzazione e tutela della fascia costiera debbano essere deleghe di appartenenza all’Assessorato all’Ambiente. Anche la delega per l’Agricoltura e l’Energia dovrebbero far capo all’Assessore all’ambiente, il quale deve munirsi di uno strumento di programmazione di tutela e valorizzazione. Per esempio segnaliamo la possibilità di valorizzare il vincolo paesaggistico e ambientale S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) “Torre Manfria” posto anche sull’area di “Poggio Arena” per prevederne una messa in sicurezza e gestione che ne garantisca la libera fruizione dei cittadini e dei turisti. Attualmente gran parte delle dune naturali di sabbia ricadenti all’interno della citata area SIC sono sottoposte a continui ed inesorabili attacchi a mezzo di escavazioni abusive, discariche di rifiuti, ad abusivismo edilizio e vi insistono numerosi progetti di speculazioni edilizie.
Sul fronte agricolo pensiamo che la Piana di Gela possa diventare un distretto di sviluppo della filiera agroenergetica. La filiera dovrebbe porsi come obiettivi prioritari il recupero delle terre abbandonate ed azioni di rimboschimento e/o di colture energetiche per la produzione di biocarburanti. Attualmente il settore agricolo presenta un numero ufficiale di addetti triplo a quello impiegato nel settore petrolchimico, indotto incluso. Ma l’attenzione riservata al settore agricolo è stata sicuramente insufficiente. Gela potrebbe conservare il suo primato di produttore di carburanti la cui materia prima non verrebbe, però, dal sottosuolo ma dall’agricoltura.
In passato sono stati compiuti una moltitudine di errori per incapacità di pianificazione e programmazione del territorio. Molti dei quali sono ancora rimediabili. Ci riferiamo, per esempio, all’espansione della zona industriale “nord 2”. Tale estensione interessa l’area di vincolo ambientale Sic-Zps del Biviere. Ne chiediamo la rinaturalizzazione dell’area e l’individuazione di un’area alternativa da destinare ad insediamenti Industriali e Produttivi. Il processo decisionale della scelta del nuovo sito deve coinvolgere l’istituenda Consulta Comunale per l’Ambiente.
6. Politiche di sviluppo sostenibile e di innovazione tecnologica
Nella consapevolezza che innovazione tecnologia e sviluppo sostenibile siano strumento e finalità dello stesso percorso, riteniamo che un’Amministrazione progressista debba prevedere un centro di ricerca applicata e innovazione tecnologica a servizio dello sviluppo del territorio. Pensiamo, per l’esattezza ad un consorzio pubblico-privato di ricerca applicata che elabori tutti gli strumenti di pianificazione, programmazione e progettazione previste nei punti precedenti. In tal modo si eviterebbero il dispendio economico legato agli incarichi per fantomatici studi affidati a professionisti avulsi al territorio che spesso niente hanno a che fare con il territorio stesso. Inoltre, tale consorzio (p.es. Consorzio di Ricerca Applicata Gela – C.R.A.G.) dovrà avviare ricerche e collaborazioni di spin-off con centri di ricerca di eccellenza nazionali ed internazionali per la competitività del territorio e delle imprese che vi insistono. Un’istituzione di tale fattura rappresenterà uno sbocco naturale per i tanti giovani gelesi che, intrapreso il percorso universitario, si vedono precluse ogni possibilità di crescità professionale e affermazione sociale nella propria città. Allo stesso tempo il CRAG dovrà compiere ogni sforzo per attirare sul proprio territorio tanti più ricercatori possibili dall’estero. Primi tra tutti quelli dei paesi del mediterraneo. Aspirare dunque a diventare un centro di ricerca di eccellenza punto di riferimento per il mediterraneo.
Pietro Lorefice - Presidente Circolo di Gela – Legambiente
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