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Corriere di Gela | Un nuovo rapporto amministratori-cittadini, risorsa autentica per lo sviluppo del territorio
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notizia del 05/09/2010 messa in rete alle 15:50:00
Un nuovo rapporto amministratori-cittadini, risorsa autentica per lo sviluppo del territorio

La classe politica gelese nata dalle elezioni amministrative sta già facendo i conti con i tanti problemi di Gela. La crisi occupazionale, il futuro economico del Territorio in funzione del piano industriale dell’Eni, la distribuzione dell’acqua e l’esigenza di “normalizzare” i rapporti tra Caltaqua, gli utenti ed il Comune, la pulizia della città, il traffico urbano, il problema dei parcheggi. Per citare solo alcuni dei banchi di prova ai quali la nuova classe politica sarà chiamata nell’immediato per dimostrare di volere cambiare rotta nell’amministrazione della Cosa pubblica ed incidere seriamente sull’economia del territorio modificando lo scadente e precario contesto socio-economico generale che caratterizza la collettività gelese. Per non parlare poi dei problemi legati all’approvazione del bilancio 2010 in prossimità dell’ultimo quadrimestre dell’anno quanto invece, in condizione di normalità amministrativa, gli ultimi mesi dell’anno dovrebbero servire per approfondire e definire le scelte amministrative del 2011.

Ai nuovi amministratori ed al consiglio comunale si presenta oggi una grande opportunità per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini utilizzando i nuovi strumenti di programmazione economica, del bilancio sociale e del bilancio di genere e predisponendo un documento di bilancio riclassificato che, attenendosi a criteri di trasparenza e consapevolezza delle azioni politiche, può incidere seriamente sul sistema economico-sociale del territorio.

Fondamentale nella gestione della cosa pubblica è tenere conto del nuovo principio di rendicontazione sociale che risponde all’esigenza dei diversi interlocutori, privati, imprese, famiglie, associazioni, istituzioni pubbliche o private, di comprendere e valutare gli effetti dell’azione amministrativa dei nuovi governanti, finalizzata a creare i presupposti dello sviluppo economico del territorio, per dare sostegno al lavoro, tutelare l’ambiente, creare le condizioni per lo sviluppo ed il decoro urbano e più in generale garentire ai cittadini l’efficienza nell’erogazione dei servizi pubblici ed il miglioramento delle condizioni generali di vita.

Purtroppo constatiamo che tali obiettivi sono molto distanti dall’attuale realtà socio-economica di Gela e quello che può confortarci è la consapevolezza che oggi, probabilmente, siamo agli albori della formazione di una nuova coscienza della collettività gelese che ambisce ad una nuova identità socio-economica, più variegata, dove i settori turistico-storico-culturale e della produzione agroalimentare hanno un loro significativo ruolo economico assieme ad un petrolchimico ecosostenibile che da qualche tempo dà segnali positivi in tale direzione ma che comunque non può più essere considerato il perno attorno al quale far ruotare il destino economico del comprensorio. Certo è indubbio che il petrolchimico và mantenuto e che oggi rappresenti l’unica realtà economica certa ed in grado di continuare ad offrire al territorio quei flussi di reddito vitali per evitare il tracollo di un’economia molto debole e precaria. Ma dev’essere altrettanto certo che la politica, le istituzioni e le altre forze sociali debbono reinterpretare il loro ruolo guida e di programmazione dei processi di sviluppo della collettività che amministrano, avviando la strada della riqualificazione economica.

Tale presa di coscienza, è necessario che abbiamo principalmente il Comune e la Provincia per individuare nuovi percorsi di sviluppo che coniughino il mantenimento della produzione industriale del Petrolchimico ecosostenibile con la realizzazione di attività turistiche-culturali, attività agroalimentari e di altri settori tecnologici tra cui quello delle energie alternative. E’ agevole immaginare che le bellezze paesaggistiche, il patrimonio storico-archeologico e le risorse agro-alimentari del territorio gelese possono garantire uno sviluppo economico duraturo con livelli occupazionali e produzione di redditi sicuramente non inferiori rispetto a quelli che sono stati generati dal petrolchimico.

Il grande patrimonio storico ed archeologico risalente al periodo protostorico dell’Età del Bronzo – 2000 anni a C. – con le necropoli di Disueri, Grotticelli e Manfria, paragonabili a quelle di Pantalica, e quelle risalenti al periodo della Magna Grecia con le mura Timoleontee, la nave greca, l’emporio di Mulino a vento, i reperti custoditi nel Museo Archeologico, i Bagni greci, le testimonianze dell’epoca Federiciana con le mura del centro storico ed il Castelluccio vanno valorizzati con progetti che richiamino flussi turistici, sfatando l’errato convincimento che laddove vi è produzione industriale petrolchimica non c’è spazio per lo sviluppo di altri settori economici tra cui il turismo culturale. Vedasi in senso positivo l’area geografica di Ravenna.

É necessario che il dibattito su questi argomenti avvenga sinergicamente a tutti i livelli, dalle famiglie alla scuola, alla pubblica amministrazione.

Soltanto un’ ampia visione delle problematiche sociali ed economiche del territorio ed una competente ricerca dei nuovi percorsi di sviluppo, condivisi in un processo di assunzioni di responsabilità, può condurre la pubblica amministrazione, principalmente a livello comunale e provinciale a soddisfare le aspettative dei cittadini.

Il prossimo bilancio comunale può essere una buona opportunità per i nuovi amministratori che se vorranno dare segnali di buona amministrazione, dovranno migliorare diverse dimensioni connesse al bilancio, tra cui quella della responsabilità politica inserendo maggiore trasparenza, visibilità delle scelte ( quella strategico-organizzativa ) riorientando la pianificazione, la programmazione ed il controllo che inevitabilmente possono portare ad un ripensamento dell’ assetto organizzativo dell’Ente comunale Avendo riguardo alla dimensione professionale dei dipendenti comunali che può risultare migliorata grazie ad una nuova organizzazione del lavoro che faccia leva sulla formazione e sulla valorizzazione e lo sviluppo delle competenze.

Questo rinnovato rapporto, tra pubblica amministrazione e cittadini, perché funzioni e dia i sui positivi frutti, implica anche un ruolo più responsabile e civile della comunità che è chiamata a fare la propria parte a cominciare dalle piccole cose, (es. deposito serale dei rifiuti, rispetto del divieto di deposito di bottiglie, lattine e cartacce per le strade, rispetto delle regole del vivere civile nei semplici comportamenti quotidiani e più in generale rispetto delle regole), mostrando senso civico e collaborazione con la pubblica amministrazione, per modificare realmente agli occhi degli altri l’immagine di sè stessa, contribuendo a creare un nuovo contesto dove possa nascere anche la voglia di fare impresa. In mancanza di questo rapporto di reciprocità tra pubblico e privato anche le buone intenzioni dei nuovi amministratori non potranno fare miracoli.

Giuseppe Nicoletti - Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Gela


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